Quando a Barcellona piove

Lo scorso inverno ho prenotato una vacanzina a Barcellona per fine maggio, programmando di stare all’aperto e con la speranza di fare anche un po’ di mare. Di certo non avrei mai pensato di beccare acquazzoni su acquazzoni per tutta la durata del soggiorno. Non avrei mai pensato di dover comprare ombrelli e scarpe nuove. E devo dire che non l’ho neppure presa con filosofia, anzi… Comunque ormai eravamo la, non potevamo farci nulla e quindi tanto valeva resettare il programma.

Inizio col dire cosa avremmo voluto fare:

Giorno 1: prendere confidenza con la città, passeggiata sulla Rambla con scorpacciata di frutta alla Boqueria, giretto nel Barri Gotic e tutto quello che avremmo potuto fare/vedere in zona. Tapas a volontà.

Giorno 2: Parc de la Ciutadella con visita allo zoo. In serata, tappa a vedere la Font màgica.

Giorno 3: Parc Güell e Gaudì, Gaudì e ancora Gaudì (ovvero Casa Batllò, Pedrera, Sagrada Familia, ecc ecc).

Ed ecco, invece, come è andata la nostra mini-vacanza.

Giorno 1.

Appena arrivati in città, siamo andati a prendere possesso del nostro appartamentino nel quartiere Eixample. L’appartamento, in posizione strategica, si trova a due passi dalla stazione metro Tarragona: a una fermata da Sants Estaciòn (che è dove si arriva col treno dall’aeroporto) e a una fermata da Pl. Espanya.

Barcellona mercato

Siamo usciti con l’intenzione di arrivare alla Rambla partendo da Plaça Catalunya (e non da Passeig de Gràcia come da programma) perchè aveva già iniziato a piovigginare. Tempo di fare due passi e stavamo già cercando un posto dove rifugiarci perchè si era scatenato un temporale. Per cui abbiamo deciso di essere originali e di andare alla Boqueria; stranamente questa idea non l’abbiamo avuta solo noi e quindi ci siamo ritrovati incastrati tra una bancarella e un via vai continuo di persone, riuscendo a vedere solo le ditina dei bambini che indicavano la coloratissima frutta. Siamo scappati via dalla Boqueria e siamo entrati in un locale sperando che smettesse di piovere nell’arco di poco tempo. Non ha smesso e noi, per far passare il tempo, abbiamo mangiato il mondo. Ha smesso di piovere verso le 19, ne abbiamo approfittato per fare un giretto al Barri Gotic e, finalmente, una passeggiata lungo la Rambla. Poi spesa, appartamento, cenetta light e nanna.

Giorno 2.

Le previsioni davano tempo un po’ incerto nelle prime ore del mattino, ma poi un bel sole.

Manco a dirlo, ci siamo svegliati che pioveva, siamo usciti che pioveva e ci siamo ritrovati al Port Vell che continuava a piovere. Siccome ci è sembrato un po’ inutile programmare una giornata all’aperto, abbiamo pensato di andare a visitare l’acquario di Barcellona.

Col biglietto d’ingresso si possono visitare tre “zone”: l’acquario vero e proprio, il “Planeta Aqua” e Explora! .

La prima parte della visita si concentra sul Mediterraneo e la sua fauna marina, poi si passa agli acquari tropicali. La più grande attrazione è l’Oceanario, unico in Europa, che, con i suoi quattro milioni di litri d’acqua, è il più grande acquario di Barcellona, uno dei più grandi al mondo. Grazie ad un tunnel trasparente, i visitatori possono vedere l’acquario dal suo “interno”. Devo dire che è stato molto suggestivo.

Il Planeta Aqua è passato quasi del tutto indifferente ai miei figli; l’unica cosa che ha attirato la loro attenzione sono stati pinguini. In questa zona si cerca di spiegare ai bambini l’importanza dell’acqua per il nostro pianeta, si mostra come molti animali si siano adattati ai diversi ambienti marini.

Explora! è stato senza dubbio il posto in cui si sono divertiti maggiormente e da cui non sarebbero mai andati via. Si tratta di uno spazio interattivo creato per i bambini in modo da fargli conoscere il mondo marino ascoltando, toccando e guardando.

Usciti dall’acquario, miracolosamente, non stava piovendo. Ne abbiamo approfittato per andare a mangiare la paella in un ristorante che ci avevano consigliato non molto distante dall’acquario.

Barcellona

Dopo pranzo, ci siamo avviati verso la Rambla, fermandoci ad osservare il monumento a Cristoforo Colombo che, si dice, stia indicando l’America (che in realtà si trova dalla parte opposta). Visto che ci siamo resi conto che il cielo a poco a poco si stava aprendo, siamo stati sulla Rambla a vedere gli artisti di strada, poi siamo andati a mangiare un po’ di frutta alla Boqueria, ci siamo fermati in un parco giochi in una via laterale della Rambla e poi abbiamo tentato di fare il nostro “Gaudì tour”, anche se però era abbastanza tardi. Alla fine siamo andati a vedere la Sagrada Familia (con pausa gioco nel parchetto di fronte); abbiamo visto, da fuori, Casa Batllò mentre non abbiamo potuto ammirare neanche l’esterno della Pedrera a causa dei lavori in corso. Visto che il tempo ce lo permetteva abbiamo passeggiato tantissimo tra strade larghe e stradine strettissime fino a che i bambini non si sono addormentati e… bye bye fontana magica.

Giorno 3.

Stendiamo un velo pietoso: ha piovuto non stop tutto il giorno! La mattina ho dovuto comprare un paio di scarpe perchè le mie erano fradicie, abbiamo dovuto comprare gli ombrelli perchè i cappucci delle felpe erano bagnatissimi e abbiamo perso la mattinata a fare praticamente nulla. Pranzo al volo e poi siamo stati al Museu Marìtim. Premetto che non ero dell’umore giusto e quindi non sono molto oggettiva, ma penso di non aver mai visitato un museo così noioso in vita mia. A mio figlio seienne è piaciuto, soprattutto la parte dedicata all’Antartide (quella l’ho trovata interessante anche io) e la mostra sui Vichinghi.

Poi siamo stati al museo delle idee e delle invenzioni. Non vedevamo l’ora di scendere dal gigantesco scivolo che ci avrebbe portato al piano inferiore ma… era fuori uso! Ma va? Che jella! Comunque, scivolo a parte, è stato simpatico vedere le cose assurde che la gente si inventa. Consiglio la tappa in bagno.

Usciti dal museo: ennesimo acquazzone, ennesimo locale dove temporeggiare mangiando e bevendo, ennesima scenata del figlio piccolo che vuole uscire fuori, ennesima sfuriata mia che “non vedo l’ora sia domani per tornare a casa”. E ad un certo punto smette di piovere, il vento inizia a spazzare le nuvole, si intravede il sole, andiamo a cenare all’aperto. Ultime tapas, ultima paella, ultima crema catalana, ultima serata a Barcellona.

Barcellona tapas

ps: Se qualcuno se lo sta chiedendo, la risposta è SÌ: la mattina della partenza in cielo non c’era neanche una nuvola.

http://www.aquariumbcn.com

http://www.mmb.cat

http://www.mibamuseum.com