Quaranta giorni in quattro

Quaranta giorni io e te, quaranta giorni in quattro. Un piccolo bilancio è d’obbligo, per fissare nero su bianco tutte le cose belle che mi hai già donato in solo un mese.
La gravidanza è stata complicata e abbiamo pure affrontato l’estate più calda del secolo, nonostante un paio di corse inutili all’ospedale siamo arrivati a 39 settimane e tu hai superato come immaginavo i 4 kg!

quaranta giorni in quattro

Il parto è stato il mio riscatto personale, io che ero rimasta profondamente traumatizzata dal primo quattro anni fa, ho desiderato che ti presentassi podalico con la speranza che un taglio cesareo mi permettesse di vivere un’esperienza migliore. Invece tu eri in posizione perfetta fin dall’inizio e così ho scavato dentro me stessa per convincermi che sarebbe stato diverso e forse persino magico come tante mamme raccontano. Ho letto libri per sentirmi più preparata ad assecondare quel dolore, ho preso in considerazione l’ epidurale, il gas, posizioni particolari e chissà che altro e invece sono state sufficienti le mie sole forze e tu sei stato determinato quanto me, in meno di quattro ore ho potuto baciare il tuo viso e i tuoi 4,100 kg di morbidezza. Sono felice perché è andata esattamente come doveva andare per cancellare l’ombra rimasta dentro me dopo il mio primo parto, sebbene il pensiero che mi ha accompagnata durante le spinte sia stato il medesimo: “Mai più, mai più, aiuto tiratemelo fuori voi!”

Dopo un paio di ore l’incontro con tua sorella, l’emozione più grande della mia vita, le lacrime di gioia sono scese incontrollabili. Lei ti aspettava da mesi, ha visto il mio pancione crescere insieme alla mia stanchezza e al mio malessere, ha atteso paziente anche di riavere me seduta sul tappeto a giocare e con la forza di prenderla in braccio per rubarle  un bacio, nemmeno lei ha trattenuto le lacrime per l’emozione. Ho assaporato il suo sorriso e i suoi occhi pieni di stupore, l’ho baciata e abbracciata con il cuore che mi scoppiava. E’ indescrivibile ciò che ho provato a vedervi insieme, è stato più forte che vedervi separatamente la prima volta appena nati.

quaranta giorni in quattro

Dopo due giorni entravamo a casa, in quattro, Matilde ha voluto che facessimo il giro delle stanze per mostrartele ed è iniziata così la nuova avventura di mamma di due, di una femmina e di un maschio e mi ci devo ancora abituare. Il panico dei primi due giorni a casa non è mancato, l’ansia di non farcela con due e tu affamato finchè l’allattamento si è avviato. Non è una passeggiata, ma ora ho la consapevolezza che le difficoltà passano, cambiano, si sopravvive a tutto e ci si può anche divertire, anzi si deve! Ho perso nuovamente la piccola dose di libertà che mi ero riguadagnata in quattro anni, l’alto contatto e l’allattamento a richiesta mi danno la sensazione bella ma anche opprimente a momenti di essere insostituibile anche per pochi minuti. Ma mi rendo conto che ho bisogno io per prima di te, i nostri appuntamenti al buio che ho raccontato qui mi hanno preparata a questo nostro rapporto speciale che si sta creando, non avere lo stordimento che comporta un primo figlio mi rende più lucida e abituata alla stanchezza ormai cronica, è dura ma so che passerà questo periodo esclusivo e che mi mancherà perciò a te concedo tutte le coccole che mi chiedi senza ascoltare chi mi dice che ti vizio. I primi giorni a casa ho versato fiumi di lacrime stringendomi forte a Matilde che chissà cosa avrà pensato, vedere te uguale a lei quando era neonata e lei già così grande…sono stata investita dal desiderio di fermare immediatamente il tempo.

quaranta giorni in quattro

I rari momenti in cui non mi reclami tu mi reclama lei e quando mi reclamate entrambi sfodero la mia cara amica pazienza, senza di lei sarei perduta. “Tutto passa” é il ritornello della ninna nanna che canto a te e a me stessa nelle interminabili notti o durante i lunghi pianti.
Con te mi sento più tranquilla, sperimento di più e sono anche costretta ad azzardare di più perché mi devo occupare anche di Matilde che ha le sue esigenze. Per portare Matilde a scuola dove tante manine sporche tentano in tutti i modi di toccarti usciamo alla mattina presto anche sotto il diluvio e anche se ti sei appena addormentato e staresti così beato nella tua culla. Hai subito imparato a dormire nel bel mezzo di giochi rumorosi, balletti con canti e musica, Matilde non ha mai avuto un tono della voce così alto come in questo periodo mi sembra! E’ il destino dei secondi immagino, una realtà meno ovattata, una mamma più indaffarata e meno ansiosa, ma anche un fratello o una sorella su cui potranno sempre contare nel bene e nel male.

Quindi il bilancio è positivo, grazie a Matilde che mi ha resa la mamma che sono oggi con te. I miei errori con lei mi hanno insegnato tanto, la sua testardaggine ha allenato la mia pazienza, l’amore sempre più forte ha dato senso ad ogni attimo di fatica.

Devo a voi il sorriso in questa foto e la gioia per essere in quattro.

quaranta giorni in quattro