Mandali a fare sport, che si stancano

Abbiamo finalmente iniziato a fare sport, nella Tana.

Alla proposta di scegliere insieme l’attività da fare, Patato piccolo ha reagito con gioia e Patato Grande (detto anche culatta pesante) ha detto “disegno”.
A quel punto Mamma ha buttato giù l’asso di briscola, la sua carta migliore, e ha detto, con nonchalanceDottorecoibaffi ha detto che dovete fare sport, non attività tipo disegno”.
A quel punto Mamma ha vinto a tavolino: Dottorecoibaffi, il nostro omeopata, è un’autorità assolutamente riconosciuta da tutti, patati compresi, nella Tana.

Così, preso il foglio delle attività del club dove la fra fa acquagym e pilates (tanto per trasformare il lardominale in addominale), ci si è messi a tavolino per negoziare una posizione comune.
I patati vanno a scuola dalle 7:45 del mattino fino alle 16:30, quattro giorni a settimana. Rimangono fuori la domenica (che pure l’Onnipotente s’è riposato quindi ecco, anche no), il sabato e il mercoledì.

Moltissime attività per bambini, ad Abidjan, vengono svolte di mercoledì, proprio perché il 90% delle scuole in quel giorno sono chiuse, quindi in effetti trovare un’attività extrascolastica da fare in quel giorno non è stato difficile.
La negoziazione è stata sullo sport in questione e sul fatto che non avendo la fra il dono dell’ubiquità, l’attività dovesse essere fatta contemporaneamente da entrambi i patati.

mandali a fare sport, che si stancanoAvendo abilmente bypassato il calcio, che ci piace poco come sport, abbiamo iniziato a pronunciare, ogni tanto, la parola basket, così en passant.
Patato Piccolo reagiva battendo le mani tipo foca ammaestrata, Patato Grande ostentava una risentita indifferenza (volevo fare disegno! Disegno non è uno sport! Ma uffa! Niente uffa, devi fare sport!) (sì, lo so, la Montessori è sempre lì alla canna del gas) (ma a volte bisogna imporsi un po’, per sopravvivere alla pigrizia patata).

Insomma chiediamo di fare una lezione di prova.
Sabato mattina, ore 10, caldo infernale, sole equatoriale e la fra ha dimenticato le bandane e la crema solare a casa, nonché la borraccia in macchina. Iniziamo bene.

Dopo un’ora i patati sono sudati come un lottatore di sumo, zozzi come un rugbista e stanchi come scaricatori di porto.
Hanno corso e fatto attività, hanno socializzato poco (e anche lì essere gli unici bianchi aiuta poco), hanno fatto del coach il loro mito assoluto e sono contenti e appagati.

Un sospiro di sollievo cosmico attraversa la fra. Forse ce l’abbiamo fatta.

Da allora i patati hanno chiesto di fare basket in entrambi i giorni in cui è possibile (qui puoi scegliere se fare solo un giorno oppure tutti e due alla settimana e paghi di conseguenza), han voluto le divise e vanno volentieri. Hanno perfino iniziato a socializzare, cosa non da poco.

C’è una sola cosa che non capisco: come mai loro dopo un’ora di sport sono ancora ipercarichi e Marito Paziente e io, in situazione analoga, sembriamo due giandujotti ciancicati [cit. da nerd romani]?