Matilde vs Stikets

Eccomi dopo due anni alle prese con un’altra prima A. Tutto è ovviamente diverso e quindi è un’altra prima volta. Naturalmente la più nervosa sono io anche se Matilde ha già messo le carte in tavola io non voglio andare a scuola argomento chiuso.

Mi fa sorridere ricordare chiaramente le paure di Vittoria (la più grande) che poi erano identiche alle mie alla vigilia della prima elementare: timore di non riuscire. Nel nostro caso ansia di non essere capaci per lei una volitiva dichiarazione di intenti. Questione di temperamento. Questa sua natura risoluta e guerriera si riversa con forza anche sugli oggetti che la circondano, non un giocattolo, un libro, un vestito che non abbiano conosciuto l’impeto delle sue azioni. Penso che nella top ten delle frasi da me usate con lei non tirare sia superata solo da ti voglio bene. A seconda dei punti di vista Mati è una grande distruttrice o una grande curiosa. La mia speranza è che le maestre enfatizzino il secondo aspetto.

Comunque la mia apprensione è grande perché la mia secondogenita ha per me tanti aspetti enigmatici e spero di saperla accompagnare al meglio in questa nuova avventura.
Sento una responsabilità maggiore anche se razionalmente penso che non ci sia nulla di cui preoccuparsi, è semplicemente una bambina istintiva che affronterà sempre le esperienze in maniera diversa dalla sua mamma emotiva, tutto normalissimo.

Eppure lo devo ammettere, mi sto impegnando di più. Non ho ancora la fatidica lista del materiale richiesto dalle maestre ma ho già fatto molti acquisti e sto organizzando tutto al meglio.

Più mi sento in apprensione più il mio bisogno di ordine cresce e il mio spirito critico tace. Ricordo che con Vittoria avevo trovato eccessiva la richiesta di mettere il nome su tutto: matite, pastelli, pennarelli, colla, gomma… Siamo matti? Ma c’è davvero chi se il figlio perde continuamente le proprie cose invece di dirgli di impegnarsi di più va a discutere con le maestre? Ho cercato anche altre spiegazioni meno inquietanti ma a dire il vero nessuna mi convince molto. Somministrato un alto dosaggio di Valium alla mia vena polemica che comunque ho sempre tenuto per me (l’immagine della maestra Sherloch Holmes che davanti a genitori sgomenti indaga sulla misteriosa scomparsa di qualche pezzo dell’astuccio dei loro insospettabili figli, smuove a sufficienza la mia compassione) ho voluto fare le cose in grande e addirittura con entusiasmo.

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Quindi sono partita dall’astuccio, non avendo ancora libri e quaderni, imperativo assoluto: nominare ogni cosa e in modo professionale. Ho ordinato tutto il necessario su Stikets.it un sito web creato da due mamme dall’aspetto solare ispirate da esigenze personali di organizzazione (chi non ne ha?). La loro missione è offrire una soluzione pratica, efficace ed economica per riconoscere vestiti, scarpe, materiale scolastico, astucci, zaini…
Ho scelto il pack base: 82 etichette adesive (36 mini, 24 piccole, 20 medie, 2 grandi); 8 etichette per scarpe; 48 etichette per vestiti e 2 etichette medie per bagagli. Le etichette si possono personalizzare nel testo, carattere, immagini e colori.

Naturalmente so già come verrà ripagato tutto questo mio impegno. Matilde ha già lanciato alle etichette delle occhiate molto eloquenti. Me la vedo già tornare a casa con il suo nome appiccicato su pelle e grembiuli in un tripudio di colori. Forse la mia immaginazione corre troppo, vedremo. Se terrà a bada questa grande tentazione avrà un astuccio super simpatico e organizzato altrimenti conoscendola si divertirà un mondo. In entrambi i caso sarò soddisfatta del mio lavoro!

Le fondatrici del sito assicurano la resistenza delle etichette all’acqua, al sole, al calore e ai graffi. Parte la sfida della resistenza a Matilde la guerriera!