L’uva, il ricostituente di fine estate

L’uva rappresenta il frutto simbolo della fine dell’estate, ricca di proprietà positive per l’organismo, tra cui antiossidanti, vitamine e sali minerali.

UVA

L’uva, un concentrato di principi attivi, nutriente e ricca di minerali.

Dell’uva non si butta via nulla, viene utilizzata nel settore alimentare, in fitoterapia e anche in cosmesi. L’elenco delle sue virtù è lungo almeno quanto quello delle numerosissime varietà esistenti. Per coltivare l’uva, sono essenziali 5 fattori: clima temperato, acqua, terreno, sole e molte cure. Questo frutto, trova in Italia e nel bacino del Mediterraneo le condizioni necessarie per crescere e maturare al meglio.

L’uva è in realtà una infruttescenza cioè un raggruppamento di frutti chiamato grappolo e costituito da acini o chicchi di varie dimensioni, più o meno tondi o ovali. In base al colore si distinguono uve bianche, nere o rosate; e a seconda dell’utilizzo, si dividono in uve da tavola come la Regina, la Corniola e la Italia, da vino come la Barbera, la Bonarda e la Vernaccia o da essiccare (senza semi) come la Sultanina o la Zibibbo per citarne sono alcune.

100 grammi d’uva apportano circa 61 Kcal, di cui il 15,6% sono costituite da zuccheri semplici tra cui glucosio, fruttosio, mannosio e levulosio. L’acqua rappresenta circa l’80% del peso e la fibra 1,5%.

Una porzione da 150 gr è a mio avviso un’ottima merenda ma a causa della buona percentuale di fruttosio e glucosio, chi soffre di diabete dovrebbe consumarla con un po’ di moderazione.

La presenza di levulosio e mannosio, invece, la rendono indicata per combattere la stitichezza. L’uva è ricca di acidi organici e sali minerali (potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio, cloro, arsenico) e per questo è considerata remineralizzante. Per gli sportivi è quasi un integratore naturale. Non dimentichiamo poi le vitamine A, B e C che conferiscono agli acini proprietà ricostituenti. È indicata in caso di anemia e affaticamento, uricemia e gotta, artrite, vene varicose, iperazotemia e malattie della pelle. Grazie al contenuto di polifenoli e di resveratrolo, presente nella buccia e nei semi, ha anche proprietà antiossidanti e anticancro.

Il succo d’uva viene spesso utilizzato all’inizio dell’autunno per effettuare delle vere e proprie cure depurative per eliminare dall’organismo le scorie in eccesso.

Questa pratica, chiamata ampeloterapia, consiste nel consumare solo uva matura completa di buccia e semi, acqua e tisane per circa 2-3 giorni. Si tratta di una cura che è a mio parere è bene effettuare sotto controllo medico perché può presentare effetti collaterali e non è adatta a tutti.

La medicina popolare attribuisce all’uva anche proprietà antivirali, per via del contenuto di acido tannico e di fenolo, in grado di contrastare il virus dell’herpes simplex. Infatti, applicazioni di succo d’uva o di mosto sulle zone affette da herpes ne favoriscono la guarigione.

Questo frutto rappresenta simbolicamente l’arrivo dell’autunno, è celebrato nelle Feste popolari di tutto lo stivale, citato nelle poesie, nei proverbi, nei testi latini e negli scritti di tutte le epoche. Persino Dante Alighieri, nel Canto XXV del Purgatorio gli dedica un verso: “Guarda’l calor del Sol che si fa vino, Giunto dall’umor che dalla vite cola”.

La natura ha trovato il modo di ispirare gli animi e di rendere festosa anche la fine dell’estate.

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