L’estate della consapevolezza

C’è un solo periodo della vita dedicato alla presa di consapevolezza di se stessi? In realtà le contingenze e gli imprevisti ci mettono di fronte a tanti aspetti di noi, che spesso non ci eravamo concessi di mettere a fuoco

In questo periodo della mia vita sto sperimentando una nuova consapevolezza di me stessa, che si manifesta ogni giorno, nelle piccole e grandi cose a breve, medio e lungo termine.

Solo per parlare di un aspetto, quest’anno, per me, le vacanze non ci saranno o meglio, saranno brevissime e particolari: se mi riuscirà, incastri gestionali permettendo, vorrei portare Alessandra, Francesca e i suoi ragazzi a visitare Matera e i suoi bellissimi dintorni, dal momento che sono anni che prometto a due nipoti cui sono particolarmente legata, di andare a trovarli a Venosa, dove abitano.
Glielo avevamo promesso da anni mio marito e io, ma poi non è stato possibile… così, all’improvviso, ho preso il telefono in mano e li ho avvisati che andremo nei primi giorni di settembre.

Forse a voi sembrerà normale organizzazione familiare, ma per me è stata una “conquista”… ed ora vi racconterò qualcosa che vi permetterà di capire perché.

Ho trascorso la mia vita precedente (sembra una definizione esageratamente pomposa, ma è così che la vivo!) convinta di non essere in grado di prendere decisioni importanti ed in un certo senso annullando me stessa e l mia capacità decisionale a favore di quella altrui (ci credete, se vi dico che rabbrividisco mentre ve ne parlo?): ho avuto un padre militare che ha sempre creduto normale e legittimo imporre le sue decisioni alla famiglia e una madre che le ha sempre accettate perché era stata a sua volta educata in questo modo e, ovviamente, la mia personalità ne ha in qualche modo subito le conseguenze.

Quando mi sono sposata ho creduto fermamente che le cose sarebbero cambiate e invece… in qualche modo mi sono ritrovata nello stesso tipo di dinamica.

Devo chiarire subito una cosa: mio marito non mi ha MAI imposto niente, però aveva una mente estremamente razionale, che sviscerava qualunque problema da tutti i punti di vista fino alla sua logica risoluzione. Questo ha portato me, ma anche Francesca, ad un placido accomodamento sulle sue decisioni dal momento che era lui a risolvere qualsiasi problema, salvo poi a venire in qualche modo rimproverate perché avrebbe voluto la nostra collaborazione, senza mai pensare che, alla fine, era lui stesso, in qualche modo, a non volerla!

Non so quante volte abbiamo esposto le nostre idee, i nostri dubbi, ma senza risultato: ogni volta ci ha “demolito” con la sua logica stringente, da manager di successo quale era; se poi ci mettiamo un Q.I. di 147…

Inutile negarlo: ci sono stati parecchi momenti difficili… ma altrettanti di gioia, di tenerezza, di attenzioni non solo verso di noi ma anche nei confronti dei miei genitori: non gliene sarò grata abbastanza perché so che anche quella era una dimostrazione di amore per me.

Quando purtroppo mio marito è morto fra le mie braccia, a soli 68 anni, sono precipitata nel baratro… non solo perché avevo perso, nel giro di un quarto d’ora, la persona che avevo amato per quasi cinquant’anni, ma anche perché, improvvisamente mi sono sentita SOLA, con tutti i problemi che non avevo mai affrontato e che, adesso, avrei dovuto affrontare, a cominciare dalla tutela di Alessandra e dalla burocrazia che, purtroppo, si presenta in questi casi e allora… ho tirato fuori la forza che non sapevo neanche di avere.

Ho reagito con grinta, con rabbia, con determinazione fino a che non mi sono RISCOPERTA: non sono più la figlia di Angelo, la sorella di Giorgina, la moglie di Walter: sono LAURA, con i miei pregi e i miei difetti, con la paura di sbagliare ma finalmente fermamente convinta di farcela!
Non è mai troppo tardi per concedersi il mettersi in gioco, per capirsi e darsi possibilità diverse, per sperimentare e investigare cosa c’è dietro allo specchio
lo devo alle mie figlie, ai miei nipoti, ma soprattutto a me stessa!