Si fa presto a dire “vacanze”!

Organizzare le vacanze per sei persone non è uno scherzo, soprattutto pensando alla quantità di bagagli che servono: quando poi invece di andare in un albergo serviti e riveriti, magari con una bella formula all-inclusive, si preferiscono bungalow ed appartamenti, allora la frittata è fatta.

Lavare, cucinare, pulire, poi di nuovo pulire, cucinare, lavare, e arrivi a sera che conti i giorni che ti separano alla fine della prigionia; per fortuna, nella tua grande lungimiranza, hai scelto un campeggio con piscina, e dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 i tre grandi sono sistemati: abbiamo  speso in una settimana talmente tanti soldi in gelati, patatine e gettoni per il calcino che alla fine le bariste ci chiamavano per nome.

Il babbo, che fesso non è, nella settimana è tornato al lavoro, e quando la sera ci sentiamo percepisco nella sua voce un gran dispiacere di non essere lì con noi (“ciao! devo attaccare alla svelta perché in questa settimana devo superare il record mondiale di ore giocate alla PS4! divertitevi!”); gli altri bambini, al nostro confronto, sembrano statue di gesso: sono silenziosi, ubbidienti, ragionevoli, noi invece sembriamo una tifoseria multicolore e casinista, simpatici per carità, ma dopo dieci minuti vorresti che andassero a festeggiare da un’altra parte.

Per fortuna una settimana passa presto, e la domenica mattina siamo già pronti per ripartire verso casa, stanchi ma felici (dopo questa vacanza la mamma ha preso la pupa piccola, è salita sul treno ed è andata tre giorni a trovare un’amica – i suoi unici preziosi tre giorni di vera vacanza)

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