Natura e ambiente nella scuola primaria

Per quelli della mia generazione l’infanzia era ancora un’età magica trascorsa fra corse nei prati, case sugli alberi, scivolate e rotoloni giù dalle collinette di sabbia e raccolte di strani frutti nei boschetti vicino a casa.
Noi bambini del quartiere ci si divertiva così…semplicemente e liberamente nella natura che ancora circondava le nostre case e il tempo scorreva lento.

I bambini di oggi, ahimè, non hanno più queste opportunità: i grandi hanno trasformato il loro mondo e il loro ambiente….e così in nome del progresso, i bambini sono stati sacrificati in giornate organizzate e perfette fra mura che li proteggono dai pericoli di un ambiente divenuto ostile. Purtroppo solo pochi fortunati conoscono le sensazioni e le emozioni che derivano dal contatto con madre natura e ciò che per i bambini del passato era la normalità, per i bambini di oggi è diventata l’eccezione.

Fortunatamente ormai tutti hanno preso consapevolezza del fatto che la vita umana non può prescindere da un buon rapporto con l’ambiente e quindi ecco nascere numerose le iniziative di educazione ambientale sul territorio, in particolare nelle scuole.
Nella scuola primaria, negli ultimi anni, sono molte le associazioni e gli enti che propongono progetti dedicati all’infanzia al fine di promuovere nei bambini e nelle famiglie, comportamenti responsabili e consapevoli nei confronti dell’ambiente e occasioni di riflessione sul proprio modo di vivere la relazione con la natura che li circonda.

Ad esempio è sempre più frequente veder nascere attività come la coltivazione di orti botanici in cui i bambini stessi insieme ad insegnanti e genitori o nonni di buona volontà, si prendono cura degli ortaggi seminati per donare infine il raccolto ai bisognosi della realtà locale. Oppure  la costituzione di laboratori di riciclo in cui gli alunni sono stimolati a costruirsi i propri giocattoli a partire da materiali comuni riutilizzabili, evitando così lo spreco. 

Apprendere per esperienza diretta è sempre più motivante e divertente rispetto alla mera trasmissione di conoscenze prescritte, gli alunni stessi diventano osservatori, esploratori, ricercatori e costruttori di un  sapere che rimarrà  indelebile nel tempo.
Per questo motivo è importante che queste attività non siano appannaggio solo dell’insegnante di scienze, come succede spesso, ma piuttosto siano trasversali a tutte le discipline fino a divenire lo sfondo entro cui ogni scuola dovrebbe muoversi, insomma direi uno stile di vita.

Purtroppo la scuola pubblica, pur avendo fatto molti passi in questo senso, è ancora lontana da questa concezione: le scuole hanno sempre meno denaro da investire in progetti esterni e dunque attività di questo tipo diventano difficili da realizzare con quelle poche risorse interne di cui si dispone.
Mi riferisco ad esempio alla creatività degli insegnanti, che nonostante le difficoltà in cui  devono operare ogni giorno, non si scoraggiano e riescono a creare spazi ed occasioni per far vivere ai bambini questo importante aspetto.

Qualche anno fa, in una scuola di Bergamo, toccò anche a me fare i conti con questa realtà: da insegnante di italiano, passai a dover insegnare scienze e antropologia in due classi prime, così, non sapendo da dove cominciare, mi inventai appunto un piccolissimo orto scolastico in un fazzoletto di terra a ridosso della strada. La cosa fu molto divertente, non solo perchè i bambini erano entusiasti di prendersi cura di piselli, fagioli e insalata, ma anche perchè molti anziani che passavano di lì e ci vedevano svolgere questa curiosa attività con non molto successo, si sentivano in dovere di darci dei consigli per migliorare la situazione e così nacquero nuovi legami fra bambini e nonni acquisiti….che bei ricordi !

Quest’anno invece in una classe quarta, abbiamo aderito ad un progetto comunale chiamato “festa dell’albero” in cui  avevano assegnato un albero ad ogni classe e i bambini stessi dovevano piantarlo in un parco pubblico, avendo così la possibilità di  osservarlo crescere nel tempo e di coinvolgere le famiglie. E’ stato molto bello vedere bambini di 9 anni che invece di penne, matite e astucci, si contendevano pale e zappe per scavare buche e dissodare il terreno !

C’è solo da sperare che tutte queste iniziative non rimangano solo bei ricordi e che l’attenzione a queste tematiche sia sempre più diffusa e fruibile per tutti !

Emilia Franco