Si fa presto a dire MUMPRENEURS!

Le mamme stanno cambiando, questo è certo. Stanno scoprendo che ci si può reinventare senza per forza rinunciare a fare le Mamme.
Diventando mamme-imprenditrici, tante di loro propongono un nuovo modello, allontanandosi dalla mera imitazione di quello maschile, ma anche di quello della donna in carriera che deve rinunciare a essere mamma perché questo la frenerebbe nella sua “scalata al successo”. Al contrario, le mamme-imprenditrici riscoprono e valorizzano la ricchezza che deriva proprio dall’essere mamma: essere così collegate alla vita, al dare la vita, è una condizione che, se vissuta in modo consapevole, può portare a una grande esplosione di creatività.
Qualche giorno fa il New York Times ha pubblicato un articolo che parla proprio della spinta economica che sta dando al sistema questa particolare categoria di imprenditori: le mumpreneurs. Beh, non a caso hanno addirittura coniato un termine per definire questa nuova specie umana: donna, con una prole di cui si occupa direttamente e tante idee da realizzare. Come dire… metà mamma e metà imprenditrice insomma. O imprenditrice pur continuando a fare la mamma. Al di là delle definizioni più o meno azzeccate, il punto è che, laddove le politiche di conciliazione figli-lavoro fanno acqua da tutte le parti (soprattutto in italia), le mumpreneurs si fanno promotrici di un nuovo modo di lavorare.
Bello. L’armata delle mamme imprenditrici, con i propri cuccioli sottobraccio, che sfidano la crisi e chi ha deciso di tagliarle fuori dal mercato perché “o fai la mamma, o fai carriera”. E invece loro nel mercato ci si ributtano di testa, contribuiscono ad alzare addirittura il PIL, sono iperattive, ipercreative, programmano, organizzano, creano cose meravigliose con le loro mani e i loro cervelli. Allattano, preparano complicati business plan, cucinano, si presentano super professionali con le loro slide di Power Point e un cucciolo nel marsupio, e vanno agli appuntamenti di lavoro armate di ventiquattrore e passeggino. E guai a chi tenta di fermarle. O di giudicarle.
Ma cosa significa, nel quotidiano, essere una mumpreneur?
Noi, mamme che abbiamo deciso di diventare anche imprenditrici (prima di tutto di noi stesse), abbiamo raccolto alcune “situazioni”, un po’ aneddotiche, un po’ autoironiche, tipiche delle mumpreneur.

Avremmo potuto scriverne 100, ma per pietà dei/delle poveri/e lettori/trici, ne abbiamo selezionate 10.

1. Il ritmo di lavoro proprio non te l’aspettavi sarebbe stato così frenetico…il tuo capo (cioè tu) è il più inflessibile e severo di tutti quelli che hai avuto in precedenza. E le giornate off te le conced(i) davvero con il contagocce!
2. Visto che di giorno fai (anche) la mamma, la sera diventa momento privilegiato di lavoro. Non a caso le mail che arrivano alle due di notte è molto probabile che siano proprio di una…mumpreneur!
3. Schema-Multitasking tipico della Mumpreneur: con una mano telefona ai fornitori, manda mail di lavoro, prepara bozze grafiche per la pubblicità della sua attività, con l’altra culla, allatta e cambia pannolini.
4. Hai ben 2 commercialisti…e 0 baby-sitter!
5. Ti guardano come una strana e anomala specie animale quando capita che agli appuntamenti di lavoro piazzi un walkie talkie sulla scrivania per sentire se i tuoi bimbi, dal divano della sala d’attesa, hanno bisogno di qualcosa.
6. Nelle situazioni tipo del punto 5 di solito non fai caso a quegli sguardi, sei troppo intenta a pensare quanto poco ti manca la vita di ufficio, con la rigidità di orari, scadenze, decisioni che sentivi così lontane da te… rallegrandoti di quanto sia migliorata la tua qualità di vita nell’aver sostituito il tempo dei pettegolezzi/cattiverie/ripicche/frustrazioni/incazzature tra e verso colleghi e superiori, in tempo passato a leggere storie illustrate con i tuoi figli.
7. I tuoi figli, oltre ad essere tuoi figli, diventano anche i tuoi consulenti di fiducia, tanto sinceri quanto spietati (“mamma, ti prego, non comprare più quelle tortine schifosissimissime….!” ….Di solito questo è il momento in cui ti viene da piangere. Non demordere, forse devi solo rivedere la ricetta dei tuoi plumcake sani-integrali-macrobiotici per bimbi che avevi deciso di lanciare sul mercato…)
8. A volte arrivi a sorprenderti del fatto che la soglia di pensieri che riesci a formulare contemporaneamente si sia alzata a livello di guinness dei primati.
9. Ti fanno spesso i complimenti per essere così brava nel tuo “hobby”…e altrettanto spesso rimangono interdetti nel constatare che il complimento non l’hai stato affatto apprezzato. Anzi. Hai cercato di azzannarli al collo.
10. Ogni tanto sei vittima di un black out e spaesamento generale. (“…ma, ma…che giorno è? Che anno è?…chi sono io…? “).
Mantieni la calma, di solito nel giro di qualche ora passa.
Respira a fondo e pensa che sei ufficialmente entrata nella lista di donne che spingono il Pil sempre più in alto.