Riassunto di un’estate

Arriva l’estate a stravolgere gli equilibri e a metterci nella posizione di doverne conquistare di nuovi.

Avevo bisogno di staccare la spina da tutto come poche altre volte e sono felice di essere riuscita a farlo.

Quando si parte per una vacanza con la propria famiglia paradossalmente è come se si partisse con sconosciuti. Le persone che viaggiano con te non sono le stesse con cui convivi per il resto dell’anno.

La vacanza mette di fronte a comportamenti nuovi, a meccanismi diversi, convivenze a tutto tondo alle quali non sei più abituata. E non sempre è solo bello. A volte è anche difficile. Ed è difficile anche scontrarsi con l’idea che l’armonia familiare non sia scontata e che quel periodo dell’anno che aspetti e idealizzi per undici mesi e mezzo non sia come te lo aspettavi.

Poi i giorni passano e ci si amalgama.

Ed eccola lì la felicità, pronta subito a trasformarsi in nostalgia per le vacanze finite.

E’ stata un’estate brutta attorno a noi, con tanta cronaca triste dal Mondo e dall’Italia ed ho trovato difficile scendere a patti con la mia coscienza  per mandarla in vacanza insieme al mio corpo.

Le nostre vacanze sono state comunque felici, nonostante tutto.

Abbiamo attraversato l’Italia da Nord a Sud, ci siamo bagnati in tre diversi Mari italiani, abbiamo rivisto luoghi cari e scoperto nuovi tesori.

Siamo stati Famiglia.

Non perfetti, ma Famiglia.

Ci siamo riscoperti innamorati di questa nostra Nazione, così bella e così fragile e piena di difetti e abbiamo deciso che è un nostro preciso dovere farla conoscere ed amare ai nostri figli.

Per loro e per noi è stata un’estate di tanti piccoli grandi cambiamenti di abitudini

Per esempio, abbiamo detto addio ai pannolini. E’ una banalità, probabilmente, ma dopo 6 anni di presenza costante nella lista della spesa, di corse trafelate quando dimenticati, di comparazione prezzi, quando finalmente ero campionessa mondiale di cambio acrobatico, loro, da un giorno all’altro sono usciti dalla mia vita, quasi senza che me ne accorgessi.

Come zavorre di un passato da “genitori di bimbi piccoli” stiamo lasciandoci indietro i pezzi di quella che era la nostra quotidianità: passeggini, fasciatoi, borse del cambio, vasini. Senza rimpianti, ci sentiamo leggeri “genitori di bimbi quasi grandi”, stiamo chiudendo un capitolo faticoso.

Non che mi aspetti capitoli meno faticosi, in futuro. Anzi. Inizio a percepire chiaramente le nuove difficoltà di avere a che fare con bambini grandi, con le loro opposizioni, con la loro fragilità irta di spine, con la complessità di una personalità che cresce.

E’ una nuova sfida, che mi sta impegnando in un grande sforzo di cambiamento personale, perché mi mette di fronte alle mie debolezze e alle mie difficoltà, prima ancora che a quelle dei miei figli. Essere madre è un costante cambiamento.

E’ stata anche l’estate delle nuove e inspiegabili passioni per Lorenzo, ovviamente quanto più possibile divergenti dalle mie.

Nella mia famiglia, forse l’unica in Italia di questo tipo, non esiste nessuno appassionato di calcio. Né genitori, né nonni, né cugini. Non si parla di calcio, non si segue in tv, per noi non esiste.

Anzi non esisteva.

Da qualche mese una grande passione calcistica ha infiammato Lorenzo, che segue in tv anche le partite di campionato del Burkina Faso, vive con la palla ai piedi e mi tormenta per stare in porta appena mi vede.

Mi toccherà cercare una scuola calcio per la prossima stagione e mi sento già male al pensiero.

Ovviamente la pony che avevo ospitato quest’estate sperando di insegnare ai bimbi ad andare a cavallo è rimasta a pascolare tranquilla nel prato, bellamente ignorata, con gran soddisfazione di mio marito e dei suoi “te l’avevo detto”

E’ stata anche l’estate in cui i miei figli hanno litigato praticamente ininterrottamente.

Anche di notte.

Ma è stata l’estate in cui ho scoperto che al centro estivo Lorenzo metteva a nanna Leonardo e lo portava in bagno (pulendolo anche) comportandosi da bambino davvero grande e responsabile.

Infine, dopo tre lunghi anni, ho smesso di allattare Leo. Non  mi ricordo nemmeno quando di preciso, ma nella distrazione delle vacanze ci siamo dimenticati (sia lui che io) della tetta.

Più indolore di così si muore. Alla fine è stato perfetto così, questo nostro percorso di allattamento. Ora ogni tanto mi chiede “il dan” ma si distrae facilmente.

Immagino che abbia un po’ di nostalgia anche lui, del nostro momento di coccola speciale. Manca un pochino già anche a me.

Nell’aria si sente già profumo di uva fragola e questo vuol dire che l’estate ci sta salutando.

Sono pronta anche io a salutarla. Quando inizia mi sembra impossibile farne a meno, ora invece ho quasi bisogno di Autunno.

E sarà un bellissimo Autunno, per Noi.

riassunto estate
La bellissima Piazza Salotto della mia adorata Pescara