Di mani(ne) e sfiga

Avevo già un post pronto.

Solo che.

Solo che abbiamo lasciato la bella Italia neanche un mese fa, con un piccolo segnetto sulla mano di Patato Grande.
Ma un segnetto di quelli che pensi: ok, s’è graffiato e non lo abbiamo disinfettato subito e quindi è leggermente rosso e gonfio.

Arrivati qui il venerdì, avevamo passato il sabato e il lunedì seguente a prendere tutte le fornitures per la scuola, che sarebbe ricominciata quel martedì, e ad etichettarle, foderarle, siglarle.

Questo per dire che, in assenza di lamentele dal figlio grande, ci eravamo bellamente dimenticati della cosa.
Piergiorgio ormai si autogestisce e si fa la doccia e i capelli da solo, quindi non è che stiamo lì costantemente a guardargli le mani, né ci capita di doverlo fare per esigenze di pulizia.

Insomma dopo la prima settimana di scuola, il Patato mi dice, candidamente, che il suo amico Keyan gli ha fatto male toccandogli la bolla sulla mano.
Quale bolla amore? Fa la fra
Questa! fa il Patato a palmo in su ostentando una bolla larga quasi un cm, alta almeno mezzo e con l’aspetto di una vescica con una puntina sopra.

La fra, che non aveva minimamente ricollegato a quel segnetto di tempo prima, si è fatta coraggio (che la fra non è impressionabile, deppiù) e ha toccato la, credeva, vescichetta.

Per scoprire che la creduta vescichetta era in realtà una cosa durissima.
A quel punto lo scenario sembrava uno solo: una verruca.
Mentre googlava immagini di verruche per avere un riscontro, la fra ha avuto tempo di maledirsi in dieci lingue diverse, ovviamente.

Non so se avete mai googlato immagini di verruche. Credetemi sulla parola: in casi analoghi non fatelo mai. Cose brutte e apocalittiche si affacceranno ai vostri occhi e l’immagine della mano scempiata di vostro figlio vi accompagnerà per sempre.
Ok, è un filo melodrammatico. Ma le immagini erano molto più che un filo terrificanti.

Immaginate quindi con che stato d’animo la famiglia LaTana è andata mercoledì scorso dal dermatologo.
Non bastasse, il dermatologo, per il quale ovviamente una verruca è poco più di un graffio, ci ha liquidato con un banale “è da togliere, mercoledì prossimo va bene?”

E sì, si è pensato, è normale. Si è pensato ma anche no, la toglie in Italia.
Poi si è pensato anche che in quindici giorni sta cosa è passata da infinitesimale a degna di interesse.
Si è pensato che una verruca può scavare e più si aspetta magari peggio è.

E quindi domani la famiglia LaTana andrà in corpo e delegazione a far togliere, col bisturi, una verruca dal palmo della mano sinistra di Patato Grande.

A me i post pronti portano sfiga, è ufficiale.