Il mondo difficile delle festine

Immagino che per voi non sia una novità ma io sono mamma da soli due anni e il mondo sommerso delle festine lo conosco da poco. Già la parola “festina“, diciamocelo, un po’ inquieta, ma pare che dire feste dei bambini non si usi più.

Mi ricordo brioches al prosciutto e burro e Coca-Cola in case con bimbi urlanti e fantastiche gomme per cancellare come ricordino del pomeriggio trascorso.
Assodato che no non è più così, parliamo di come è adesso.
Di mamme isteriche perché il fagottino con le scorzette di zenzero non era tanto apprezzato dagli invitati (mio Dio ma davvero un bambino può mangiarne?)
Di cadeaux, che le bomboniere di matrimonio proprio levatevi. Tipo le iniziali del festeggiato ricamate su lavette. Tipo.
Di feste a tema in cui una bimba è stata tra-vestita da Wanda Nara (tutto vero).
Di mogli che hanno rifatto il guardaroba al marito per renderlo più presentabile.

Così come minimo mi è venuta l’ansia quando abbiamo deciso di festeggiare in un’unica festa i compleanni di Diego e Bea.
Che poi io non sono a livello della signora delle lavette ma mi piace che sia tutto di gusto e un minimo elegante anche se si tratta di bimbi. Sono quella che al proprio matrimonio ha fatto cambiare il tovagliato all’ultimo momento perché “il damascato? stai scherzando?

Dopo la solita insulsa e controproducente ricerca on-line mi sono affidata all’esperienza di molti e ho scelto la location. Un locale delizioso tutto a misura di bimbo, in centro con un grazioso patio che allestiscono in base ai tuoi gusti (si chiama Ludò cercate la sua pagina su facebook).

Due tavoli. Uno per bimbo. Tema? Unicorni per Beatrice, SuperPigiamini per Diego. Ça va sans dire.
Le torte le ho fatte preparare da una amica bravissima che avevo già reclutato per il battesimo di entrambi i bimbi. Un famoso mago per gli invitati (famoso nel mondo delle festine eh).
Menù a base di rosticceria e panini farciti per grandi e piccini. Dolci e caramelle e succhi.
SuperPigiamini in tutte le salse e unicorni come se non ci fosse un domani.

Ma che ansia. Arrivi prima per controllare se tutto è come concordato e, incredibile, stavolta è tutto esattamente come ti eri immaginato.

 

 

E poi vuoi vedere che non viene nessuno? Mio Dio queste sono ansie che uno si porta da sempre. Ti sudano le mani. Insulti mentalmente uno per uno gli invitati perché sei certa che non verranno. “Vedrai. Manco morta vado alle loro festine!
Perché tra l’altro prima c’erano quei caspita di inviti di carta che tu davi a mano e la gente era affidabile. Se ti scriveva sul foglietto che sarebbe venuto stai sicuro che ci sarebbe stato alla tua meravigliosa festina a casa.
Adesso no. Adesso fai una foto figa al festeggiato con una didascalia che spiega dove come e quando e invii. E l’invito viaggia nell’etere maledetto.

Poi eccoli. E torni a respirare. E a volergli bene a quei disgraziati di invitati che se magari la location non era in centro ci mettevano meno a trovare parcheggio. Una volta arrivati i bimbi tutto fila liscio. L’animatore fa il suo sporco lavoro e tu ti puoi rilassare. Si fa per dire perché devi comunque intrattenere i genitori senza dimenticare nomi e facce e svincolarti dai tuoi figli che per l’occasione hanno sfoderato il meglio del loro essere cozze attaccate allo scoglio.

 

Regali, torta. Canti e sorrisi. Quelli dei miei bimbi e dei loro invitati. E lì ti sciogli.
Perché a loro non frega un cavolo di niente. Puoi affittare una villa a Malibu’ o la sala della trattoria “Da Pino” per loro non ha importanza. A loro frega di giocare e ridere e ballare.

E come sempre li devo ringraziare. Lo facciamo spesso noi genitori. Ringraziamo i nostri figli perché attraverso i loro occhi tutto sembra più semplicemente bello e nuovo. Perché ci insegnano continuamente ad essere più grandi noi. Ci insegnano la pazienza e il coraggio. La bellezza e la semplicità…anche se ti ritrovi tuo figlio duenne con la faccia tutta blu come un Puffo perché ha mangiato un intero palazzo di pasta di zucchero della torta dei SuperPigiamini ^^’.