Monica, una baby sitter per amica

Una nuova rubrica, una mamma e baby sitter che ci spiegherà come conciliare questo doppio ruolo!

Fare la mamma è un mestiere. Inventarsi un lavoro come baby sitter è tutt’altra storia. Vi racconto chi sono per poi parlarvi di un aspetto molto importante di questa professione, che a me piace chiamare Second Mom Job.
Partiamo con le presentazioni. Mi chiamo Monica, ho 39 anni e sono mamma di Aurora, 5 anni. Professionalmente mi propongo come giornalista freelance, ma dal momento che ho parecchio tempo libero a disposizione, un giorno ho deciso di propormi alle famiglie come tata. Ho iniziato quasi 4 anni fa presso una famiglia che aveva una bimba di 4 anni, Rebecca. Lei è stata la prima bimba che ho seguito, educato, accompagnato per ben due anni. Dopo questa bellissima esperienza ho avuto ed ho tuttora la responsabilità di 4 bambini: Silvia e Riccardo, in modo saltuario, principalmente di sera, e Francesco ed Edoardo, di 3 e 6 anni.
Mentre per i primi due gruppi di bimbi non ho avuto particolari responsabilità se non quelle di supportarli nelle attività di gioco o in caso di malattia, con i bambini più piccoli le responsabilità cambiano e di colpo ti ritrovi a dover “sostituire” la mamma in molte più attività. Differentemente dai bambini più grandi, autonomi in quasi tutto, i piccoli fino ai 3 anni di età devono ancora essere assistiti durante il pasto e il cambio, soprattutto se portano ancora il pannolino.La fase più delicata è riuscire a stabilire un rapporto con i più piccoli, che devono riconoscere in una persona estranea la figura che sostituisce la loro mamma. Un compito tutt’altro che semplice, se consideriamo che le tate hanno a disposizione pochissimo tempo per stabilire un rapporto con i bambini.
Esistono molti modi di insegnare l’autonomia ai bimbi. Innanzitutto c’è da dire che tutti i bambini imparano ad adeguarsi abbastanza velocemente ai cambiamenti, che siano ambientali o sociali. Basti pensare al fatto che molti passano dalle braccia della mamma a quelle di un’educatrice d’infanzia di asilo nido a pochi mesi dalla nascita. Diventano autonomi, flessibili a loro malgrado, identificando in una nuova figura adulta la persona che si occuperà di loro.
Ecco la baby sitter non fa altro che continuare a mettere in moto questo meccanismo accompagnando il bambino a staccarsi dalla mamma (a volte questo è un processo che si ripete e riprende molte volte a causa del cambio di tata) e a cercare nuovi equilibri e regole da seguire.

Autonomia vuol dire anche dipendere sempre meno e per sempre meno attività da mamme e tate.

Come si insegna dunque l’autonomia ai bambini?

Come mamma in primis e come baby sitter non ho fatto altro che affrontare ogni situazione rispettando i tempi dei bambini. Anche se non esiste una regola precisa per raggiungere un obiettivo, è importante ricordare ai bambini le stesse cose, giorno dopo giorno, affinchè si abituino a ricordare e mettere in pratica da soli quella regola. Io ad esempio ai “miei” bambini insegno a togliersi la giacca appena si entra in casa, indossare le ciabatte, lavarsi le mani e sedersi comodi sul divano o in cucina per fare merenda. Con un po’ di lavoro e pazienza si riesce a far abituare i bambini a ogni singola quotidianità.

La situazione più semplice, di immediato adattamento è il momento del pasto. Da mamma e da Second Mom cerco di creare un legame d’amicizia e di fiducia con i bambini sin dal primo momento. Importante è, secondo la mia esperienza, trasmettere fiducia al bambino, anche quando sappiamo che non sarà in grado di lavarsi bene le mani o i denti. Il primo passo verso l’autonomia è incoraggiarli, farli sentire liberi di tentare e galvanizzarli. Insomma sono esattamente le stesse regole, lo stesso coaching che mettiamo in pratica noi adulti di fronte a una nuova situazione.

Quindi seguite questa rubrica cari adulti perchè di cose da imparare con una Baby Sitter per amica ce ne sono!