Quando un dolce fa la differenza

Lasciamo perdere la politica, che vicino alle elezioni è un piatto in cui intingono un po’ tutti.

Magari lo avete letto, magari ancora no.
In una cittadina, non importa dove e da chi sia governata, è stata fatta una scelta destinata, ovviamente, ad essere impopolare.

Si è scelto, in accordo con alcuni (e non tutti: già qui l’errore) genitori, di fare due menù diversi per la mensa scolastica: uno normale e uno senza il dolce o la macedonia, per i bambini meno abbienti.

Questo, è ovvio, se da una parte viene incontro alle famiglie più povere (ricordo perfettamente quanto la spesa per la mensa scolastica non sia esattamente irrilevante, nel badget familiare), dall’altra amplifica quelle differenze che molti genitori, con enormi sacrifici, cercano di appianare per non rendere i loro figli diversi dagli altri.

Ma era proprio necessaria una decisione del genere?

Non sarebbe forse meglio togliere il dolce a tutti (che dai, si sa, le occasioni per mangiare dolci non mancano, che siano comprati o che sia pane burro e marmellata, in genere in tutte le famiglie la possibilità di offrire un dolce di qualunque tipo al proprio figlio c’è)?
Non sarebbe più educativo spiegare ai bambini che non tutti possono permettersi il dolce e quindi è più giusto che in un luogo comune non lo abbia nessuno?

Si deve per forza mettere i bambini a disagio? Devono per forza pagare lo scotto di difficoltà familiari in maniera così evidente?
Non bastano la cartella del supereroe, un astuccio più fornito, il grembiule alla moda a mettere di fronte i bambini alla propria diversità?

E soprattutto: è proprio necessario che a sottolineare questa diversità sia il “mondo degli adulti”?

Questi bambini impareranno a fare finta che del dolce non gli importi nulla.
Ed è anche vero, al dolce in sé non danno nessuna importanza, figurati. Ma quanto peserà loro la differenza? Quanto peserà loro la giustificazione di tale differenza? Quanto peserà loro la consapevolezza della propria povertà negli occhi del compagno?

C’è un motivo valido, uno solo, perché un bambino più povero debba sopportare tutto questo per far mangiare al bambino più ricco un dolce a cui potrebbe benissimo rinunciare?