Piccolo almanacco di emozioni

Il terremoto, il primo giro in ascensore, il mare nei giorni di festa, la cinquecento bianca, il telefono duplex, le feste in casa e il servizio militare sono solo alcune delle piccole emozioni legate al passato dell’autore. Emozioni che si intrecciano alla cronaca diventando la storia di tutti noi.

Ancora una volta ho scelto un libro dalla copertina e ancora una volta non ne sono rimasta delusa. Sapete perché?

Il libro di cui vi parlo oggi è una piccola madeleine inzuppata nel the dei ricordi, se proprio non siete giovanissimi, come me vi ritroverete in tanti piccoli momenti di emozioni.

 

Piccolo almanacco di emozioni è un viaggio nella vita dell’autore, Giacomo Pilati, ma è un viaggio anche nell’infanzia di tutti noi.
Con una scrittura vera, semplice e diretta Pilati ci accompagna in un percorso di 45 emozioni, nel racconto di queste emozioni non sarà facile cercare di non intraprendere questo viaggio nel proprio passato cercando similitudini, arricchendo i racconti con la propria esperienza, con il proprio modo di sentire le cose.

Nel corso delle 45 emozioni conosceremo un Pilati bambino, figlio, ragazzo, uomo e padre. Molto bella e toccante è l’emozione legata alla paternità, ad una nascita prematura alla speranza che non abbandona mai.

I racconti sono pregni del sud, dei colori e degli odori di una Trapani, con i suoi punti oscuri cha fa da sfondo ai ricordi, all’emozione del momento come se non avesse né passato né futuro.

La pastina con olio e parmigiano in una sera d’inverno, il telefono duplex prima e il telefono con il lucchetto e le chiavi, per tenere a bada le telefonate poi, le scosse di terremoto e le fughe in pigiama fuori dal palazzo, il biberon magico che con il doppio fondo faceva scomparire il liquido contenuto, la levetta del riscaldamento della 500.

E ancora le attese al mare prima di fare il bagno dopo la colazione del mattino, i giochi con le figurine dei calciatori, il lucido delle scarpe e il suo rituale, la pizza fatta in casa, i petali di rosa tra le pagine del dizionario di latino, i Quindici (libri per bambini) sparpagliati sul tavolo della cucina.

Poi i ricordi si sporcano di storia con il rapimento di Aldo Moro, le cronache in tv, la strage di Pizzolungo.
Le foto ingiallite in una scatola di cartone con le dediche scolorite dietro ad ognuna, la chiamata al servizio militare con l’arrivo della cartolina.

Non si può leggere questo romanzo senza un pizzico di nostalgia, ma di quella buona. Una dovizia di particolari e un fiume di emozioni e sensazioni vi pervaderà.
Leggetelo e ditemi cosa ne pensate…