Passione (e fame) di Vivere

Quando una passione diventa anche il proprio lavoro, la fame di Vivere riempie cuore e mente. Ecco l’esperienza del nostro papà single

Ciao a tutti, sono Mattia, un papà single. Sono uno scrittore e questo è solo uno pseudonimo.
Oggi si parlava di passione, qualcosa che è, per me che sono un animale vivo, direttamente correlata con la vita. Le passioni sono quelle cose che ci danno motore (insieme al caffè e alla cioccolata). Senza passione la vita sarebbe solo una galleria di brutte foto su Instagram (tipo unghie e ancora unghie che poi vi rivelo un segreto: le vostre unghie pittate non interessano a NESSUNO).
La passione è quella cosa che ci permette continuamente di inventare e re-inventarci, che ci fa sperimentare nuovi espedienti, che ci fa rubare i baci nei portoni o sulle scale mobili, che ci fa perdere il sonno (ma ci fa sognare) e l’appetito (pur avendo fame), che ci fa prendere treni e aerei, e l’acqua quando piove. E quanti raffreddori abbiamo preso per perseguire le nostre passioni? E quanti schiaffi, quante amare delusioni!
Esercizio di dieci secondi: ognuno pensi alle passioni sue. Ai sacrifici, ai dolori ma soprattutto alle gioie. Ci si ritroverà.
Vi risparmio l’elenco delle mie perché vi annoierei. Accennerò solo al fatto che non amo e non seguo il calcio e non pratico la nail-art pur avendo delle belle unghie. Ma una è imprescindibile, per me: scrivere è una delle mie passioni più grandi e, fortunatamente, è anche il mio lavoro. Ma scrivere è un’attività particolare, difficile da portare avanti quando devi gestire (prevalentemente da solo) due figli in crescita con il loro bagaglio di «Papi aiutami» o «Papà guardami». Già ho delle difficoltà oggettive a dare loro retta mentre cucino perché, in quanto uomo, non riesco a fare due cose insieme (azzeccare le dosi giuste di ingredienti e i passaggi delle equazioni con le potenze)! Poi fare le corse tra palestre e corsi di musica…
Ma se la passione diventa ragione di vivere allora ci si inventa qualsiasi espediente: svegliarsi alle cinque, rinunciare al momento ritrovo al caffè fuori da scuola come tutte le mamme (come preannunciato su chat WhatsApp-non-ufficiale di classe) o alla palestra/corsetta/parrucchiera/etc al mattino, per ottimizzare faccende e scrittura. Io posso rinunciare a tutto, financo alle tentazioni. Ma alle passioni mai, perché ne morirei.
Se vedete uno con un portatile o un quaderno che cerca di scrivere in piscina (non dentro, si capisce), o in aereo, o in treno, o fuori da scuola, o in macchina, quello potrei essere io.
Per tutti, poi: non smettete mai di ballare sotto la pioggia, non lasciatevi scoraggiare dalle distanze o dalle mancanze. E continuate a baciarvi anche sulle scale. La passione ha qualcosa a che fare con la fame: la fame di vivere con la V maiuscola. Quindi siate affamati. E siate folli.