Le mamme green, che a volte sono insopportabili

Esisono tanti tipi di mamme, non ne esiste una giusta a prescindere: a volte etichettarsi a tutti i costi ci imbriglia in coerenze che non ci rappresentano del tutto e non ci fanno crescere…

Ci sono le mamme fashion, le mamme degeneri, le mamme chiocce e quelle rock. Le montessoriane e le viaggiatrici. Le mamme per caso e per la vita, le mamme single e quelle con tantissimi figli. E poi, ovviamente, ci sono le mamme green. Ma non quelle verde pallido come la sottoscritta, sempre alle prese con i suoi stessi limiti e i compromessi da strappare ogni giorno alla propria coscienza. No, le mamme green che popolano il web di solito brillano di un verde che più verde non si può. Senza macchia e senza mezzi termini. Integerrime, per non dire integraliste.

Le mamme green della rete, quelle vere, partoriscono immancabilmente in modo naturale, senza analgesia e senza tracciato, possibilmente in un centro nascita o addirittura a casa propria. Magari in acqua, con le luci soffuse e la musica new age in filodiffusione. Le più verdi tra le verdi fanno il lotus birth, e quando è il momento seppelliscono la placenta in un vaso e ci piantano un melograno, o, che so io, una pianta di rosmarino. Allattano al seno senza se e senza ma. A termine, ovvero fino a quando i figli non decidono di smettere. Dormono insieme ai propri figli, li avvolgono in vestine e camiciole ecrù di cotone organico, li massaggiano con oli vegetali da sessanta euro al litro. Usano pannolini lavabili fin dal primo cambio dei propri figli, senza eccezioni fino all’età del vasino. Oppure fanno elimination communication, e il pannolino non lo usano proprio.

Sono vegetariane o vegane, hanno l’orto sul balcone e il lievito madre nel frigorifero. Autoproducono quasi tutto l’autoproducibile: dallo yogurt ai biscotti, dai succhi di frutta al dado da brodo. Autosvezzano, comprano giochi in legno non trattato e, in molti casi aborriscono la medicina allopatica. Di solito i loro figli portano al collo delle collanine di ambra che dovrebbero aiutarli con i dolori della dentizione.

Le mamme green spesso sono anche molto zen, sorridenti e flemmatiche. Elargiscono la loro ecologica consapevolezza con benevolenza e affetto, come una vecchia madre superiora che redarguisce bonariamente le sue consorelle giovani e imperfette. Ma ci sono anche quelle che sparano a zero su chi è rea di non essere abbastanza coerente, informata, attenta. Abbastanza verde.

Quanto a me, sono green in un modo che mi sembra cangiante e pieno di sfumature differenti. Mi definisco, nella vita, molto meno di quanto faccia il mio pseudonimo sul web. Provo ogni giorno a rendere il mio stile di vita più consapevole e sostenibile, ma ho tanti limiti. Li conosco, e francamente non me ne vergogno. Ho avuto due cesarei, il secondo dei quali sarebbe stato probabilmente evitabile se avessi lottato di più per un Vbac. Ho allattato entrambi i miei figli, ma non ho problemi a dire che spero di smettere presto con la secondogenita (che a novembre compirà due anni). Compro prodotti locali, di stagione, biologici, ma anche, quando sono in difficoltà, bastoncini di pesce surgelati. Non sono vegetariana, anche se mangio pochissima carne. Uso i pannolini lavabili, ma li alterno con gli usa e getta biodegradabili di notte e in vacanza. Uso cosmetici ecologici, ma non rinuncio al mio vecchio dentifricio sbiancante. Ricorro ai farmaci il meno possibile, ma non credo nella medicina omeopatica, e sono una sostenitrice convintissima della necessità delle vaccinazioni (cosa che mi ha attirato talvolta critiche anche molto aspre dalla falange più fondamentalista delle mamme green).

La mia greenitudine non è perfetta, proprio come me. Non inseguo il mito della coerenza assoluta e non giudicherei mai chi ha fatto scelte meno “etiche” di quanto mi sembrano essere le mie. Sono in cammino, come tutte le madri e tutti gli individui in questo mondo. Offro una testimonianza e cerco di imparare da chi mi sta attorno. Sbaglio e chiedo scusa, a volte imparo e a volte insegno, come diceva Battisti. E credo al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credo all’uomo, per citare anche Hikmet.

Cerco soprattutto di non giudicare. Perché oltre al Pianeta mi stanno a cuore i miei simili. E perché il mondo possiamo salvarlo soltanto tutti insieme.