Libertà di insegnare e di apprendere

Il tema di questo mese mi rappresenta molto… chi mi conosce sa il valore che ha per me la parola libertà ed ormai i miei lettori saranno stufi dei miei post sull’educazione libertaria…tranquilli non vi parlerò ancora di scuole alternative, del sistema scolastico italiano, di valutazione, ecc…credo di aver argomentato abbastanza su questi temi, ormai anche i sassi conoscono tutta questa bella teoria sul rispetto dei tempi di apprendimento di ogni individuo, la capacità dell’insegnante di porsi come accompagnatore e guida e non come dispensatore del sapere, la curiosità innata dei bambini, ecc..

Mi permetto di dare per scontati tutti questi princìpi che non ho certo inventato io, ma a cui ho sempre cercato di ispirarmi in questi vent’anni di insegnamento e di riflettere ancora sul significato del termine e della mia scelta di prendere le distanze da quel tanto amato mestiere. I bambini nascono liberi e dunque essi non hanno certo bisogno di riflettere sul termine libertà, poiché la vivono ogni istante senza troppe domande, in maniera semplice e spontanea: mangiano quando hanno fame, bevono quando hanno sete, dormono quando hanno sonno, giocano, ridono e piangono quando ne hanno voglia, si arrabbiano se non vengono soddisfatti i loro bisogni…insomma vivono, lasciano fluire la vita così come viene e si permettono di essere quello che sono. Il fatto che noi adulti ci poniamo questo problema, la dice già lunga, ci fa capire che da qualche parte, ad un certo punto della nostra vita, abbiamo perso spontaneità e naturalezza e ci siamo sottomessi al volere di altri, abbiamo fatto nostre, regole preconfezionate poiché ci è stato raccontato che era necessario per il nostro bene. Lo abbiamo fatto e lo facciamo tutti continuamente e per la maggior parte delle volte inconsapevolmente. Ci hanno convinti fin dalla notte dei tempi che se l’individuo viene “lasciato essere” ciò che è, irrimediabilmente si perde e crea danni agli altri e a se stesso in quanto ci hanno raccontato la storia della natura malvagia dell’essere umano. Io per prima ho creduto a queste menzogne per gran parte della mia vita ed ancora adesso ho difficoltà a liberarmi da molti condizionamenti ed a lasciare che “tutto scorra” liberamente. L’ho fatto come madre ogni volta che mi sono sostituita ai miei figli nel prendere per loro decisioni che potevano benissimo prendere da soli, convinta che fossero troppo piccoli per saper esistere, l’ho fatto come insegnante ogni volta che incasellavo un alunno in parametri predefiniti, senza via di scampo e ogni volta che ho preteso che sapessero fare qualcosa per cui ancora non erano pronti. Spesso l’ho fatto inconsapevolmente, a volte invece in piena coscienza e a malincuore. L’ho fatto fino a quando un giorno, mi sono svegliata ed ho deciso che basta…era ora di finirla…non mi sarei più prestata a questo scempio. Il mio amore per i bambini era troppo grande per volerli ancora rinchiudere in questo triste e assurdo sistema scolastico. Di preciso non so nemmeno io quale sia stata la causa che ha scatenato in me l’idea di prendere le distanze dalla scuola e cominciare a fare altro. Forse è stato quando mi sono opposta alla bocciatura di un bambino albanese in prima elementare o forse quando ho sentito un discorso fra colleghe nella pausa pranzo, in cui si elogiava la scelta americana di trattare i casi difficili con gli psicofarmaci, mentre invece noi poveri illusi stiamo a perdere tempo coi progetti per i casi disperati…No…probabilmente deve essere stato quando sono stata invitata ad adeguarmi al sistema consolidato di “repressione”, mentre io volevo perfino dialogare con quei bambini….insomma non ricordo il momento preciso, ma ricordo perfettamente la sensazione di impotenza nel dover esercitare la mia professionalità in un ambiente così povero di mezzi e di persone libere. Ricordo perfettamente il disagio che mi coglieva al momento degli scrutini, in cui si negoziavano letteralmente i voti da dare agli alunni, ricordo il senso di sconfitta di fronte allo sguardo perso dei genitori dei bambini diversamente abili quando dovevo comunicare loro che le ore di sostegno erano diminuite, che non potevo fare niente per i loro figli; ricordo la rabbia che mi coglieva, il nodo in gola, quel senso di ingiustizia…difficile dimenticare quelle sensazioni! Come disse Einstein, è da folli sperare in qualcosa di diverso continuando a fare le stesse cose…così ho scelto di non continuare a reprimere la libertà dei bambini solo perché è stato fatto a me…ho scelto di vivere secondo i MIEI princìpi e i MIEI valori, ho scelto di aiutare gli altri (e me stessa) a scoprire chi sono e ad avere il coraggio di esserlo sempre! In che modo? Ho deciso di riprendere gli studi e mi sono iscritta ad un corso di counseling, perché credo nell’arte del saper ascoltare ed accogliere, credo nel non giudizio e nelle potenzialità infinite di ogni essere umano, credo nello sviluppo della consapevolezza che rende ogni uomo libero. Spero in un futuro non troppo lontano, di poter ancora aiutare i bambini che mi hanno insegnato cosa significa ESSERE LIBERI.
Emilia Franco

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