“Maschio e femmina li creò” psicologia e (post) femminismo

La complessità della personalità femminile, oggi, tra gli stimoli di un mondo che corre veloce e il rapporto con gli uomini e noi stesse

Care instamamme,

questo mese mi avete messa in crisi.

Da professionalmente deformata quale sono ho iniziato a pensare al sostrato psicologico di questa difficoltà.

Perché dover parlare di femminismo mi mette in crisi?

Forse perché diventare donna oggi è un fenomeno davvero molto complesso. Sì, credo sia una società complicata quella in cui vivo.

Una complessità che è possibile vedere in negativo o in positivo.

Scegliamo quello positivo, mi sembra meglio ^_^

La complessità al positivo ci dà la dimensione della ricchezza di sfaccettature, l’ampiezza delle possibilità.

Ecco, oggi è difficile formare se stesse del tutto lungo l’arco vitale perché è più difficile poter scegliere, è più bello, ma anche più complicato.

Per questa ragione l’altra metà del cielo si trova di fronte personalità più complesse, ricche di sfumature, insicure quanto basta a prendersi tutto il tempo di cui hanno bisogno a definire se stesse prima di costruire qualcosa a due.

La cosa però, di cui sono profondamente convinta è che questo non valga solo per le donne.

Capovolgiamo il punto di vista.

Anche gli uomini hanno personalità più complesse di un tempo, questo mondo oggi lo è, diventiamo adulti in tempi molto più lunghi, ci formiamo molto di più.

Quello che mi appare è che una volta si facesse meno e con più tempo a disposizione, si forse assaporando di più ogni cosa, ma in maniera differente.

Oggi ci annoieremo forse coi tempi andati. Oggi ci sono molti più stimoli e tutto corre più veloce. Si cerca di recuperare l’“uni-tasking”, di focalizzarsi su una cosa alla volta, perché tutto è troppo e corre troppo veloce.

In questa complessità rapida, instabile, che cambia al passare del tempo, costruirsi come donne, e come uomini, è compito arduo.

Facciamo più paura ai maschi? Forse si, ma forse fanno anche più paura loro a noi. Ogni creatura nella sua complessità è più complicata da accogliere, ma è anche più bella.

Le donne troppo, non direi sicure, ma aggressive, quelle mi infastidiscono” mi dice G.

Adoro le donne pensanti, libere indipendenti. Non mi piacciono le quote, di qualunque colore.
Mi preoccupa il fatto che la società occidentale non faccia più figli. Anche io sono colpevole da questo punto di vista” dice A.

Siamo più aggressive? Forse. Per non soccombere, perché è un mondo più difficile.

Ci riproduciamo di meno in certe parti del globo. A dispetto di tutto forse questo fa parte del gioco, del naturale svolgersi della vita, una società così complicata non ha bisogno di numeri enormi, per alcuni è una società malata e per questo non prolifica.

Facciamo meno figli perché siamo precari, usciamo tardi di casa, non abbiamo un lavoro, arriviamo a una dimensione stabile talmente tardi che i fertility days sono finiti

oppure

la complessità della società è uno specchio della maggiore complessità dell’essere umano che la abita, le persone riflettono di più anche se corrono troppo e fanno figli con maggiore consapevolezza quando ritengono di desiderarlo davvero e non solo per timbrare il cartellino dell’orologio biologico?

Personalmente ritengo vere entrambe le cose.

Ma sono in conflitto?

Forse.

Tutta la nostra vita è un insieme di opposti che si definiscono e si compenetrano.

Il femminismo secondo me è esistito quando uomini e donne gli hanno dato vita perché i tempi storici erano maturi. Le persone erano pronte ad agirlo o a subirlo. Nulla capita a caso.

Credo profondamente nel principio Yin-Yang.

La dualità Yin – Yang riguarda due forze apparentemente opposte ma complementari, la cui azione congiunta da vita all’universo in tutti i suoi aspetti: i sessi, le stagioni, il giorno e la notte, la vita e la morte, il pieno e il vuoto, il movimento e il riposo, il secco e l’umido ecc.

Nessuna di queste nozioni è indipendente, sono tutte interdipendenti, si tratta sì di una dualità che è però indivisibile, ciascuna cosa esiste perché esiste il suo stato contrario. È un’alternanza continua in cui ciascuna forza genera il suo opposto. Ogni entità racchiude in sé la sua controparte da cui prende vita e a cui da vita a sua volta.

Esistiamo femmine perché esistono i maschi e viceversa.

È giusto essere liberi nel rispetto, è stato giusto prendere coscienza, ribellarsi alle disparità nei diritti.

Il tempo ci aiuta a capire ed elaborare i cambiamenti, quelli personali e quelli sociali.

Noi ci abituiamo via, via a noi stesse, complesse, diverse, in divenire e a rapportarci agli uomini in maniera nuova. Gli uomini fanno altrettanto con se stessi e con noi.

La cosa sempre giusta da abolire sono i pregiudizi.

Credo possa bastare anche parlare di femminismo. Di uomini e donne, di maschi e femmine.

Per viaggiare verso un futuro dove si possa parlare in maniera incomparabilmente libera e complessa di persone.

Foto: pixabay