Riflessioni con la Polly

Facendo il gioco di Pollyanna, che poi ad un certo punto della tua vita scopri diventi obbligatorio fare, anche quest’anno mi sto regalando un autunno inatteso.

Per chi come me non è più abituato né ai cambi di stagione né alle mezze stagioni, né alle stagioni proprio a dirla tutta, è sempre uno stupore.

Le foglie marroni, l’odore del muschio, il cielo terso di tramontana. Emozioni enormi per i tipi crepuscolari come me.

Emozioni che, all’equatore, mi sono mancate. Ce ne sono state di diverse, tante.

Pollyanna e io camminiamo in queste strade alla ricerca di risposte e cose lasciate indietro, concentrandoci su noi stesse per non pensare ai non abbracci che ci separano dai Patati.

Essere lontani dai propri figli è forse la privazione più grande. Per quanto il rapporto che lega gli adulti della Tana dai loro omologhi bambini sia basato su una certa indipendenza, la non possibilità del contatto destabilizza un po’ tutto il nostro nucleo.

Al di sopra del Sahara, la vita scorre lenta nell’attesa di una soluzione ad un problema imprevisto che implica, tra l’altro, anche un po’ di dolore e paura.
Al di sotto del Sahara, la vita invece corre tra i soliti impegni, tutti sulle spalle di una sola persona.

Due vite parallele e diversissime, con in comune la percezione di un’assenza reciproca.

Ogni tanto penso a come, nonostante tutto, siamo fortunati.
Siamo fortunati per milioni di motivi, tra cui il principale è che ci amiamo e abbiamo ancora voglia di tenerci per mano e camminare insieme.
Siamo fortunati per milioni di motivi, alcuni dei quali l’Africa ce li ha messi in mano e davanti agli occhi con brutalità.
Siamo fortunati perché sappiamo che queste lontananze sono parentesi, e non è poco.
Siamo fortunati perché sì gli imprevisti, ma abbiamo il modo di affrontarli.

L’esperienza dello scorso anno ha arricchito il bagaglio delle nostre consapevolezze, indubbiamente. Quest’anno la lontananza è più dura da accettare perché più ragionata, ma allo stesso tempo fa meno paura perché in qualche modo è stata già esplorata.

In tutto questo benedico ogni giorno la tecnologia, chiedendomi atterrita come avrei fatto senza poter vedere, anche se attraverso uno schermo, i miei figli tutti i giorni.
Siamo fortunati, se ci riflettiamo un attimo non possiamo onestamente dire il contrario.

Pollyanna dice che ormai è orgogliosa di me.