Limiti e pericoli dei social

Oltre ai pericoli più strettamente connessi alla rete, i social ci pongono davanti ad un cambio, peggiorativo, della qualità di comunicazione.

Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole.
Ed è subito sera.

Questi bellissimi versi di Quasimodo rendono l’idea di quello che penso sugli effetti che i nuovi mezzi di comunicazione hanno su di noi: se mancano la comunicazione vera e il dialogo, siamo soli, anche se non ce ne rendiamo conto, anche se siamo immersi nella folla… Ecco quindi che mi pare opportuno riflettere sui pericoli dei social anche in campo espressivo!

È indiscutibile che telefonini, tablet, smartphone e quant’altro ci abbiano aiutato moltissimo…ormai comunicare o anche lavorare a distanza senza muoversi da casa, liberi da traffico e parcheggi, è normale ed è una bella comodità!

Anche questo ha però il suo “rovescio”: in questo modo viene a mancare la comunicazione in senso lato e questo è piuttosto inquietante perché stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi un modello comportamentale diverso da quello che ci è stato dato dai nostri genitori e non è detto che sia per forza quello giusto, anche se i tempi sono cambiati.

La cosa che mi preoccupa di più è il fatto che l’età “giusta” per accedere al telefonino più sta e più si abbassi: ormai anche i bambini delle elementari vanno a scuola muniti di questo strumento senza, peraltro, saperlo usare correttamente.
Conosco mamme che giustificano questa scelta adducendo un possibile malore del bambino: evidentemente non sanno che anche le scuole più sperdute possiedono un telefono per comunicare con le famiglie…

Mi pare ovvio che per un ragazzino sia un gioco ultramegagalattico, ma sono i genitori che ne devono controllare l’uso corretto: troppe volte su facebook, ad esempio, compaiono foto scattate per gioco ma che alla fine hanno altri risvolti, causando spiacevoli effetti collaterali.

Purtroppo, la china verso rapporti sempre più mediati si sta facendo più ripida: si sta perdendo il valore della comunicazione verbale, del piacere e della necessità del dialogo. Ormai si parla a monosillabi, le parole sono diventate un optional: anche in famiglia si arriva addirittura a mandare un messaggino per avvisare che è ora di andare a tavola!!!

Stendiamo un velo pietoso sul modo di scrivere: si leggono (o perlomeno ci si prova!) dei messaggini che sembrano più codici da decifrare che cose da comunicare e non mi riferisco solo a quelli dei ragazzi…

Indubbiamente, non lo nego, il progresso tecnologico può essere un valido aiuto nello studio (ormai le famose ricerche di approfondimento si fanno su Google e Wikipedia, anche perché sono continuamente aggiornati) ma al di fuori di tale ambito è più che necessario stare attenti, ad ogni età.

Mi rendo conto di essere stata un po’ dura sull’argomento, ma solo l’idea che i miei nipotini vengano fagocitati da questo modo di essere, che finisce per appiattire le capacità individuali…beh, mi fa star male!

La tecnologia, di per sé, è sicuramente ormai indispensabile per la nostra crescita, ma deve essere solo un mezzo, il resto dobbiamo farlo noi utilizzando il NOSTRO CERVELLO, solo quello!