Ottavo mese

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Mio figlio ha ricevuto un invito ufficiale: il prossimo anno passerà alla materna quindi venerdì ci sarà la festa del passaggio, i bimbi che stanno uscendo accoglieranno i piccoli che arrivano con una festa.

Io non ci posso credere che siamo arrivati già a questo traguardo. Tra l’altro mio figlio ha una vita sociale più ricca della mia. A due anni.

Siamo anche entrati nella meravigliosa fase dei “pecchè?” e così ogni cosa ispira a Lorenzo domande dalle difficili risposte: per esempio, guardando il cielo, puntando il dito all’infinito, “Mamma, pecchè quetto?”.

Pure un figlio filosofo mi doveva capitare.

E poi si canta, a squarciagola “Patatino campanaro…” e che sia Fra Martino e non Patatino non c’è verso di convincerlo.

Siamo tornati da un viaggio in Provenza e mio figlio ha idealizzato la Francia, ogni mattina si alza e chiede “Andiamo in Francia?” con quella sua erre moscia che da dove gli sia uscita devo ancora capirlo.

E’ pure arrivata l’estate, e questa volta fa sul serio, e io non so come vestirmi. Questa cosa la dico sempre, ma quest’anno è più vero del solito.

La mia ginecologa si è rotta un polso, non potrà più visitare, mi mandano una sostituta.

A saperlo non facevo dieta.

Veramente non è che l’ho fatta così scrupolosamente, la dieta.

Menomale che non mi visiterà lei.

Un mio amico, l’uomo migliore che conosco, l’uomo che passa le serate nel suo garage a fare giocattoli di legno per bimbi che quasi non conosce, per regalarglieli a Natale, dovrà combattere una battaglia più grande di lui, e non è giusto, anche se la meritocrazia non esiste in queste cose, purtroppo.

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In tutto questo io, quasi incredibilmente, sto entrando nell’ottavo mese di attesa di Leonardo.

Leonardo, ormai lo chiamiamo tutti così.