Mamma e nonna social

Devo dire la verità: fra me e il mondo del computer e quindi anche dei social network, non c’è mai stata affinità, anzi, c’era proprio incompatibilità! E pensare che, quando mio marito mi ha chiesto di sposarlo, mi ha avvertito che insieme a lui, avrei sposato anche…l’IBM!
La vita, però, a volte sa sorprenderci e oggi sono qui a raccontare la mia esperienza da mamma e nonna social!

Negli anni HO PROVATO, giuro, ho provato ad accostarmi alla tecnologia e ai computer ma… senza risultati, fino a che Francesca non ci ha comunicato che sarebbero andati in Costa d’Avorio per ben 4 anni! A parte il primo momento di angoscia, sono stata contenta per loro (mio marito molto meno!), perché ho capito che era un’opportunità irripetibile per conoscere una parte del mondo totalmente diversa dalla nostra: nuova cultura, nuove abitudini, e nuova lingua, però impossibile per noi da raggiungere, soprattutto perché mio marito era cardiopatico e diabetico.

A quel punto ho deciso che avrei dovuto assolutamente trovare una soluzione alternativa: con grande sorpresa di tutti, per il mio compleanno ho preteso un Ipad, che mi avrebbe permesso di vederli e parlare con loro attraverso FaceTime.

Mi si è aperto un mondo! Mi sembrava di essere una bambina davanti a un regalo di Babbo Natale… ho potuto vedere Piergiorgio e Valerio crescere anche se a distanza: con la scusa della lontananza, li chiamavamo non dico tutte le sere ma quasi!

Dopo la “scoperta” di FaceTime, ho cominciato a girovagare per il mondo dei social: ho ritrovato su FaceBook amici e colleghi che non vedevo da anni e di cui non avevo più notizie. Google, poi, si è rivelato una fonte di informazioni inesauribile: ogni volta che ho dubbi su qualcosa di qualsiasi genere, lo consulto e… voilà trovo la risposta, sia che si tratti della ricetta di un liquore strano o un piatto straniero, sia di dubbi a volte letterari.

Quando Francesca è tornata in Italia, il mio rapporto con l’Ipad è cambiato: le telefonate, indubbiamente, sono d’aiuto perché senti la voce della persona che ami, però sono soggette ad orari determinati. Non puoi rompere le scatole a qualcuno che sta accompagnando i bambini a scuola o in palestra, o sta scolando la pasta (è un classico, l’abbiamo già provato entrambe!) come facevano abitualmente mamma e suocera… allora, per fortuna c’è WhatsApp!

Mandi il messaggio e… din! Dall’altra parte Fra lo sente e, appena può, mi risponde o mi telefona. Qualche volta capita che, quando è al lavoro col telefonino, tolga la suoneria e quindi è come se non ci fosse, però mi rendo conto che questo fa parte del suo lavoro e allora aspetto, perché non sono mai stata una mamma assillante e non voglio cominciare ad esserlo.

A volte capita di mandarci messaggini lampo, senza bisogno di telefono: considerazioni su fatti accaduti poco prima, pensieri improvvisi che si vogliono condividere come se scrivessimo una lettera e in effetti lo sono, ma c’è una sorta di urgenza nel volerli comunicare.
È vero, basterebbe una telefonata ma…non è la stessa cosa, mancherebbe l’immediatezza che ci spinge a esprimerci in modo diverso. Non so se sono riuscita a spiegarmi ma, se scrivo di getto certe sensazioni, mi sembra di averle comunicato qualcosa di più!

Può sembrarvi strano, ma sento dentro di me che tutto ciò abbia reso migliore il nostro rapporto, è come se non fossimo più mamma e figlia, ma donna e donna che parlano e comunicano come non avevamo fatto prima, è qualcosa di speciale!

Forse poi, se Francesca abitasse vicino a me, potrei anche azzardarmi ad usare il computer però, visto che la pazienza di Fra come insegnante è pari a 0 (esattamente come suo padre!), potrei sperare solo nell’aiuto di Tiziano, che non è solo “il marito Paziente”, ma anche il “genero Paziente”… insomma non perdo le speranze!