Un sogno divenuto realtà!

Mia figlia, dall’età di 5 anni, ha messo via tutti i soldini ricevuti (dalla monetina della fatina del dentino a quelli dei nonni) dicendo: ” Con questi riusciremo ad andare a Disneyland!”.
Mio figlio,al solo nominare Disneyland, mi diceva che lui non ci sarebbe potuto venire perchè avrebbe dovuto lavorare!
Di fronte a questi due atteggiamenti abbiamo deciso di aspettare che Andrea fosse stato un po’ più grande per potersi godere il viaggio e alla fine, intorno a marzo di quest’anno, abbiamo prenotato.
Non abbiamo detto nulla ai bimbi fino alla mattina della partenza e vi giuro non so come ho fatto a tenere un segreto del genere per dei mesi!! Però ce l’ho fatta e non vi dico la gioia di Bea quando ha capito che non stavamo scherzando, che di lì a un paio d’ore avrebbe preso il suo primo aereo per andare nel posto che più sognava di vedere da tempo! Dodo dal canto suo ha accettao con gioia la notizia anche se durante il viaggio è stato elettrico e intrattabile…
Ed eccoci in Francia e poi al nostro albergo e poi alla prima visita di una parte del parco. Sì perchè in realtà Disneyland Paris è composto da tre aree diverse. Il parco Dsneyland, quello più noto con il famoso castello della Bella Addormantata; i Disney Studios, incentrato sulla parte cinematografica; il Disney Village, dove si trovano ristoranti e negozi (tra cui un giganetsco Disney Store).
I Disney Studios hanno attrazioni di vario genere: ci sono quelle dedicate ai bimbi (con Cars e Toy Story e gli spettacoli di Lilo e Stitch e Topolino &Co.) e quelle per i più grandi (tra cui l’attrazione di Armageddon e quella di Nemo). In realtà Bea e Dodo non sono saliti su nessuna di queste. Però ad entrambi sono piaciute un sacco le ambientazioni dei vari supereroi (Avengers, Spider Man e Iron Man in particolare) trovate in ristoranti e negozi. Si sono divertiti un sacco anche allo spettacolo Stitch Live, dove il simpatico personaggio parla al pubblico e interagisce con lui. Nonostante fosse in inglese i bambini si sono divertiti un sacco!
La giornata più bella però è stata quella tutta dedicata al parco Disneyland. Per l’occasione Beatrice ha deciso di utilizzare tutto il suo fondo nonni (una mancia che i miei le hanno dato prima della partenza) per realizzare un altro sogno: girare per quel mondo magico vestita da principessa. E non una qualsiasi, bensì una delle sue preferite: Elsa, la regina delle nevi di Frozen! Nonostante un mio inziale tentennamento, alla fine ho acconsentito all’acquisto, pensando che forse una cosa del genere non le ricapiterà facilmente. E comunque appena ho visto la luce nei suoi occhi appena indossato il vestito ho capitolato, invidiandola pure un pochino!
All’ingresso abbiamo preso in affito un passeggino per tutto il giorno, passeggino molto solido che porta fino a 75 kg di peso per cui in alcuni momenti anche Bea ci si è accomodata.
Abbiamo ammirato il castello rosa e azzurro da Main Street USA, ovvero la strada di ingresso al parco. Negozi (quelli non mancano mai!), locali, un tram trainato da un cavallo bianco e un gazebo fiorito, tutto caratterizzata da uno stile americano di inizio ‘900. Altoparlanti ai lati della strada diffondono le musiche disneyane creando un’atmosfera magica, di totale distacco dal mondo esterno. Inoltre un piccolo spettacolo in stile Mary Poppins era stato allestito per la festa della primavera.
Il resto del parco è costituito da 4 zone dai nomi evocativi: Fantasyland, Adventureland, Frontierland e Discoveyland. La mia principessa ha rivolto subito la sua attenzione alla prima, dove si trovano le attrazioni dedicate ai classici Disney (dal Labirinto di Alice al viaggio sui tetti di Londra di Peter Pan) e alle Principesse. Inoltre abbiamo incontrato Mickey Mouse, fatto più di una volta il giro sulla barchetta di It’s A Small World (in assoluto l’attrazione preferita da Dodo, esaltato dalla presenza di tante bandiere), dove i bambini di tutto il Mondo, nei loro costumi tradizionali e in ambiantazioni ad hoc, ballano e cantano un allegro motivetto.
A Discoveryland invece siamo andati nell’attrazione di Buzz Lightyear, dove su una navicella, bisognava colpire con una pistola laser dei bersagli mobili di Zurg (e qui sfida aperta tra mamma e papà per il punteggio! Lasciamo perdere il risultato…).
Un’altra attrazione molto divertente è stata quella dei Pirati dei Caraibi (che in realtà è nata prima del film che ha ispirato), forse un po’ buia ma con un paio di salite e discese inaspettate (non esattamente gradite da Andrea!).
L’impavido papà è salito anche sulle montagne russe di Indiana Jones, corredate da giro della morte! Io anche no!!
Nel tardo pomeriggio poi abbiamo assistito alla parata di tutti i personaggi dei film più famosi, con le principesse e i loro principi in carrozza, grossi carri decorati a tema e ballerini per la strada. Ai bimbi è piaciuta davvero tanto!
In tanti mi hanno chiesto se mi sono divertita e come prima risposta non posso che dire “tanto!”, Certo, con gli occhi dell’adulto (che nonostante tutto sono, me ne devo fare una ragione!) con le sue code per quasi tutte le attrazioni e per l’aspetto economico non di poco conto, il parco assume i contorni di un’immensa macchina risucchia soldi ed energie. Ma poi ripenso a noi quattro, alle risate, alla sensazione dell’essere in una fiaba, allo sguardo dei miei figli che non sanno ancora distinguere pienamente tra illusione e realtà. E il viaggio che abbiamo fatto torna ad essere una parentesi magica che abbiamo vissuto con gioia e spensieratezza. Il proposito è quello di tornare, magari tra qualche anno per poter sfruttare meglio le attrazioni più “da grandi” e certamente con una visita alla vicina Parigi.

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