Scuola e genitori: cosa è cambiato?

Com’è cambiato il rapporto tra scuola e genitori nel tempo? Ce lo racconta la nostra Insta Nonna da entrambi i punti di vista: come madre ed ex insegnante.

“Vorrei avere una classe di orfani!”

Così ho esordito anni fa, rientrando in aula dopo l’ora di ricevimento genitori e, alle facce sbigottite dei miei alunni, ho spiegato che avevo avuto l’ennesima riprova che con loro ero sempre riuscita a capirli e a farmi capire, con i loro genitori no!

L’ ultima “chicca” che avevo sentito quella mattina era stata una mamma che asseriva che il figlio non meritasse il giudizio mediocre dato al suo pargolo, che era presente, perché il ragazzo studiava diligentemente tutti i giorni; per fortuna, il figlio l’ha guardata bene in faccia e le ha detto: “A ma’, ma che stai a di?”

Forse anche molti miei colleghi di oggi vorrebbero la stessa cosa!

Quando ero alunna anch’io, le cose andavano molto diversamente: si andava a scuola per IMPARARE e si aveva il massimo rispetto non solo per gli insegnanti ma per la scuola stessa.
Anche il comportamento dei nostri genitori differiva da quello attuale: regolarmente presenti (almeno le mamme) ai colloqui con gli insegnanti ma, oltre ad informarsi sul nostro andamento scolastico, chiedevano sempre quale fosse il nostro comportamento. Ultimamente, invece, mi è capitato di sentire un papà quasi vantarsi del 7 in condotta del figlio, come se avesse fatto qualcosa di speciale!

Quello che trovo notevolmente cambiato è l’atteggiamento dei genitori: quando noi prendevamo un brutto voto la “colpa” era sicuramente la nostra, oggi, invece, sono gli insegnanti che non hanno capito niente, che non hanno saputo comprendere appieno le problematiche del ragazzo!

Ricordo che mia madre tutti i pomeriggi mi chiedeva regolarmente: “hai fatto i compiti? Hai studiato?

Lei aveva fatto soltanto le elementari, però ci teneva moltissimo alla mia istruzione e alla mia cultura: a casa mia c’era solo l’indispensabile ma i libri non mancavano mai, anche se presi in prestito alla biblioteca!

Nei confronti di Francesca sono stata sì presente ma senza mai diventare assillante, anche perché ha sempre adorato andare a scuola ed ha avuto ottimi insegnanti, quindi ho preferito seguirla senza intromettermi. Andavo ai ricevimenti, seguivo il suo percorso ma rimanendo abbastanza in disparte, a meno di cose che necessitassero del mio intervento (cosa in realtà mai accaduta, ad essere onesta).

Ciò che ha notevolmente cambiato i rapporti fra scuola e genitori sono stati i mass-media e i social, perché in qualche modo sono riusciti, coscientemente e non, a stravolgere i valori in cui, almeno noi, abbiamo sempre creduto.

Siamo passati dall’ESSERE all’APPARIRE, al raggiungimento immediato degli obiettivi senza passare per tutto quello che è indispensabile per tale raggiungimento.

Quando si vuole arrivare alla vetta, occorre fare un piano di percorso che preveda una preparazione adeguata, tanto impegno e tanta fatica per raggiungerla: se si parte senza queste ci si ferma al primo ostacolo e, se per farlo si ricorre a strategie illusorie, si finisce per fallire.

Molti genitori, e ne ho conosciuti parecchi, hanno insegnato ai figli che tutto si può ottenere in un modo o nell’altro, perché tanto mamma e papà si sarebbero sempre schierati a loro favore, anche nel torto e allora arriviamo agli estremi come nel caso della mamma di un liceale che ha letteralmente aggredito la professoressa che si era “permessa” di sequestrare il cellulare al figlio che stava chattando con gli amici durante l’ora di lezione. E poi ci si lamenta se vengono chiamati “bamboccioni”!!!

Siamo arrivati al punto che non si chiede più ai propri figli se hanno meritato una certa punizione o no, i genitori spesso intervengono e basta: quando cresceranno questi ragazzi? Quando cominceranno a prendersi le responsabilità di tutto quello che fanno?

Purtroppo oggi la scuola italiana, oltre ad aver abbassato ai livelli minimi il grado di istruzione e di cultura, non ha svolto il suo compito principale, che è quello non solo di istruire, ma soprattutto di insegnare ai ragazzi a raggiungere la propria autonomia, a ragionare con la propria testa e a fare scelte proprie, non condizionate da altri, siano essi gli adulti con cui sono più a contatto che i social.

I nostri ragazzi, secondo un recentissimo e altrettanto autorevole studio sul loro comportamento, risultano estremamente ansiosi e dipendenti, in modo quasi patologico, da internet: ho ascoltato alcune interviste e la maggior parte ha ammesso di sentirsi fisicamente male se non hanno la connessione; il 57% passa circa 6 ore al computer (o ipad o cellulare), vale a dire il pomeriggio e parte della sera.

Ritengo che questo fenomeno sia piuttosto preoccupante, soprattutto perché mostra lo scarso interesse dei genitori nei confronti del problema.

Forse potrebbe essere più opportuno occuparsi di come stanno diventando i propri figli anziché correre in soccorso dei poverini angariati da quelle persone che fanno o, a questo punto, cercano di fare il loro dovere…anche se, devo riconoscere che è molto più semplice e senza responsabilità!

Troppo spesso ci dimentichiamo che educare i figli è compito precipuo dei genitori, non solo della scuola.

Non me ne vogliate, ma sono stata sia madre che insegnante e certe cose mi danno ancora fastidio e amarezza!

Ciao a tutte!