Leggi per l’autonomia

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Alla riunione con i genitori dei bimbi della prima elementare (primo anno della scuola primaria) a cui ho partecipato, le maestre si sono raccomandate di etichettare tutto ma proprio tutto il materiale da loro richiesto, una ventina di righe di foglio A4 fitte fitte. Questo per evitare scompiglio in classe e reclami dei genitori (?).
Mentre trascorrevo amenamente i miei pomeriggi di fine estate a preparare con impegno, tempo e fatica decine di etichette con il nome di mia figlia (che belli i nomi corti!) mi chiedevo se ci fosse un altro modo magari più educativo e gratificante per evitare angosce interiori e conflitti tra compagni di classe.

Ad esempio avrei potuto spiegare a Vittoria che, nel malaugurato caso non trovasse una matita colorata:

a) prima possibilità: sei sicura di non averla lasciata a casa? (legge del dove era l’ultima volta che l’hai vista?).

b) seconda possibilità: sei sicura di non esserci seduta sopra? (legge denominata della Principessa sul pisello).

c) terza possibilità: è caduta dal banco. In tal caso non cercare in alto ma in basso, sul pavimento o dentro lo zaino (legge della forza di gravità) e spingi lo sguardo oltre il tuo naso e in tutte le direzioni (legge del chi cerca trova).

d) quarta possibilità: la compagna di banco l’ha presa evidentemente per errore (ne ha una identica nell’astuccio perché dovrebbe rubartela?). Chiedile quante matite rosse si ritrova con gentilezza (legge della diplomazia).

Direi degli insegnamenti utili per rendere un bimbo responsabile delle proprie cose soprattutto considerando che riuscire a risolvere un problema in autonomia rende orgogliosi e sicuri (legge di vita).

Invece da brava mamma diligente ho consumato metri di scotch e ritagliato etichette alla nausea.

Maggiore è l’impegno, la fatica e il tempo che hai impiegato per realizzare qualcosa, maggiori sono le probabilità che non ne ricaverai nulla (legge di Murphy).