La libertà guidata

Arriva il momento in cui i nostri figli vogliono passare sempre più tempo con gli amici, anche senza genitori se possibile. Per me questo momento è arrivato verso gli 8-9 anni. Ho iniziato a dire sempre più spesso a mia mamma di non venirmi a prendere dopo la scuola perché preferivo tornarci per conto mio. Dato che abitavamo a una decina di minuti a piedi dalla scuola lei me lo permetteva. Quando penso alla mia infanzia in Svezia mi ricordo molte libertà di vario genere. La libertà ad esempio di passare tanto tempo fuori casa senza preoccupare i miei genitori già a partire dalle elementari, grazie soprattutto al centro di ricreazione della mia scuola.

Mi ricordo molto bene il mio amico Benny. Quando abbiamo dovuto cambiare città per il lavoro di mio padre mi spaventava molto il fatto di dover cambiare scuola, amici ed ambienti conosciuti. Mi ricordo ancora il primo intervallo nella nuova scuola e l’uscita dalla classe con tutti i nuovi compagni. Appena suonato il campanello sono corsi fuori tutti per andare nel cortile della scuola. Erano sempre venti minuti di intervallo tra una lezione e l’altra. Ho seguito i miei compagni fino al cortile dove mi sono messa da parte ad osservarli mentre si sono messi a giocare con un pallone trovato nel cortile. Quasi subito mi si è avvicinato un ragazzo sui 25 anni, si chiamava Benny. Mi ha coinvolto subito nel gioco e mi è stato vicino per tutto il primo intervallo chiacchierando con me di tutto e niente. Ho subito notato che era molto amico dei miei compagni di classe e che lo cercavano in tanti. Solo dopo ho capito che lavorava come ricreatore nella mia nuova scuola ed organizzava il centro di ricreazione pomeridiano.

band

Su tutto il territorio svedese sono presenti questi fritidsgard o centri di ricreazione comunali per il doposcuola dei bambini. Solo nel mio comune di 100 000 abitanti c’erano una ventina di questi fritidsgard. In certe regioni sono gratuiti mentre in altre si paga una somma basata sul reddito famigliare. I bambini dai 6 anni in su possono andarci direttamente dopo la scuola per passare del tempo insieme agli amici. C’è sempre la figura del ricreatore che ha il compito di organizzare corsi di musica, corsi sportivi o solo essere presente a fare due chiacchiere con i ragazzini mentre si gioca una partita di ping-pong. Mi ricordo che Benny ci faceva suonare in una specie di band musicale, e giocavamo tante partite a calcio, tennis, ping-pong e giochi di società. I pomeriggi più belli per me erano quelli in cui ci facevamo due chiacchiere tutti insieme su temi diversi che sicuramente non ci veniva in mente di discutere a casa. Non si racconta tutto ai genitori, almeno per me è stato così, mentre in compagna degli amici ci si apre di più. Per me è stata molto importante la presenza di Benny soprattutto inizialmente quando non conoscevo nessuno e facevo fatica a legare con i miei compagni. Era una figura sempre presente nella scuola, assunta dalla scuola stessa per occuparsi del tempo libero degli alunni dopo la scuola e durante gli intervalli. Ci faceva divertire, era costantemente presente e spesso coinvolgendo tutti preveniva anche il bullismo. Nei week end spesso mangiavamo una pizza insieme e capitava anche di dormire lì ogni tanto.

fritidsgard

Una libertà guidata potrei definirla. Perché il tempo passato nel doposcuola in questi centri di ricreazione dipendeva da noi così come tutte le attività, il ruolo di Benny era solo di guidarci nell’organizzazione del nostro tempo libero. La libertà di farlo fuori casa, senza genitori ma nello stesso tempo osservati da un adulto ci permetteva di essere liberi e nello stesso tempo tranquillizzava i nostri genitori. I momenti scolastici più belli durante quell’anno vissuto in una città nuova li ho passati tutti al centro di ricreazione perché facilitava il mio inserimento e aveva una grande influenza sulla mia vita scolastica e non.

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