Il segreto del matrimonio perfetto: si può dire sesso?

Il segreto per far durare un matrimonio non è dormire abbracciati e pucci pucci miao miao, ma fare del sesso come si deve, si può dire?

Sai quando ti dicono che l’unico collante del matrimonio è il parlare, la voglia di stare insieme e picci picci e pucci pucci e blablablà?
Ecco no, diciamolo (si potrà dire su Instamamme? Mi cacceranno dai collaboratori? Sarò crocifissa pubblicamente da qualche parte?): quelle cose sono importanti ma ce n’è un’altra di cui non si parla mai, o al contrario se ne parla troppo… il sesso.

Se da una parte, infatti, trovi l’amica che te la mena sul fatto che se non sei curata/depilata/coordinata e anche un filo porca tuo marito ha le sacrosante attenuanti per sfogarsi altrove, dall’altra in genere ti capita quella che oddionotrombarenonsidice e la poesia del passare tutta la notte abbracciati che è belliiiiiiiissimo lo stesso (e quando la Estro cita Elio c’è sempre un perché).

Quindi mentre pensi al tuo pigiama a unicorni rosa felpato che secondo alcune potrebbe trasformare tuo marito in un traditore, pensi anche che non è detto tu per questo debba rassegnarti a notti contemplative.
Pare infatti che in mezzo alle due posizioni ci sia… il nulla.
Cioè nulla un piffero: in mezzo c’è la tua normalità fatta di alti e bassi e di periodi di cavalcata delle valchirie alternati a periodi di vacche magre, e ti scoccia giusto un po’ che esista ancora il tabù dell’ammettere che un buon rapporto (che sia ufficializzato o meno) si basi anche, e in percentuale rilevante, sul sesso.

Ma non sulla meccanica, che alla fine è un mero gioco di incastri. Diciamo che quello che fa la differenza è il come lo si vive: se lo si scodella nel piatto come una minestra riscaldata difficilmente darà grandi soddisfazioni… se invece si trova la voglia di trovare ricette e sapori sempre nuovi allora è tutta un’altra storia.

Non fraintendete: non sto parlando (necessariamente) di coadiuvanti e giochini particolari, quanto di complicità e voglia di scoprirsi e parlarsi col corpo in un linguaggio assolutamente non verbale e soprattutto fresco e non banale.

Il primo tabù è proprio… parlarne. Soprattutto con il proprio compagno, ma anche con gli amici… c’è anche qualche temeraria che lo fa con la mamma (piuttosto credo che mi chiuderei in convento, ma vabbè) ma è importante parlarne, anche solo per riderci su e sdrammatizzare ogni cosa. vederlo come un gioco porta a viverlo con leggerezza, come l’aspetto importante della vita che è!

Il secondo tabù è quello della propria immagine corporea. Un buon sesso è quello in cui non sei concentrato sulla tua esteriorità: se passi tutto il tempo a immaginarti e a sentirti ridicola per i tuoi difetti o per la posizione che mette in risalto problemi di gravità… sai che divertimento!

Insomma tra il pigiama di flanella e il completino trasparente, trovate la vostra strada e seguitela… l’importante è camminare 😉
Poi se non mi tagliano la rubrica, magari parliamo anche del sesso da genitori…