Ricominciare la scuola primaria

Ci siamo….un altro anno scolastico sta per cominciare, sembrava che l’estate non dovesse mai finire ed invece rieccoci, come ogni anno alle prese con emozioni contrastanti, timori vari, gioie e dolori che accompagnano ogni ripresa scolastica,di grandi e piccini.

Già, perchè non solo i bambini vivono questo passaggio con emozione, ma anche gli insegnanti che ogni volta hanno a che fare con bambini diversi, nuovi per chi prende le classi prime o cresciuti per chi riprende gli alunni dell’anno precedente.
In ogni caso è comunque un cambiamento notevole a cui non è sempre facile adattarsi, in particolare i primi giorni di scuola, quando ancora è tutto da organizzare, impostare, conoscere e farsi conoscere da questi piccoli uomini che dipendono da te e che vogliono solo essere rassicurati.

Si, ma….l’insegnante chi lo rassicura ?
Specialmente in questi ultimi anni, non si può dire certo che ci siano le condizioni ottimali per svolgere questo mestiere.

Ma lungi da me entrare nel merito delle scelte politiche sul mondo scolastico, vorrei invece porre l’attenzione sul vissuto emotivo degli insegnanti della scuola primaria in particolare.

In genere l’anno scolastico per noi insegnanti comincia il primo di settembre con la partecipazione al primo Collegio Docenti, in cui vengono illustrate le novità dell’anno in corso, che chissà come mai, non sono mai piacevoli e tanto per ridere un po’, di solito la frase con cui il preside apre il Collegio, dopo i consueti saluti, è sempre del tipo : “ questo sarà un anno difficile di transizione “ ….beh….lasciatemelo dire, è da circa vent’anni che si esordisce così….e ogni anno il corpo docente si chiede quando finirà questa transizione e soprattutto verso cosa ci sta portando….mah….misteri scolastici !

Ovviamente le reazioni dei vari insegnanti sono svariate: c’è chi rimane impassibile perchè ancora non ha realizzato che le vacanze sono finite, chi si fa prendere dalla rassegnazione perchè tanto si aspetta sempre il peggio, chi invece è già sull’ascia di guerra, pronto a combattere per qualsiasi cosa e chi come me lo scorso anno, sta in silenzio e osserva perchè è stato appena catapultato in una realtà nuova in cui non conosce ancora nessuno e l’unica certezza che ha è che “le cose saranno difficili”.

Cos’altro desiderare ? Niente, se non un gran senso dell’umorismo per affrontare al meglio questo poco incoraggiante scenario.
Si, di senso dell’umorismo ce ne vuole parecchio, soprattutto nei giorni dopo il Collegio, quando ci si ritrova nei vari team a cercare di organizzare le attività dei primi giorni e soprattutto l’orario degli insegnanti.

Vi assicuro che non c’è cosa più stressante e allo stesso tempo più esilarante dell’istituzione dell’orario di classe: all’improvviso bravi educatori e insegnanti capaci con alti valori, si trasformano in mostri senza alcuna moralità e pronti a sbranarsi fra loro per accaparrarsi l’orario migliore, evitando “buchi”, pause troppo lunghe, venerdì pomeriggio e le tanto odiate mense…..insomma ognuno con le proprie esigenze familiari e personali da conciliare con quelle educativo-didattiche…..una vera tragedia !

Comunque, per chissà quale sorta di magia, si riesce sempre a sopravvivere all’orario e dunque poi si entra nel vivo dell’organizzazione dei primi giorni di consueta “accoglienza” degli alunni.
In quel frangente si dà finalmente spazio alla creatività e si tirano fuori tutte le risorse e le qualità di ogni membro del team che si vede impegnato nella produzione di materiale per abbellire le aule e nell’organizzare le attività e i giochi del primo giorno.

Il primo giorno di scuola infatti, è una giornata particolare, in cui si accolgono i bambini accompagnati dai genitori che, a loro volta, vogliono essere rassicurati. Quel giorno tutte le insegnanti, in genere, si presentano al meglio delle loro possibilità: viso disteso e sorridente, capelli in ordine, abbigliamento carino e soprattutto tanta tanta gentilezza e pazienza…..si sa, l’apparenza è tutto, bisogna almeno salvare l’immagine. Non si direbbe mai che si tratta delle stesse insegnanti che alla fine dell’anno si ritrovano con facce tirate, esaurimenti nervosi e capelli in piedi stile “strega”….ah ah …..sembriamo quelle foto che si vedono del PRIMA e DOPO l’incidente !

Per fortuna ci sono i bambini….e quando poi si rimane da soli con loro in classe e ci si guarda negli occhi raccontandosi le avventure dell’estate, ci si ricorda il motivo per cui si è scelto di essere lì ed allora non dico certo che tutti i problemi svaniscono come per incanto, ma sicuramente passano in secondo piano e la meraviglia del mondo infantile, la freschezza e la semplicità dei loro volti, ti ricordano ogni giorno quanto sei fortunata a “crescere” insieme a loro !

EMILIA FRANCO