Cosa scegliamo: l’albero dei ciucci o i gattini?

Mio figlio più piccolo compie 3 anni fra una settimana esatta. Era già da un pezzo che pensavamo di togliergli finalmente il ciuccio. Un po’ perché non si capiva niente quando parlava con il ciuccio in bocca e un po’ perché sembrava che ci si attaccasse sempre di più e oltre ad usarlo per fare la nanna stava diventando un rimedio ogni volta che si sentiva insicuro, spaventato, triste o stanco. Come molti genitori abbiamo comprato libri che parlano di bimbi che crescono e non hanno più bisogno del ciuccio, o che vanno in negozi dove i nuovi giocattoli si possono pagare soltanto “in ciucci”.

Da un lato abbiamo scelto di smettere anche per comodità nostra visto che ogni volta che ci dimenticavamo un ciuccio durante una gita o anche solo un giro al parco, spesso finiva con tanti pianti e poca pazienza.

Bisogna ammettere che per certi bimbi è un processo lungo e un po’ triste. Alla fine salutano il loro amico che gli è stato di conforto da lungo tempo. Bisogna quindi scegliere il momento giusto durante la loro crescita e sviluppo. Per esempio sembra che non sia molto opportuno cercare di togliere il ciuccio quando il bimbo ha 18 mesi perché in quel particolare momento il periodo di sviluppo è molto sensibile. Se non si riesce a togliere il ciuccio prima dei 18 mesi sembra che sia meglio lasciarlo fino circa ai tre anni prima di fare un altro tentativo, almeno così suggeriscono certi pediatri svedesi. A quel punto il bimbo in questione è grande abbastanza per capire che è cresciuto e per accettare questo distacco più facilmente.

Quindi ora che Davidino si stava avvicinando ai 3 anni abbiamo deciso, con qualche spinta anche da parte dell’asilo, di mettere fine a questa storia. Bisognava però scegliere il metodo di “allontanamento”.

Nella mia Svezia avevo conosciuto diversi modi per liberarsi del ciuccio:

Ad esempio in molte grandi città svedesi esistono gli alberi di ciucci “nappträd”. Sono alberi normalissimi ma coperti di ciucci coloratissimi con disegni e scritte attaccate. Li si usa scrivere il nome del bimbo insieme alla data in cui il ciuccio viene appeso all’albero. Spesso i bimbi vedendo tanti ciucci appesi possono prepararsi gradatamente per la separazione visitando il parco e vedendo altri bimbi appendere i loro ciucci, oppure farlo insieme agli amichetti. Alcuni di questi alberi sono finiti addirittura in esposizione nei musei.

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Un altro rituale molto conosciuto in Svezia è di lasciare il ciuccio a Skansen, il grande parco naturale di Stoccolma. Questo rituale ha avuto inizio negli anni 70 nella zona del parco chiamata Lillskansen, cioè lo Skansen dei piccoli. Spesso succedeva che i bambini mentre guardavano i gattini si appoggiavano ad un parapetto e i ciucci per sbaglio gli cadevano dentro il “giardino” dei gattini del parco. Il personale del parco allora raccoglieva questi ciucci per farne giocattoli per i gattini e da lì è partita una bella tradizione dove i bambini vengono apposta per lasciare i loro ciucci ai gattini.

Nel caso di Davidino abbiamo preso un pò spunto da questi metodi. Abbiamo raccolto tutti i ciucci della casa e li abbiamo portati alla sezione dei piccoli del suo asilo nido per regalarli ai bambini ancora più piccoli di lui. In questo caso è stata stupenda la sua maestra che lo ha incoraggiato molto durante questo evento. La crisi di astinenza da ciuccio è passata in fretta – evidentemente era pronto – e dopo solo 4 giorni posso dire che finalmente possiamo partire per le vacanze senza il terrore di dimenticare il ciuccio a casa!

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