Pannolini ecologici: scopriamo quelli usa e getta

I pannolini tradizionali, si sa, costano un occhio della testa, causano spesso dermatiti e arrossamenti (quando non vere e proprie reazioni allergiche, ferite e ulcerazioni) e, non da ultimo, fanno aumentare a dismisura la quantità di spazzatura non riciclabile – e molto puzzolente – che produciamo in casa nostra. Le soluzioni alternative esistono, e vanno dai lavabili alle tecniche di educazione precoce al vasino (la cosiddetta Elimination Communication, ndr), che consentono di evitare del tutto l’uso del pannolino. In entrambi i casi, però, si tratta di sistemi che richiedono un certo impegno e che, per quanto siano tutto sommato praticabili, come dimostrano le migliaia di famiglie in cui vengono applicati con successo, possono scoraggiare in partenza le madri più indaffarate o spaventate dalla corsa quotidiana contro il tempo.

Cosa fare, allora? Rassegnarsi a sederini rossi e pattumiere maleodoranti? Non per forza. Un compromesso tra praticità, sostenibilità e bilancio familiare può venire dai pannolini usa e getta ecologici, con caratteristiche simili ai tradizionali monouso, ma più “leggeri” per l’ambiente e, soprattutto, più confortevoli per i bambini. Il mercato, soprattutto quello virtuale, offre ormai una gamma piuttosto variegata di usa e getta a basso impatto, ma è possibile

– Uso ridotto o assente di plastica
Gli strati assorbenti sono di solito realizzati con materiali biodegradabili come amido di mais o altri polimeri di origine vegetale.

– Assenza di sbiancanti a base di cloro
Si tratta di sostanze inquinanti che possono essere causa di irritazioni cutanee e pruriti.

– Alto grado di biodegradabilità
La presenza di materiali di origine vegetale rende gli usa e getta “ecologici” più facili da decomporre in condizioni naturali. Di norma, però, questi pannolini non sono compostabili, il che significa che non possono essere gettati insieme ai rifiuti organici o smaltiti in una compostiera domestica (anche perché contengono deiezioni umane, che possono veicolare infezioni anche gravi). Il vantaggio per l’ambiente, in questo caso, è che il materiale mandato all’inceneritore, o in discarica, è più facilmente biodegradabile e meno inquinante rispetto ai pannolini di plastica.

– Maggiore traspirabilità
L’assenza di strati plastici rende gli usa e getta ecologici più traspiranti e generalmente meglio tollerati dalla pelle delicata dei bambini.

– Presenza di quantità inferiori di gel assorbente
I pannolini tradizionali contengono grosse quantità di SAP, polimeri super assorbenti che permettono di trattenere i “prodotti” del bebè. Si tratta, in parole povere, di quelle palline gelatinose che a volte fuoriescono accidentalmente dalla superficie del pannolino. Oltre ad essere potenzialmente causa di dermatiti e arrossamenti, i gel assorbenti contribuiscono ad aumentare la temperatura corporea della zona a contatto col pannolino (i genitali, in primis), un fatto che potrebbe, anche se non se ne ha la conferma definitiva, rappresentare un rischio soprattutto per i maschietti e per la loro futura fertilità.

Rispetto ai pannolini convenzionali, gli usa e getta plastic free (o almeno quelli che ho provato personalmente) sono leggermente più ingombranti, proprio per la presenza limitata di SAP e offrono prestazioni non identiche ma di certo paragonabili ai marchi più diffusi sul mercato.

E il prezzo? In base alla mia personale e parziale indagine di mercato (da non intendersi affatto esaustiva, sia chiaro), direi che si collocano a metà nel vasto panorama dei pannolini “normali”: costano indubbiamente di più rispetto ai marchi più economici, ma risultano decisamente più convenienti a fronte degli usa e getta tradizionali più performanti (e costosi!).

La nota dolente, purtroppo, rimane quella della reperibilità sul mercato. Fatta eccezione per alcuni marchi (come quello che ho recensito tempo fa sul mio blog), che si possono acquistare in alcune catene della grande distribuzione, per la maggior parte dei pannolini usa e getta ecologici (tra i tanti, segnalo Libero, Moltex, Naty by Nature Babycare, Vivicot, Bebè Nature) bisogna obbligatoriamente ricorrere al web, anche se la reperibilità varia molto da zona a zona.