Infinita passione per l’avventura

Alla base del rapporto di ogni coppia mista sta la passione per l’avventura, per ciò che è diverso e imprevisto. Ed è la fiamma che ogni giorno tiene vivo il rapporto e l’amore reciproco, come dice @mamcoumba

In una coppia mista c’è una grande, assoluta, passione che accomuna i partner: la passione per la curiosità verso ciò che è nuovo, diverso da tutto ciò che conoscono, percepito come strano e che ha il sapore dell’avventura.

Che mariti e mogli lo sappiano o meno, i protagonisti di una coppia mista sono tra le persone più assetate d’avventura e hanno scelto, consapevolmente o meno, un partner che condivide e asseconda questa passione.

In linea di massima non è una passione esplicita – quasi nessuno si dice apertamente “mi metto con quell’uomo o con quella donna perché è diverso dagli altri in virtù della sua provenienza e perché con lui o lei vivrò esperienze che gli altri non vivono” – ma in molti confessano un attrazione speciale, una relazione nata da una grande, sconosciuta e indefinibile passione, qualcosa che non sanno dire, ma che è forte.

Io la definisco.

E la chiamo passione per l’avventura.

Che a volte si lega ad un già esistente interesse per alcune delle caratteristiche legate al paese o alla cultura di quello che diventerà il partner: inizi studiando l’arabo e ti innamori di un libanese, ti appassiona la cultura yoruba e ti sposi un nigeriano, impazzisci per la cina ed ecco la moglie cinese.

Ma che più spesso è pura e semplice attrazione per l’altro, diverso da sé.

E che va al di là della semplice attrazione degli opposti.

Anche perché non sappiamo se siano veramente persone con carattere opposto, ad unirsi.

Sappiamo che tra mille, un uomo e una donna di differente provenienza e cultura si uniscono perché amano l’imprevisto.

Spesso le persone che si ritrovano a condividere la vita con qualcuno proveniente da una cultura molto diversa, sono persone che già hanno sperimentato quanto sia piacevole avere a che fare con novità e stranezze. Magari hanno viaggiato.

Bè, almeno un componente della coppia l’ha sicuramente fatto per arrivare dal suo paese, e non sempre quel viaggio è stato fatto per motivi critici, anzi, nella maggior parte dei casi è proprio lo spirito di avventura a far muovere i primi passi verso l’Europa.

La scintilla, paradossalmente, può scattare quando al primo appuntamento si sente uno dei due mostrare all’altro un’apertura verso la propria cultura: non è, come si pensa, il sollievo di aver trovato colui o colei che ci fa sentire in famiglia, ma il riconoscersi tra persone affamate di novità.

Se un congolese ti fa ridere in milanese non è perché ti senti a casa, ma perché capisci che anche lui è stato preso dalla tua stessa follia! Se una russa ti cucina un ragù che nemmeno tua nonna emiliana, non ti innamori della sua casalinghitudine, ma del suo spirito di avventura!

Oppure la scintilla scatta perché l’altro è qualcosa di totalmente, assolutamente alieno: ho avuto una breve ma molto intensa relazione con un militare ribelle sudanese, estremamente religioso, terribilmente maschilista, inconfessabilmente affascinante ancora oggi, se ci ripenso – per molti versi quanto di più lontano da me.

Ed è ancora questa passione che tiene, nel tempo, unita la coppia: la sperimentazione, la novità.

Quando routine e abitudine subentrano come avviene in tutte le relazioni (magari in questi casi un pochino dopo, ma avviene), la passione per l’appartenenza altrui è una potente scintilla, e l’imprevisto resta sempre dietro l’angolo, pronto a colpire  – per esempio quando lui fa un viaggio a casa, magari in Africa, e torna un mese dopo la data stabilita, senza avvisare, e con una nuova moglie; o quando lei che si professava cristiana ortodossa si rivela musulmana osservante e apre la porta a una serie di fratelli arrabbiati pronti a circoncidere senza anestesia lo sbalordito marito.

No, no, non credeteci! Queste sono battute alimentate dallo stereotipo!

Quello che invece accade è (più semplicemente), che la fiamma che si riaccende tutti i giorni quando insieme si programma un viaggio e si sperimenta il diverso approccio al viaggiare, quando si decide di avere un bambino e si scopre cosa una e l’altra cultura possono portare nella nuova famiglia che si forma, quando arriva la suocera in visita, quando si va in visita dalla suocera, quando insieme ci si addentra nella letteratura di uno dei due paesi, quando insieme se ne scoprono il cinema e l’arte, o si discute un punto di vista che tra le due culture ha differenti variabili, e si decide cosa e perché piace o meno.

Ancora di più, conosco moltissime donne che si son buttate nello studio, nella conoscenza, nell’approfondimento della cultura del marito straniero: la conoscono, ne fanno propri alcuni aspetti, ampliano ogni giorno i loro orizzonti.

Conosco mogli che si sono specializzate nel commercio di artigianato, abiti, gioielli provenienti dal paese d’origine del marito: sono oggetti esotici, che ammantano di esotismo che li vende, chi li compra e la coppia che insieme rende possibile questa attività.

E conosco mariti (ne conosco almeno uno) che nel paese di adozione intraprendono la carriera politica, diventano imprenditori, trovano strategie e attuano progetti che li radicano profondamente nel modo di pensare del paese di accoglienza.

Alcune coppie hanno aperto ristoranti, altre si sono impegnate nella promozione cinematografica o in quella musicale, altre si sono date al turismo: tutto contribuisce a sfamare la sete d’avventura loro e di quelli che stanno con loro.

Al di là delle passioni di ciascuno, che ognuno di noi ha e coltiva – e al di là di come viene dato spazio alle passioni all’interno di una coppia mista, cosa che mi sembra appartenere molto più all’ambito delle coppie che non allo specifico di quelle miste – ho visto e sperimentato questo punto in comune: siamo gente che si appassiona alla novità, che ne ha quasi bisogno, che la ricerca e che magari la esibisce anche volentieri.

Siamo gente avventurosa, non c’è che dire.

simboli adinkra, appartenenti alla cultura ashanti della Nigeria
simboli adinkra, appartenenti alla cultura ashanti della Nigeria