L’inserimento

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Tra le varie cose a cui non ero preparata quando sono diventata mamma, quella che forse mi ha spiazzato di più è stato scoprire che staccarmi da mio figlio era doloroso, psicologicamente e fisicamente.

Non avrei mai immaginato, prima, che il rientro a lavoro e il conseguente ingresso di Lorenzo al nido, sarebbe stato un momento così difficile.

Dopo aver affrontato un parto complicato, un allattamento estenuante, la solitudine, le notti in bianco tutto sommato in maniera abbastanza spensierata, il mio crollo emotivo è arrivato al momento dell’inserimento di Lorenzo all’asilo nido.

Il giorno in cui ho lasciato Lorenzo al nido la prima volta, il carico emotivo del mio nuovo ruolo di madre è esploso inaspettatamente, lasciandomi disarmata ad affrontare un dolore che non avevo previsto.

All’inizio è stata dura, più cercavo di essere forte, più mi scoprivo debole davanti a sentimenti così viscerali e irrazionali.

Il periodo è stato difficile in molti modi diversi, non ultimo per le malattia a cui siamo andati incontro.

Lorenzo ha avuto ogni tipo di malanno e la maggior parte ce li siamo presi anche noi, e i parenti di ogni ordine e grado.

Non so se poi ho superato realmente quel periodo oppure semplicemente Lorenzo è cresciuto ed è stato tutto più semplice.

Ora è giunto il momento anche per Leo di iniziare il nido.

La situazione è totalmente diversa, lui è un pochino più grande, io lavoro già da mesi e conosco e stimo le maestre e la struttura.

Ma è comunque difficile.

Sto lasciando mio figlio, così piccolo e indifeso, in un luogo alieno, tra braccia non famigliari.

Sto lasciando un bambino che non può capire cosa significa “dovere” e che sicuro patirà per un cambiamento così grande per i suoi 14 mesi.

Sto lasciando il mio bimbo che presto avrà una routine sua a me sconosciuta, imparerà cose che non sarò io ad insegnargli.

E’ normale ed è giusto, ma ciò non toglie che sia difficile.

Quello che è cambiato realmente rispetto all’inserimento di Lorenzo invece è che ho imparato a conoscere un pochino la madre che sono, che è molto diversa da quella che pensavo sarei stata ed è probabilmente anche diversa da quella che dovrei essere.

Forse con questa consapevolezza riuscirò ad essere serena, questa volta, appurato il fatto che invece forte non lo sono nemmeno un po’.

Domani si parte e si scrive un nuovo capitolo, prendiamo fiato e facciamo qualche scorta di tachipirina.