Post partum: rimedi green e altri spunti per un puerperio al naturale

Quale occasione migliore della nascita di un figlio per riavvicinarsi alla natura, riscoprire il piacere di prendersi cura di sé in modo salutare ed ecologico e impegnarsi (senza peraltro sforzarsi troppo) per lasciare un mondo migliore alle generazioni future? Basta qualche piccolo accorgimento per vivere il delicato periodo del puerperio in modo più naturale, nel rispetto dell’ambiente e della propria salute.

A cominciare dalle lochiazioni post partum, ad esempio, per le quali si possono usare assorbenti in 100% cotone organico. Il contatto prolungato della pelle e delle mucose con plastica e altri materiali sintetici, specie in un momento così particolare come quello che segue il parto, e tanto più se è stata praticata una episiotomia, può favorire l’insorgenza di irritazioni, micosi e fastidiosi pruriti. L’uso di materiali naturali può invece contribuire a ridurre i problemi e convivere meglio con le noiose perdite post partum (ricordate comunque che non è possibile usare la coppetta mestruale durante la fase delle lochiazioni).

Per un allattamento coi fiocchi, invece, si possono usare integratori a base di piante dalle proprietà galattogoghe, ovvero in grado di favorire la produzione di latte materno: fieno greco, finocchio, cardo mariano, galega e altre. Sono disponibili in formulazioni diverse, dalle compresse alle bustine idrosolubili, ma in erboristeria è possibile trovare anche infusi e tisane a base delle piante “amiche delle mamme”. Rimanendo in tema, la scelta di coppette assorbilatte lavabili può contribuire a ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili, oltre che alleggerire il bilancio familiare, già di solito provato dall’arrivo del bebè. L’uso di materiali molto delicati e privi di sostanze chimiche, come il cotone bio o il bambù, che ha anche proprietà antibatteriche, può inoltre prevenire la comparsa di irritazioni o infezioni. Per favorire l’attacco del neonato al seno inoltre, è possibile scegliere detergenti e deodoranti ecobio, privi di sostanze potenzialmente tossiche e di profumazioni intense e artificiali, che potrebbero scoraggiare in qualche modo il poppante.

Per prevenire la formazione di lesioni dei capezzoli si può usare il burro di karité, che, applicato su capezzoli e areole fin dall’ultimo trimestre di gravidanza, può aiutare a scongiurare infiammazioni, ragadi e altri fastidiosi problemi che possono insorgere soprattutto nelle prime fasi dell’allattamento (ricordate in ogni caso che un “attacco” sbagliato del bambino al seno rappresenta la causa principale delle lesioni a carico del capezzolo, e va pertanto corretto immediatamente). Se le ragadi dovessero comparire comunque, si può cercare sollievo applicando un olio a base di vitamina E (tocoferolo), che tra l’altro non necessita di risciacquo prima della poppata. Ottima anche la lanolina, sia in fase di prevenzione che di cura, ma sarebbe meglio scegliere un prodotto biologico per evitare che eventuali sostanze antiparassitarie utilizzate sulle pecore finiscano sul seno (in ogni caso, in questo caso è opportuno lavarsi prima di ogni poppata). Per prevenire micosi e infezioni batteriche, infine, si possono sfruttare le proprietà antisettiche dell’argento, utilizzando gli appositi copricapezzoli o dei semplici cucchiaini, che vanno appoggiati sul seno tra una poppata e l’altra.