Questione di radici

L’amore per la Terra, in fondo, è una questione di radici. Una roba tra madre e figli, un istinto ancestrale che si auto-alimenta dalla notte dei tempi. Un tramonto oro e cremisi, una chiostra di monti sfavillanti, una tempesta che gonfia il mare, e lo riempie di spuma e di scaglie colore acciaio: esiste davvero, in qualche luogo del mondo, un umano in grado di restare indifferente alla bellezza poderosa di Madre Natura? Un figlio così ingrato da aver cancellato dal suo cuore quel senso di appartenenza – le radici – che ci fa sentire in pace davanti a un cielo stellato, e profondamente liberi in mezzo al sibilo del vento? Non credo. Mi rifiuto di crederci.

Ci siamo allontanati, sicuro. Ci siamo distratti e mascherati e messi a correre sempre più forte. Ma la materia in cui siamo stati forgiati è ancora la stessa: proveniente da stelle lontane, erosa nelle ere dagli elementi naturali, liquefatta e di nuovo solidificata dal caldo e poi dal gelo. Siamo impastati della stessa mescola degli alberi, delle pietre, della neve. Delle piume di gabbiano e delle squame dei pesci. Animali. Mammiferi. Cattedrali mobili di carbonio e idrogeno.

Possiamo fingere che non sia così. Adolescenti in crisi, amanti capricciosi, figli irriconoscenti. Eppure la nostra radice affonda ancora salda nella Terra che calpestiamo. La nostra casa, che abbiamo insozzato e scarabocchiato per secoli, è ancora l’unica tana in cui sappiamo sentirci al sicuro. La mamma morbida che ci riscalda, ci nutre e ci consola tutti i santi giorni.

In qualche posto di noi, al centro del centro di noi, dobbiamo pur saperlo. È questione di radici. Se dimentichiamo la nostra origine comune di esseri umani, il nostro essere terra e foglie e peli e polvere, smettiamo di esistere. Non siamo niente, e niente è il nostro futuro. Ma non accadrà. Questa è la mia speranza (natalizia?): il cordone ombelicale che ci lega alla terra, e che ci unisce saldamente gli uni agli altri, pulsa ancora. Pompa acqua e sali, senza posa. Linfa che arriva ai nostri cuori e li ricolma, fino a tracimare (nei figli che alleviamo, soprattutto). Dietro l’indifferenza, sotto la fretta e gli eccessi. È questione di radici, è questione di amore.