La proposta

Nell’epoca social è normale che una proposta di matrimonio diventi pubblica? Tra critiche e applausi, alla fine, è giusto che ognuno decida per sé.

La recente proposta di matrimonio dei Ferragnez, praticamente in mondivisione, ha creato un certo interesse verso l’argomento, perfino nel nostro piccolo gruppo di amiche.

La riunione del giovedì successiva al fattaccio è stata monopolizzata da questo, in pratica, con tanto di ipad alla mano per rivedere in loop l’evento.

Barbifascion, che si era accodata (un po’ forzatamente) alla cognata Caterina (non troppo felice, a dirla tutta), era tutta elettrizzata: la location, la canzone, la dichiarazione pubblica, il vestito di lei, lui in ginocchio, il brillocco… secondo lei era tutto perfetto, sembrava un’adolescente euforica. La povera Caterina, che ignorava perfino chi fossero i Ferragnez, la guardava con la faccia del “non capisco, ma se una cosa piace così tanto a te, a me sicuramente farebbe schifo” (e conoscendola, in effetti, era assolutamente plausibile).

La cinica del gruppo ribadiva che fosse tutta una trovata pubblicitaria, studiata a tavolino e programmata in privato tra i due nel più minimo dettaglio, condendo il tutto con una bella secchiata di gelido realismo sulle storie d’amore 2.0 (quelle raccontate sui social, per intenderci).

In mezzo tra queste due posizioni estreme, c’era chi, come me, ragionava non tanto sui due specifici promessi (che personalmente conoscevo anche poco) quanto sulla cosa in sé: una dichiarazione così pubblica era da collocare tra le cose romantiche o tra gli eccessi di questo nuovo mondo in cui se non sei social non sei nessuno?

Ci sono cose che devono restare private, per salvaguardarne il senso intrinseco, oppure l’evoluzione di questa vita sempre dichiarata urbi et orbi ci porta inesorabilmente a voler condividere tutto?

Ripensando alla proposta di matrimonio di MrD, ricordavo non solo la gioia del momento ma anche quella dell’annuncio agli altri, fatto in momenti diversi, con parole diverse, qualche risata o lacrima di commozione (oddio, su mia suocera ho ancora oggi il dubbio si trattasse di dispiacere, eh). Ricordavo gli abbracci, la condivisione dell’emozione in base ad un vissuto comune e a tutto ciò che mi aveva portato fino a quel momento. Quel centellinare la notizia la rendeva più bella ad ogni occasione, moltiplicava l’emozione e la gioia.

Insomma io questa cosa dei Ferragnez l’avevo sì trovata una cosa romantica, ma fosse successa a me non l’avrei apprezzata per nulla.
Una cosa romantica, insomma, come quelle che vedi in un film o leggi in un libro, come quelle cose che fanno anche sognare ma che restano impersonali, mostrate ma non vissute veramente, al di là di cosa leghi veramente quelle due persone (cosa che non sapremo mai, visto che si mostra solo ciò che si vuole mostrare).

In quel video avevo visto la versione video della favola che leggevo da bambina, sublimato l’ideale di proposta romantica… ma il pubblico presente o in differita mi ci stonava parecchio, ecco.

Non arrivammo, com’era ovvio, a nessuna conclusione comune: è difficile stabilire cosa sia bello o meno, quando ognuno ha i suoi metri di giudizio e i suoi desideri da mettere sul piatto della bilancia.
Volarono apprezzamenti e critiche come di fronte ad una puntata di Beautiful, ma tornammo a casa ognuna con la propria idea e qualcuna (mi sento di escludere Barbifescion) con qualche spunto di riflessione in più su come gestire i vari ambiti della propria vita.

Dal canto mio mi sono scoperta felice di una vita più anonima e poco social, in cui le emozioni possono sì essere condivise, ma solo con chi ne ha un ruolo e un interesse e vengono salvaguardate dalle critiche che un’esposizione inevitabilmente comporta!
Per quanto riguarda i due neo promessi, che dire? Contenti loro…