Non dovrei, ma poi posto

Ciò che postiamo sui social concorre a formare l’immagine che gli altri hanno di noi, anzi a volte sarà l’unica immagine che gli altri avranno di noi. Meglio farsi qualche domanda, prima di cliccare su pubblica.

“Vorrei ma non posto” è il titolo del successo dell’estate ma scorrendo le bacheche di Facebook non si ha esattamente la sensazione che la gente si ponga troppe domande prima di postare e condividere sui social.

Forse il titolo avrebbe dovuto essere:

“Non dovrei, ma poi posto”

abstract-1233873__180

Invece sarebbe sempre opportuno farsi qualche domanda prima cliccare sul tasto “pubblica” perché, se è vero che siamo nell’epoca in cui le informazioni e le notizie scorrono veloci, è anche vero che la vecchia massima latina del “verba volant, scripta manent” non è mai stata così attuale.

Ciò che postate sui social diventerà, che lo vogliate o no, parte integrante del vostro curriculum, concorrerà a formare l’immagine che gli altri hanno di voi, anzi a volte sarà l’unica immagine che gli altri hanno di voi e soprattutto, resterà ad imperitura memoria di chi siete e ci potranno attingere vostri futuri datori di lavoro, i vostri figli e chi mai pensereste di incontrare nella vita.

Ci sono poche regole di buon senso e cinque domande da farsi prima di pubblicare un contenuto e diffonderlo in rete.

Perché pubblico?

Potrà sembrare banale ma farsi  questa domanda e rispondersi con sincerità dovrebbe permetterci di contare fino a tre prima di cliccare il fatidico tasto condividi.

Se la tua motivazione è creare una discussione probabilmente quello che otterrai è davvero un’inutile discussione che non sposterà di una virgola l’idea di nessuno e che ti avrà solo fatto perdere tempo prezioso. Quindi, perché?

Se invece il tuo scopo è prendere in giro velatamente la tua vicina di casa o parlare male della nuora farlo su Facebook non è mai una buona idea. Primo perché sia la nuora che la vicina non sono sceme e coglieranno le tue allusioni velate (e se anche gli sfuggisse il post, sicuro qualcuno che simpaticamente segnalerebbe il tuo post lo troverebbero) e secondo perché sarebbe molto più efficace affrontare le discussioni e le eventuali incomprensioni con maturità e soprattutto privatamente senza darsi in pasto al mondo intero, che non aspetta altro di vedere come va a finire con i pop corn in mano.

frog-1672886_960_720

Nello stesso tempo sfogare le proprie frustrazioni su facebook servirà solo a farti etichettare come frustrata, acida e rosicona dal resto del mondo e sicuro non ti farà sentire meglio.

E’ utile a qualcuno quello che pubblico?

Se la tua opinione è la copia di mille opinioni, anzi di tutte le opinioni di tutte le bacheche di facebook, è proprio necessario propinare anche il tuo punto di vista a chi ti segue? Se il tuo punto di vista è identico a tutti gli altri punti di vista, devi proprio pubblicarlo? La sensazione scorrendo a volte il feed di facebook è che i miei amici siano tutti cloni, con le stesse opinioni e gli stessi punti di vista. Spesso peraltro anche io condivido le stesse opinioni ma la sensazione di trovarmi in un gregge di pecore belanti non mi abbandona e mi lascia una certa inquietudine

sheep-905717_960_720

Chi mi leggerà?

La risposta a questa domanda è molto semplice: TUTTI. Il tuo capo di oggi e quello del tuo prossimo lavoro, i professori dei tuoi figli, il postino, il lattaio, i tuoi genitori e i tuoi figli quando saranno grandi.

E’ opportuno che un cliente importante ti veda nei tuoi venerdì sera alcolici in discoteca? O legga gli insulti al tuo ex? E sarà felice tuo figlio di scoprire che la sua prima seduta sul vasino è stata trasmessa a reti unificate su Facebook?

Posso ferire o offendere qualcuno?

E’ molto più facile di quanto possiate pensare offendere involontariamente qualcuno, tra i vostri amici non tutti la pensano come voi, giustamente, quindi opinioni troppo agguerrite, posizioni intransigenti, toni da stadio e sfottò possono creare inutili malumori con persone alle quali magari tenete. Una volta non si sapeva tutto quello che pensava il prossimo, e si stava meglio, a mio parere.

Un mondo di “libri aperti” è un incubo senza fine.

Si sa tutto, troppo, di tutti, da cosa votano a cosa mangiano. Ogni posizione assume toni da stadio, ogni opinione è sostenuta strenuamente e chi non la pensa come noi spesso è trattato come un mentecatto, che si tratti di bere latte vaccino o preferire i cani o i gatti.

E magari nel calderone delle offese ci finisce pure un caro amico

E’ vero quello che posto?

Prima di condividere qualcosa, assicuratevi che la notizia sia vera e la fonte attendibile, questo è pacifico, di cattiva informazione che fa danni ce n’è già troppa.

Ma ragionate anche sull’ opportunità di postare cose vere che riguardano la vostra vita.

01-instagram_lie_photos

Le bugie hanno le gambe corte, si sa, e per un like in più di chi un istante dopo si è dimenticato di voi resta la figura da cioccolataio fatta con chi sa che avete pubblicato una fregnaccia. E di solito la persona in questione è una a voi  vicina

Disclaimer: Vedo cose assurde ogni giorno , ma giuro che ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale!