Ricominciamo… alla grande!!!

foto 1Non so per voi, ma per me settembre è sempre stato un mese un po’ triste. Le vacanze sono ormai un ricordo, si torna in città, bisogna finire i compiti (che spesso vuol dire farne, o farne fare, il 95% del totale) o smaltire le email in ufficio, ricominciare a stare seduti sui banchi o sulle scrivanie troppe ore al giorno. Il sole tramonta prima, il cielo ingrigisce più spesso, in motorino comincia a fare freddo, soprattutto al mattino.

Sono certa che molti la vedano come me e suppongo che ognuno abbia poi una sua motivazione per amare (almeno un pochino) il mese più noioso dell’anno: la mia motivazione è la “festa di Sofia”.

Da ben 6 anni, settembre per me vuol dire “festa di Sofia”.

Il primo anno non è che ci sia stata proprio una festa (o meglio, la festa l’hanno fatta a me, aprendomi la pancia come al lupo di cappuccetto rosso), ma abbiamo ricevuto il (secondo) regalo più meraviglioso che potessimo mai ricevere.

Negli anni successivi invece la “festa di Sofia” è stata lo scacciapensieri per sopportare la fine delle vacanze, l’inizio del lavoro, della scuola e dell’autunno. Amo molto le feste, le festività, i compleanni, perfino gli onomastici: sono stata cresciuta così e nella mia famiglia c’è spesso un buon motivo per fare un po’ di casino in allegria. Io tramando volentieri la cosa, per cui a casa mia festeggiamo anche l’arrivo del weekend, spesso mangiando pizza sul divano davanti ai cartoni.

Pensare alla mia piccola che cresce, progettare con lei la giornata del suo compleanno, sentirla parlare di amici che vorrebbe invitare, di cibi che vorrebbe mangiare, di giochi che vorrebbe fare è per me la miglior cura possibile per un rientro magari un po’ troppo faticoso.

Non sarà un caso che la “mamma cake designer” sia nata proprio nel settembre di 5 anni fa, quando dalla mia cucina uscì la prima torta in pasta di zucchero: la prima torta di compleanno della piccola Sofia (leggi la storia qui). Era una semplicissima torta tonda, coperta con pasta di zucchero bianca e verde, decorata con piccole paperelle di zucchero che avevo comprato in un supermercato in Svizzera.

 

Nemmeno un anno dopo, prima del suo secondo compleanno, Sofia aveva ha cominciato a pensare alla sua torta: è stato chiaro fin da subito che le paperelle di zucchero non sarebbero mai più state un’opzione.

Una volta accertate le capacità tecniche e artistiche della “mamma cake designer”, per il suo secondo compleanno Sofia ha chiesto una torta a forma di giostra in 3D con i cavallini. Meglio se con possibilità di farla girare.

Per il terzo compleanno desiderava tanto la casa di Topolino, che, se non lo sapete, non ha affatto la banalissima forma di una casa (troppo facile se no!), bensì è una semisfera, con sopra una sfera più piccola, due orecchie, due mani, uno scivolo e un ascensore a forma di scarpone. Una passeggiata. Non aveva ancora 3 anni, ma ricordo che mi guardava fare la sua torta preoccupata e nello stesso tempo fiduciosa. Non è andata a dormire fino a che non l’ha vista finita. Mi ha detto: “mamma, è bellissima, sei la più brava del mondo a fare le torte!” (subdola ammaliatrice di mamme già a 3 anni).

Per i suoi 4 anni, voleva la torta di “Jake e i pirati dei caraibi”. Le ho detto “OK, allora stampiamo un bel disegno che ti piace sulla pasta di zucchero e poi lo mettiamo sulla torta!”. Ha risposto “no, voglio il galeone in 3D, con tutti i personaggi”. Ho detto “OK, allora la mamma fa il galeone di torta e poi ci mettiamo sopra i personaggi di plastica che usi per giocare!”. Ha risposto: “No, è il mio compleanno e VOGLIO MANGIARMI JAKE”.

Mi è andata meglio l’anno successivo, quando un’amica mi aveva chiesto per suo figlio la torta di Turbo (la lumaca) per lo stesso giorno della festa di Sofia. Lei ha visto il progetto e le è piaciuto, per cui ne ha ordinata una identica… Risultato: economie di scala, evviva!

Quell’anno avrei risparmiato del tempo se non avessi provato a fare dei cake pops a forma di Turbo, facilissimi da fare (secondo la signora del video su Youtube), ma risultati talmente osceni da finire diretti in pattumiera (o nella pancia di Sofia, l’unica che riusciva a vedere Turbo in quella colante massa di candy melts e torta sbriciolata).

Quest’anno è stata la volta dei Paw Patrol. Per chi non avesse un figlio tra i 3 e i 7 anni, i Paw Patrol sono una simpatica (adesso li odio, ma prima li trovavo simpatici) banda di cuccioli che, guidati da un ragazzino, Ryder, risolvono i problemi come una squadra di pronto intervento (credo più o meno una cosa così).

E voi direte “bene! che carini i cuccioli!”. Certo, carini. TUTTI E 6. Più Ryder. Più caschi, zainetti, simboli, stemmi, cappellini, loghi.

“Ok Sofia, scegli un cucciolo che te lo faccio e lo mettiamo sulla torta”.

“Mamma, ma io li voglio TUTTI, perché non so quale scegliere..”

“OK, allora stampiamo TUTTI i cuccioli sulla pasta di zucchero..”

“No, ma io li voglio da mangiare, e voglio anche Ryder”

“Amore, non faccio in tempo a farli tutti”

“ALLORA COMINCIA SUBITO”.

Lo so, mia figlia a volte fa un po’ la bulla, ma sa dosare molto bene il bastone e la carota e durante la preparazione mi ha riempito di complimenti e incoraggiamenti. Anche di baci bavosi, che, come dice lei, sono ancora più speciali.

Alla fine: l’accordo è stato raggiunto a 3 cuccioli più Ryder e il risultato è la torta nella foto.

foto 1

 

Alla signora dei gonfiabili che mi ha chiesto “da chi l’ha fatta fare?” ho risposto “l’ho fatta io, altrimenti non me la sarei potuta permettere” (10 ore di lavoro+materie prime..). Non so ancora i nomi di tutti i cuccioli. La nostra “au pair” li ha studiati tutti e li sa, ma non so se ha poi avuto il tempo di ripassare sociologia. Abbiamo ancora Ryder decapitato dal morso di un bambino in un piattino di plastica arancione vicino alla Nespresso. Aspetto a eliminarlo perché l’hanno scorso quando ho buttato Turbo di nascosto nella spazzatura poi Sofia ha pianto per due giorni e ancora me lo rinfaccia.

foto 2

Agli amici che si sono ribellati quando ho postato la foto di una crostata per fare gli auguri di mia figlia (del tipo: “no dai e dov’è la PDZ?”, “ma ti sei sprecata quest’anno”) vorrei dire che un giorno mi libererò dal cliché della “mamma cake designer” che fa la torta da sogno alla propria bambina e farò davvero solo una crostata. Sarà il giorno in cui una delle mie figlie mi dirà che la torta dei suoi sogni è una crostata 😉

Buoni settembre a tutti

Maia, Miss Torta Tortella