Mamma! Signora diventerà mamma! – Scherza vero?!?

Mamma a modo mio, nata da assenza di istinto materno, non saprei esserlo diversamente.

Credo di aver messo un po’ di ‘check’ nella mia vita.

Avete presente quelle liste delle mille e più cose da fare prima di morire?!? Ci hanno costruito anche la trama di un film molto carino: Non è mai troppo tardi con un cast d’eccezione composto da Jack Nicholson e Morgan Freeman.

Di alcune di queste esperienze della mia personale Bucket List, forse potevo farne sicuramente a meno, diciamo che proprio non è che le desiderassi, ma la vita non sempre ti chiede il permesso.

E se mi guardo indietro è il totale che fa la somma e io sono sicuramente il risultato del mio passato: scelte giuste e sbagliate comprese.

Diventare mamma è stata l’esperienza più inaspettata, incasinata, difficile, dolce e completa della mia vita. Un lungo e lento navigare a vista, mediando tra edotti consigli anche non richiesti e personali ‘slanci di pancia’. Ed è un continuo divenire e a credo proprio che il meglio debba ancora venire.

Giusto ultimamente parlando con diverse persone mi sono chiesta se fosse presente in me il desiderio di avere un altro figlio.

Al momento ne conto uno, e ne sono sicura (dato che la madre è sempre certa), di sei anni.

Le scarpe rosa

Finché sei in coppia la domanda più gettonata è: “Quando fate il secondo? Il primo vi è venuto così bene!!”

E poi le amiche il secondo lo fanno, e fanno anche il terzo. Intanto tu vivi, una vita diversa, le cose si complicano. E tu comunque un figlio ce l’hai, qualcuno ti definirebbe arrivata. Insoddisfatta e sempre alla ricerca come sono io, non credo che mi sentirei “arrivata” mai. Della serie “ci riposiamo solo dopo morti”. Almeno riesci ad evitare gli sguardi di compatimento che alcune amiche in dirittura dei quaranta senza figli invece ricevono.

Ma è davvero solo colpa di quello se non penso a un secondo figlio? “E un fratellino a Massimo non lo fai?” E’ solo perché la mia vita è più complicata?

Così nei miei pensieri sono tornata indietro di sei anni e anche un po’ di più. Dove stava il mio istinto materno allora?

Non c’era. Ne sono sicura. Morto, ko, kaput, o forse mai nato.

Facendo un esame di coscienza nudo e crudo non credo di aver mai avuto quel desiderio di maternità. Che bestialità avrò mai detto?! Ebbene sì! Eppure adesso non saprei proprio immaginare la mia vita senza di lui, senza i suoi occhi, senza i suoi abbracci, senza la sua vocina dalle uscite argute, anche quando è fastidiosa o ripetitiva.

“Ti prego dagli retta che se no non la smette!” Qualcuno mi diceva sempre e un po’ me lo dice ancora.

Ma questo istinto materno, questo desiderio forte di aiutare a crescere una persona, di accompagnarla a muovere i primi passi nel mondo vero, al momento, si esaurisce qui: one is enough.

O forse…credo che potrei riconsiderare l’idea se le mie giornate frenetiche si mescolassero con quelle di un uomo con un forte desiderio di paternità. Un uomo con il quale portare avanti un progetto d’amore. Così l’ho spiegato a mio figlio quando mi chiede come mai non ha un fratellino o una sorellina. E vi assicuro che nella sua testolina poi partono mille congetture su eventuali fidanzati, su spostamenti, questioni logistiche, gestione avanzata del ménage familiare.

Così l’ho spiegato a me.

Così l’ho spiegato a chi ancora me lo chiede. Perché comunque se è venuto bene, 50% per cento è merito mio. Una buona base potrei metterla comunque e quindi me lo chiedono ancora.

Noi due

So di essere stata molto fortunata: mio figlio è un cuor contento, estremamente curioso, molto sensibile e vivace.

E’ relativamente facile essere la sua mamma o forse è lui che me lo lascia credere.

Sono mamma a modo mio, nata da assenza di istinto materno, non saprei esserlo diversamente. Ancora non ho capito se sono una buona madre. So di essere piena di difetti, so che a volte mi assale la mia buona dose di sensi di colpa. So che ci sono giorni, rari, in cui sono pervasa dalla paura del nuovo millennio di non far abbastanza e di non riuscire a far tutto. Ma a Roma hanno la parola giusta per tutto questo… sticaxxi… (Ah non si dice?! Opsss…)

Quello che so è che cerco sempre di dare del mio meglio, commisurato alle mie forze e al mio essere. Che cerco di essere serena io e di trasmettere serenità a mio figlio.

Quello che so è che Massimo pensa che ‘La mia mamma è: volersi bene!!’ E per me ora è ciò che conta.

Mamma e figlio