Preparativi per la prossima vita

Un grande esordio per Atticus Lish. Un libro carico di dolore e sofferenza ma allo stesso tempo pieno di vita. Quella vera.

La verità nuda e cruda sulla vita e le sue complicazioni.

Perché ad infiocchettare l’esistenza per farla sembrare meravigliosa non ci vuole poi tanto, basta vedere la dilagante ossessione per la bellezza ordinata e romantica che circola per il web. Quegli scatti falsi e costruiti che vorrebbero farci credere che esiste una perfezione disumana fuori dalle nostre case.

La vita non è su Printerest.

La vita è fatta di povertà, sporco, cattiveria e sopravvivenza.
Chi non ce la fa soccombe.

Siamo carne da macello all’interno di un sistema frenetico che non fa altro che abbandonare i più deboli emarginandoli all’interno di ghetti alla periferia della “società” sana e produttiva.

Atticus Lish

Preparativi per la prossima vita , di Atticus Lish, delinea con una perfezione chirurgica una vera storia d’amore. Ma questa verità non deve essere intesa come autenticità di sentimento ma esclusivamente come crudo e semplice realismo.

È un libro fatto di dolore e microscopici sprazzi di “felicità”.

In una New York post 11 settembre si incontrano e si amano, a modo loro, due persone. Una proveniente da una realtà agli estremi della cultura occidentale, una donna di nazionalità cinese appartenente all’etnia uigura, scappata dal suo paese ed entrata clandestinamente negli States. L’altro è un giovane americano, ex combattente della seconda guerra del Golfo, che soffre di un disturbo post traumatico da stress.

Due emarginati, due modi di affrontare la vita differenti. Il tenace attaccamento alla vita di una si scontra con il disfacimento e l’abbandono dell’altro.

Una disperazione sconfinata raccontata magistralmente da un autore su cui tutti riponevano grandi aspettative, Atticus Lish.
Figlio di Gordon Lish, scrittore, curatore editoriale di importanti riviste del settore e editor di Raymond Carver.
Con “una così pesante “eredità sulle spalle, Atticus dimostra al mondo intero di essere degno del suo cognome e di essere destinato ad entrare nell’Olimpo dei grandi scrittori americani.

È un libro che consiglio veramente a tutti, ma so che i veri estimatori della letteratura moderna americana sapranno apprezzarlo in ogni sua sfumatura. Perché tra queste pagine c’è il triste ritratto di una società babelica e decadente già raccontata da grandi scrittori contemporanei.

Si aggiunge così un nuovo interessante tassello al puzzle sconfinato dell’America odierna.