Maternità “particolari”: Nicoletta / Marquica

Inizia con questo post un viaggio all’interno di maternità particolari, di donne che sono anche personaggi, che rappresentano qualcosa oltre se stesse, che hanno un pubblico, un ruolo, un lavoro che le rende “diverse”.
Ognuno di noi ha un dono. Che sia la bellezza, l’intelligenza, il sapere esprimersi, la simpatia, l’empatia, il saper insegnare, il saper entusiasmare.
Uno dei doni di Nicoletta, il più conosciuto, è il saper esprimere se stessa attraverso la sua bellissima voce.
Nicoletta Marchica, in arte Marquica, è una cantante: è stata la voce dei Dirotta su Cuba, fa concerti, serate, è una di quelle persone sempre in bilico tra il pubblico e il privato, tra una sfera condivisa e una sfera intima.
Quando presti la tua voce all’immedesimarsi delle emozioni altrui, stai diventando qualcosa di importante per chi ti ascolta, inevitabilmente. E lei lo è.

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Nicoletta si è diplomata al M.A.S (Music, Arts and Show) nel 2000 perfezionandosi in seguito in canto moderno, improvvisazione scenica, teatro danza e scrittura creativa, diventando un’artista poliedrica a tutti gli effetti e già da giovanissima ha partecipato a grandi eventi musicali.
La sua voce è calda, scura, espressiva, una grande preparazione tecnica che si percepisce anche all’orecchio profano; una voce che si declina nel jazz, nel black-soul e nel pop, non a caso è stata protagonista di grandi interpretazioni, da Bacharach a West Side Story.

Ma Nicoletta è anche una mamma.
È una mamma che ha unito i suoi grandi amori specializzandosi in musicoterapia in gravidanza e musica in culla per bambini da zero e tre anni.
È una mamma che si è presa una pausa da Marquica per essere Nicoletta, per godersi il suo bambino e crescere insieme a lui e che adesso, con quest’altra, incredibile, esperienza sulle spalle, rientra alla grande nel mondo musicale con un nuovo disco, La teoria della Ghianda. Dodici inediti con sonorità interessanti e accattivanti, con tematiche coraggiose e attuali, come quella affrontata nel singolo estratto, La mia escort, che vi invito ad apprezzare qui .

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Ora scopriamo Nicoletta attraverso la sue parole:

Nicoletta, tre parole per descriverti.
Ironica,iperattiva,entusiasta.

Quando è nata in te la passione per la musica?
Mia madre dice che ho iniziato a cantare prima che parlare…credo quindi intorno ai 12 mesi.

Onestamente: ti è costato mettere in stand-by la tua carriera per dedicarti alla maternità?
Inizialmente no, ho scelto di avere Francesco consapevolmente e non mi mancavano affatto le dinamiche dello showbiz, semmai l’approccio creativo alla scrittura, allora ho deciso di registrare ogni idea ovunque mi trovassi, infatti ho file con sotto mio figlio che parlotta o ride. Il primo anno portavo con me il tiralatte durante i concerti!!!
Sicuramente non ti aspetta nessuno, ma non è poi così vero che se esci dal giro non ci rientri perché se vali, le persone ti ascoltano e ti seguono e, ripeto, sono io che ho scelto di mettere davanti la mia famiglia a tutto e solo ora ho davvero voglia di tornare in tour.

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Come vive tuo figlio il fatto che tu sia anche un “personaggio” oltre che la sua mamma?
Non abbiamo mai fatto altro (il padre è pianista jazz) quindi per lui è la normalità vedere costumi di scena, strumenti per casa, allievi che cantano…
Ho cercato di prendere attivamente parte anche alla sua vita sociale scolastica cosicché possa vivermi nella veste di mamma comune e devo dire che la nostra famiglia ”speciale” è stata accolta con molto amore nel contesto in cui viviamo.

Torni alla grande con questo nuovo bellissimo disco: in cosa, la maternità è entrata nel tuo essere un’artista, cosa è cambiato in Marquica quando Nicoletta è diventata mamma?
Tutto: dal suono della mia voce più caldo e grintoso, ai miei movimenti più terreni, ai miei testi più maturi.
Francesco è stato partorito mentre intonavo uno spiritual (“His eyes is on the sparrow”) e da allora la maternità ha rivoluzionato in meglio la mia vita, inoltre ho un’attenzione e una protezione molto più grande verso i miei musicisti. Le relazioni umane al primo posto con la musica dentro.

La teoria della Ghianda. Un titolo che rimanda al seme, alla crescita, all’evoluzione. Se dovessi raccontare il tuo disco in poche frasi, quali sarebbero?
È un disco autentico, molto diretto, molto femminile sia per i temi trattati che per il mio sguardo da donna, con cui descrivo ciò che mi accade o succede intorno; sono canzoni famigliari: parlo di mio padre, di amor proprio, dell’ultimo giorno del mondo, sono piccole ghiande da custodire, carezze per la Terra.

Nel disco c’è un brano dedicato a tuo figlio. Che effetto fa sapere che chi lo ascolterà entrerà un po’ all’interno del vostro rapporto?
Ne sono fiera, altrimenti non l’avrei incisa.
Quando scrivi arriva il momento in cui pensi: la tengo per me o la mando nell’universo? e “guardami in faccia”,fin dall’inizio, era destinata non solo a mio figlio ma a tutte le mamme che hanno a volte difficoltà nel farsi ascoltare dai propri piccoli, nell’entrare in loro, nel condividere questa avventura della relazione condivisa, molto faticosa ma intensissima… alla fine dico: ”forse tutto ha un senso, puoi donarmi un altro permesso, crescere ancora con te”.
Credo sia questo il segreto cioè permettersi e permettere a loro di accettarsi e crescere insieme, il dono più grande.

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È stato bellissimo conoscere Nicoletta attraverso le sue parole, le sue note, le sue pause e la sua voce stupenda e particolare.
Tutte noi Instamamme le facciamo un enorme in bocca al lupo per questo nuovo viaggio musicale e umano, più consapevole e “grande”, insieme a Francesco, che lo arricchisce e lo rende speciale ogni giorno!

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