Natale è profumo di

Ogni anno il Natale entra in ogni scuola… in particolar modo in quelle come la mia di ispirazione cristiana. Lo si vede dai disegni liberi dei bambini, dove appaiono alberi di Natale, la grotta con Giuseppe, Maria e il Bambino Gesù; lo si sente nell’aria, soprattutto nelle filastrocche che i bambini recitano e nelle canzoni che con entusiasmo imparano a gran voce; lo si percepisce dai loro racconti perché ti accorgi di quanto siano attenti a descrivere cosa è stato messo nelle loro case e come: raccontano di luci e alberi, di presepi fatti insieme a mamme e papà. E sembra che questo Natale unisca davvero tutti.

Quest’anno le insegnanti hanno pensato: ma cosa ricordiamo noi “grandi” del nostro Natale di quando eravamo “piccoli”? Ci siamo rese conto di quanto resti nel cuore e nella mente il “profumo” del Natale che respiravamo nella nostra casa e nella nostra famiglia.

Allora perché non chiedere ad ogni bambino di portare, raccontare, descrivere il profumo di Natale della sua casa? E così abbiamo ascoltato il profumo di Natale della torta fatta dalla mamma o dalla nonna; il profumo delle candele accese in casa; il profumo del muschio vero raccolto e poi usato per decorare il presepe; il profumo di tante persone in casa riunite per pranzare insieme; il profumo di un camino acceso in casa.

Natale è profumo di...

Ma non ci siamo limitate a coinvolgere i bambini.

La nostra scuola da anni crede con convinzione che il modo migliore per “fare gruppo” coi genitori e costruire una vera “alleanza” con loro sia offrire loro uno spazio informale in cui possano esprimere la loro creatività e collaborare tra di loro per la realizzazione di qualcosa per i loro bambini. Non c’è per loro motivazione migliore!

Quest’anno la proposta delle insegnanti è stata quella di costruire un presepe con il materiale naturale e di recupero preparato dai loro stessi bambini. I bambini hanno così radunato sui tavoli durante la loro giornata a scuola di tutto e di più: tubi di cartone, lana, bottoni, foglie secche, bastoncini, castagne, stoffe colorate, spago, batuffoli di cotone, pezzi di legno,… e molto altro. La sera, le loro mamme e papà hanno trovato uno spazio già predisposto pronto per essere usufruito. È stato bello vedere le mamme e i papà collaborare, unire le idee per un unico grande progetto… un po’ come a volte vediamo fare i bambini durante le attività. Il risultato è stato davvero apprezzato da tutti: genitori fieri del lavoro svolto, bambini molto orgogliosi nel rivedere il giorno dopo un presepe già raccontato a casa dalle mamme e dai papà: “Maestra, lo sai che Giuseppe l’ha fatto il mio papà?”. È così che si rende speciale e sentito un presepe a scuola. Sono certa che Davide guarderà tutti i giorni il presepe posto nell’angolo della scuola perché lì intravede un pezzo della sua famiglia!!! Non è un messaggio bellissimo?

Forse ancora una volta, ascoltando davvero i pensieri e le emozioni dei bambini, abbiamo la possibilità di ritornare all’essenza del Natale, che forse non è fatta di grandi cose, ma di piccoli profumi che fanno casa, che fanno famiglia, che fanno serenità e gioia, che fanno della nostra casa una grotta nella quale il Bambin Gesù è forse proprio quel bambino che noi mamme e papà vediamo tutti i giorni e che ci fa capire che Natale è condivisione, è partecipazione, è stare uniti, è essere felici per aver donato del tempo l’uno per l’altro.

Lasciate che i bambini vivano un sogno ad occhi aperti. Luci, colori, angeli e frutta colorata da appendere all’albero di Natale. Per una notte o forse qualcuna in più si potrà costruire un mondo più luminoso, immaginare cose belle, tuffarsi in atmosfere mozzafiato. Queste sono le piccole cose grandi che, porteremo nel cuore da adulti, per essere un po’ più sorridenti, un po’ più felici.”

Stephen Littleword, Aforismi

Sara