Nespole: è arrivata la primavera!

Un frutto tipicamente primaverile, buono e salutare, un po’ dimenticato e tutto da riscoprire.

Le nespole, insieme alle fragole, sono due frutti che annunciano l’arrivo della primavera. Se le ultime sono ben note a tutti, per le prime vale pena di fare le presentazioni.

Le sue origini sono molto antiche. La pianta proviene dall’Oriente, dove ancora oggi viene coltivata soprattutto in Cina e Giappone.  Al suo arrivo in Europa, verso la fine del 1700, era conosciuta come Nespolo del Giappone, Eriobotrya japonica, anche per distinguerla dal Nespolo comune, Mespilus germanica, pianta un tempo molto diffusa e oggi usata soprattutto a scopo ornamentale. Le due piante appartengono alla famiglia delle Rosacee, ma i loro frutti sono decisamente diversi.

Le nespole comuni, di cui parla anche Giovanni Verga, sono quelle che “si maturano con tempo e con la paglia”; cioè maturano in autunno, non possono essere consumate direttamente e devono essere lasciate ammorbidire e maturare sotto la paglia in modo che cambino colore e si verifichino trasformazioni enzimatiche che rendono il frutto morbido e dolce.

Oggi quando parliamo di nespole, intendiamo i frutti del nespolo del Giappone che sono di colore giallastro chiaro, giallo o arancione, che possono maturare in primavera o all’inizio dell’estate.
Si tratta in realtà di “falsi frutti” poiché la parte edibile è costituita dall’ingrossamento del ricettacolo che avvolge il vero frutto. Possono avere una forma ovoidale, piriforme o sferica. Hanno la buccia sottile e la polpa color crema. All’interno della polpa si trovano dei grossi semi marroni che possono variare da 1 a 4 a seconda delle varietà.

Si tratta di frutti delicati, che si ammaccano facilmente e si conservano per poco tempo.
È importante consumarle mature, altrimenti allappano al palato, poiché sono molto ricche di tannini. Il frutto è maturo quando sulla buccia sono presenti piccole macchie scure e piccole ammaccature.

Esistono molte diverse varietà che si possono ricondurre a due tipologie di frutti: frutto grosso piriforme (tipo cinese) con polpa giallo intenso, o frutto tondo, più piccolo (tipo giapponese), con polpa giallo chiaro. Alcune delle varietà diffuse in Italia sono: ‘Nespola di Ferdinando’, ‘Precoce di Palermo’, ‘Nespolone di Palermo’, ‘Grosso Lungo’ e ‘Grosso Tondo’.

Le nespole sono frutti ricchi d’acqua (circa l’86% del peso) e apportano poche calorie: una porzione da 100 gr contiene solo 47 kcal. La nespola contiene discrete quantità di vitamine, soprattutto B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), vitamina C e vitamina A (retinolo) e sali minerali come potassio, calcio e fosforo.
L’abbondanza di potassio a fronte di una minima quantità di sodio rendono le nespole naturalmente diuretiche.  Sono ricche di fibre alimentari che garantiscono un buon potere saziante.  Inoltre, la pectina, la fibra insolubile contenuta nella polpa della nespola, protegge la mucosa del colon e contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

Oltre ad essere consumate così come sono, le nespole mature sono utilizzate per la preparazione di dolci, marmellate, gelati e semifreddi. Anche i semi non si buttano e possono essere usati per preparare un liquore famoso, analogo al Nocino, il Nespolino.

Un brindisi quindi alle nespole: anche se meno popolari rispetto ad altri frutti primaverili, direi di non lasciarcele sfuggire!