Parigi con i bambini: la nostra prima volta

Partire per Parigi con i bambini, ecco l’esperienza con due bimbi piccoli, con qualche consiglio prezioso!

Siete mai partiti con due bimbi di uno e due anni? In aereo? D’inverno? Se sì avete tutta la mia solidarietà e comprensione. Avete mai volato con due neonati pur avendo il terrore cieco di salire su un aereo? Anche in questo caso “battete il cinque sorelle”.
Ho già detto tante volte che i miei bimbi mi hanno insegnato tante cose. Volare senza isterismi è una di queste. Sorridevo quando dentro morivo; facevo coraggio quando dentro il cuore scoppiava di paura.

Ok. Mettiamo da parte me e parliamo di praticità. Loro sono stati bravissimi. Incredibilmente hanno passato tutto il tempo del volo a dormire o giocare. E in generale devo dire che a parte qualche uscita di testa per tutto il viaggio sono stati meravigliosi.

Ma andiamo con ordine: una volta abbandonati i passeggini sotto l’aereo, bisogna prendere i due nanetti che, dovendo andare a Parigi hanno minimo quattro strati di lana e il giubbotto in titanio, cappello (che cercano di togliersi), sciarpa e via così. Non sono bambini: sono nani da giardino di piombo.
Avete la borsa, il trolley e lo zainetto del duenne che straripa di giochi e libri da leggere prima della nanna (la leggerezza dei libri per bambini è nota… 4kg solo di copertina). Qualche anima pia chiede se hai bisogno di aiuto, tu per fare la splendida rifiuti. “Oh no grazie siamo abituati” ma abituata a cosa, cretina? Non ti muovi da casa da due anni.

Marito sale su le borse e ti lascia i nani di piombo, Bea in braccio e Diego per mano.
Li odi, tutti gli altri passeggeri. Li vedi rilassati con le loro borsette leggere ed ordinate, li odi per lo sguardo di commiserazione che ti rivolgono; li odi perché non hanno paura di salire su quella scatolona di metallo volante.

Consiglio pratico numero 1: Fate sempre biglietti con priority (cosa che noi abbiamo fatto) e abbiate solo zaini. Non fate le fighe come la sottoscritta con la sua shopping Gucci.

Parigi con i bambini

Ok, aereo andato. Resta da gestire la permanenza.
Muoversi con due bimbi così piccoli e due passeggini ci ha fatto ovviamente scartare la maggior parte dei mezzi di trasporto, scomodi e pericolosi, seppur più economici: abbiamo utilizzato Uber, una app utilissima che potete collegare a una carta prepagata o ad una carta di credito. La app è davvero facile da usare e comodissima e sicuramente meno dispendiosa dei taxi: inserisci l’indirizzo in cui ti trovi e la tua destinazione e in pochi minuti arriva qualcuno a prenderti. Perciò ve la consiglio vivamente.
Meno vivamente ci accoglievano i diversi autisti. Li vedevi già da lontano insultarsi da soli perché avevano preso quella corsa con uomo, donna, neonati, passeggini e quintali di giacche e borse. Ci mettevamo più a salire sulla macchina che a fare il percorso scelto. Alla fine del viaggio eravamo diventati bravissimi: Diego e Bea venivano lanciati tipo proiettili in auto insieme alle borse mentre chiudevamo i passeggini per metterli nel portabagagli.
Giuro che non so come abbiamo fatto a non perdere nulla, tranne il topo di Bea che adesso starà subendo chissà quale atto di bullismo da parte degli altri sorci parigini.

parigi con i bambini

Capitolo Eurodisney: fa un cazzo di freddo, più che in città. Noi siamo stati abbastanza fortunati a trovare una giornata di sole, stranissimo tra l’altro: in queste cose siamo sempre un po’ sfigatini.
Tutto bellissimo. Tutto però carissimo. Ma la meraviglia negli occhi dei tuoi figli è impagabile: l’incontro con Topolino è una delle cose che resteranno per sempre nella nostra memoria.

Consiglio pratico numero due: portatevi le pappe per i piccoli: le code sono troppo lunghe e il cibo oltre che essere costoso fa abbastanza schifo per i nostri bimbi italiani.
Penso che Diego ricorderà per sempre con disgusto il cubo colloso di maccheroni al pomodoro che gli abbiamo propinato. Al contrario io ricorderò per sempre con la bava alla bocca l’hot dog con cipolla che ho ingurgitato.

Abbiamo girato un po’ di ristoranti in città, ma alla fine quello che più si adatta a una famiglia con bambini (una conferma per me) è Hippopotamus. Li muniscono di seggioloni, palloncini, album e colori e si mangia bene: il menù baby, poi, è perfetto. La giornata dedicata allo shopping e ai monumenti è stata invece un po’ un disastro perché pioveva e tirava un vento talmente forte che, lasciato un secondo il passeggino di Diego, la cerata antipioggia ha creato tipo effetto vela e il povero piccolo stava rischiando di farsi tutti gli Champs Elysees alla Willy il Coyote. Laduree l’ho visto solo da fuori: eravamo troppo brutti sporchi e cattivi per entrare. Sono solo riuscita a svaligiare Gap, ed è già tanto credetemi. Tour Eiffel, Arc de Triomphe, Notre Dame, Sacre coeur viste al volo. Ma viste.

parigi con i bambini

L’albergo era molto carino, abbiamo scelto un Ibis Style, in zona Ópera: colazione buonissima, pulizia e gentilezza.
Non vi dico cosa significava ogni volta uscire dalla camera e infilarsi in ascensore con i due tremendi e i chili di roba che non potevi indossare prima di uscire perché faceva caldo. Una volta mi sono arrischiata a farlo da sola: tre giubbotti, tre sciarpe, tre cappelli, borsa e zainetto salvavita. Tutto in una mano.
Diego libero di fare qualsiasi cosa e Bea per mano. Il grande chiama l’ascensore senza che nessuno glielo abbia chiesto: col terrore negli occhi che si potesse infilare senza di me, butto tutto dentro e lo acchiappo… ma mi resta Bea indietro che ha paura degli scalini. Con una mano tengo Diego dentro, con un piede tengo la porta dell’ascensore e con l’altro piede a mo’ di uncino acchiappo la piccola che cade rovinosamente dentro. Ci siamo tutti? Insulti gratuiti al marito.

Consiglio pratico numero tre: partite d’estate. Non fosse altro che per aver meno giacche, cappelli e compagnia cantante.

Comunque nonostante le vicissitudini e un febbrone mai visto di Bea, non ci crederete ma ci siamo divertiti un sacco!
Quando parti per piacere non te ne frega niente se piove, fa caldo, perdi un topo di peluche… Sei in vacanza con chi ami e chi t’ammazza.
In tanti ci hanno presi per matti a partire coi bambini e andare al freddo, ma se ci pensate il problema è più dei grandi: i bimbi hanno risorse inesauribili e vedere Diego e Beatrice così piccoli scoprire città, abitudini, cibi diversi dal solito è stato emozionante.
Ma soprattutto se il tuo matrimonio resiste a tutto questo allora hai proprio vinto.