Neonati: 8 cose da non comprare quando arriva un bebè

Sostenibilità significa anche evitare gli sprechi. Peccato che, quando nasce un bambino, la legittima istanza di “dargli il meglio possibile” trasformi spesso i genitori (soprattutto le mamme, per dirla fino in fondo) in bersagli facili per il marketing e la pubblicità. Il rischio di riempirsi la casa di oggetti inutili, o quasi, è sempre in agguato. Con conseguenze prevedibili per il bilancio familiare, oltre che per l’ambiente.

Ecco dunque una lista di oggetti per ciascuno dei quali è forse il caso di chiedersi, prima dell’acquisto: “Mi serve davvero, o in fondo posso farne a meno?”. L’elenco, parziale e discutibile, è il risultato della mia esperienza di mamma green quasi-bis: e voi, avete dei suggerimenti per allungarlo?

La cesta di vimini
Che optiate per il cosleeping o meno, il vostro bambino rimarrà minuscolo davvero per poco tempo. In capo a poche settimane, non ci entrerà nemmeno, in quella romantica cesta costata un occhio della testa. Sì, dunque, al riciclo di cullette vintage o porte-enfant presi in prestito, ma se dovete investire soldi buoni per qualcosa di nuovo, pensateci due volte (forse vale la pena puntare direttamente a un lettino, a un side-bed o, se siete favorevoli, sistemare direttamente il neonato nel lettone).

Il riduttore per il lettino
Sempre in tema di nanna: se avete optato per il classico lettino con le sbarre ma vi sembra un giaciglio troppo grande per il vostro scricciolino, potreste evitare l’acquisto di un apposito riduttore utilizzando ad esempio un cuscino da gravidanza e allattamento (di quelli a ferro di cavallo, per intenderci) sistemato a U sul materasso. Stesso oggetto, doppio utilizzo: i classici due piccioni con una fava.

Giocattoli
D’accordo il doudou transizionale che aiuta il piccoletto nel momento cruciale della nanna. Ma riempire la cameretta di un neonato di giocattoli potrebbe, a ben guardare, risultare del tutto prematuro. Per molte settimane vostro figlio non saprà che farsene, di sonagli, pupazzetti e gingilli colorati (non sa neanche dov’è il suo naso, d’altra parte!) e la prima fase di scoperta del mondo può avvenire tranquillamente col supporto di oggetti di uso comune normalmente presenti in tutte le case (utensili da cucina, contenitori, etc). Prima di saccheggiare i negozi di giocattoli, allora, aspettate qualche mese, anche perché, tra regali in arrivo e prestiti di amiche mamme, rischiate di trovarvi con molti “doppioni”.

Lo sterilizzatore
A meno che non abbiate deciso a priori di non allattare al seno, aspettate a comprare uno sterilizzatore elettrico (a vapore, a microonde, etc). Se doveste decidere di allattare al seno in modo esclusivo, il biberon non vi servirà affatto. E per disinfettare un eventuale ciucciotto bastano cinque minuti in acqua bollente.

Disinfettanti per biancheria e superfici
L’igiene è fondamentale, certo. Soprattutto quando in casa c’è un bambino piccolo, con le difese immunitarie ancora in fase di “rodaggio”. Ma pratiche come la disinfezione quotidiana del corredino e più in generale l’ossessione per la pulizia possono fare più danni che altro, non solo perché inibiscono paradossalmente il corretto sviluppo del sistema immunitario, ma perché detergenti aggressivi e additivi vari contengono spesso sostanze chimiche potenzialmente nocive (oltre che molto inquinanti).

La bilancia per neonati
A meno che non ci siano problemi di salute o di alimentazione, o in casi di nascite premature, non è necessario pesare quotidianamente il neonato, anche se viene alimentato esclusivamente al seno ed è di conseguenza impossibile misurare la quantità di latte che assume ogni giorno. La vecchia pratica della “doppia pesata” (prima e dopo la poppata), oltre che fuorviante – se, ad esempio, il bimbo si scarica mentre mangia – rischia anzi di risultare causa di ansie e preoccupazioni immotivate nei genitori. Per essere certi che il bambino stia mangiando a sufficienza, basta, oltre ai regolari controlli pediatrici. assicurarsi che bagni/sporchi almeno 6 pannolini nelle 24 ore. Se, per una ragione qualsiasi, dovesse temporaneamente servire una bilancia, è possibile noleggiarla in molte farmacie e sanitarie.

Il marsupio “tradizionale”
Portare i bambini sul proprio corpo è una tradizione millenaria, ancora profondamente radicata in molte parti del mondo. Oltre che comodo, è un sistema ideale per garantire al piccolo il contatto e la sicurezza di cui necessita nei primi mesi o anni della sua vita. Meglio, però, scegliere fasce portabebè o marsupi ergonomici che rispettino la fisiologia del bambino, evitando i supporti convenzionali (i classici marsupi che permettono anche la posizione “fronte strada”) che spesso risultano inadeguati per lo sviluppo psico-fisico del neonato e per la postura del genitore.

Scarpine
Un neonato neanche sa di avere i piedi. Figuriamoci se avverte la necessità di indossare delle scarpe (sì, vale anche per quelle minuscole sneaker col fiocchetto che la mamma, la zia e la nonna trovano davvero adorabili…). La stragrande maggioranza dei pediatri, tra l’altro, suggerisce di lasciare il più possibile scalzi anche i bimbi più grandicelli, alle prese con i primi passi. Un motivo fondato per ritardare il più possibile l’acquisto delle prime scarpine (per amore di coerenza: quelle nella foto sono state comprate per il battesimo di mio figlio, quando ormai gattonava).

E voi cosa ne pensate? Avete fatto acquisti che si sono rivelati inutili o quasi? Dite la vostra!