Sei forte papà!

E come cantava Gianni Morandi…. “Sei forte Papá…”

Un paio di mesi fa’ ho scoperto chi è mio padre, sapevo chi fosse e ci ho anche convissuto fino a 25 anni ma qualche mese fa, dopo 39 anni, ho visto l’anima di mio padre a nudo e ho confermato a me stessa chi fosse e sará sempre la mia fonte d’ispirazione. Senza entrare nei dettagli, perchè per quanto sia un momento bellissimo e anche mio è, senza ombra di dubbio, un momento soprattuto suo che non posso rivelare, posso dire che ho capito tante cose, ho rivissuto un flash back di tutti quei brutti momenti che non erano nostri ma imposti da situazioni esterne scomode, difficili, ostiche. E, soprattutto, ho capito il nostro rapporto.

La vita è tutta così: è fatta di un tran tran quotidiano irrefrenabile (ci hanno convinti di questo, ci hanno portato a questo) in cui all’improvviso situazioni irrrompenti, cruente e/o dolorose ti svegliano a schiaffi e, altrettanto all’improvviso, con uno sguardo, con poche parole con una carezza fisica e non, ti scuotono dal torpore della routine e ti rimettono in piedi nella giusta direzione.

Per giusta direzione intendo quella che ci hanno insegnato quando da piccoli ci hanno trasmesso quali valori fossero piú importanti, quando ci hanno sgridato per farci capire dove fosse l’errore, quando ci hanno rialzato perché colpiti da un dolore ed eravamo atterrati dall’ingiustizia.

Mio padre non si è mai seduto con me per dirmi cosa fosse giusto o sbagliato ma con il suo lavoro, la sua lotta quotidiana, la sua assenza giustificata, il suo costruire libreria su libreria per riporre le migliaia di libri che tappezzano di cultura tutte le pareti di casa mia, mi ha trasmesso i valori che oggi sono alla base del mio esistere in questo mondo.

Per questo credo che i nostri eroi siano loro, devono essere loro, i nostri genitori. La “veritá” viene da loro, dalle loro parole, dai loro gesti, dalle loro azioni con noi e nel quotidiano. Cosí allora, oggi, i loro eroi siamo noi, la “veritá” gliela diamo noi con le nostre parole, gesti, azioni…

Molto è cambiato nel nostro salto generazionale, ma noi genitori saremo sempre il pilastro della vita dei nostri figli e ne dobbiamo essere coscenti in ogni momento.

È quando sono in macchina a sbraitare per un semaforo rosso o un conducente troppo lento e vedo mia figlia osservarmi attentamente dal riflesso dello specchietto, che mi rendo conto che basta poco per dare un segnale sbagliato, un comportamento sconveniente da imitare. Forse, questa puó sembrare un’esagerazione, ma non sappiamo mai in quali piccole cose stiamo dando insegnamento, molto di piú che in sedute psicoterapeutiche in cui ci guardiamo negli occhi con loro e cerchiamo di trasmettergli “il vero senso della vita”.

Insegnare la tolleranza è praticarla, insegnare la pazienza è viverla, insegnare l’impegno è trasmetterlo.

I nostri figli da noi si aspettano poco piú che mezz’ora al giorno di dedizione, un aquilone in cielo al mare d’inverno, una domenica a raccogliere more o castagne, un bel racconto prima di dormire, un disegno strambo da colorare. Sono totalmente incoscenti di quello che assorbono mentre siamo con loro, loro non chiedono nulla, cosí come non chiesero di venire al mondo.

Loro amano, sentono, si pregnano di noi, del nostro fare e dire e sono il nostro riflesso; sapppiatelo, non c’entra la genetica.

Ancora adolescente conobbi una famiglia i cui figli erano adottati, io non lo sapevo e feci un’osservzione rispetto a quanto madre e figlia si somigliassero, sul momento risero e poche ore dopo, in disparte, la mamma mi raccontó dell’adozione. Continuo a pensare che si assomiglino, nei gesti, nella voce, nei movimenti.

Ció nonostante, come sapete, vivo lontana dalla mia famiglia d’origine nella ferma convinzione che qualcosa manca nella vita di mia figlia: il contatto quotidiano con i suoi nonni.

Oggi, quel padre le cui attenzioni non mi sono mancate perché, como sostengo, attraverso i suoi gesti, le sue azioni, il suo lavoro, mi è sempre stato vicino, è diventato un nonno eccezionale che ora dispone di un tempo preziosissimo da poter dedicare a sua nipote e il mio rammarico è di non riuscire a poter fare di piú per far sì che questo tempo non venga sprecato.

Seppur creda fermamente che siamo noi genitori il piú importante tassello di congiunzione tra i nostri figli e il mondo, credo altresí fermamente che l’esperienza e la profonditá della conoscenza dei nonni sia stata svuotata e svalutata negli anni nell’estrema preoccupazione del futuro e nell’oblio irrispettoso del passato. Che, alla fine, quasi tutto ha visto e quasi tutto insegna.

E.B.F.