Stato interessante

Quando sei incinta ed inizia a essere evidente, tu smetti improvvisamente di essere persona per il prossimo e diventi ufficialmente Pancia che Cammina.
Qualsiasi discorso verte sulla tua pancia, sulle sue dimensioni, sulla forma, sulla posizione. Chi ti conosce non ti chiede più come stai bensì come sta la tua pancia e si mette a studiare quanto è cresciuta dal giorno prima o, peggio, quanto sia più grossa rispetto alla precedente gravidanza (sigh).
Ovviamente se si parla con una donna multipara non si possono evitare di affrontare temi quali com’era la SUA pancia, come fosse alta, tonda o piccola e bassa, ripetuti almeno una volta a trimestre.
Il meglio arriva da chi non si conosce, che ti ferma per strada, al parco, al centro commerciale con il fare che nemmeno la tua migliore amica dopo un mese che non ti vede.
Ecco una carrellata delle più comuni domande che mi capitano da emeriti sconosciuti:
– Ah, è un maschio vero?
– Vuole una sedia?
– Siamo alla fine eh? Quanto manca?
– Bella panciona eh? Anche mia figlia aspetta, sa?
– Sa(i) già cos’è? Eh, lo volevo dire io, si vede proprio
– Al ristorante: la verdura è tutta cotta, non si preoccupi. (E chi si preoccupa, sono immune dalla toxoplasmosi)
– Al ritorante: vuole del prosciutto cotto? (vedi sopra)
– L’immancabile “Auguroni” che conclude qualsiasi conversazione e transizione commerciale.

gravidanzaD’altronde se si chiama “stato interessante” probabilmente è per questo, almeno, questa è la mia teoria.

Grazie a Dio, la salute mi consente di lavorare e per lavoro mi trovo spesso a girare per Ospedali.
Ecco, in Ospedale farsi considerare una lavoratrice è impossibile: già devo sempre spiegare che non sono lì per farmi visitare e vi risparmio i siparietti comici che si vengono a creare, quando vengo annunciata non sono più la Dottoressa x ma divento “una ragazza incinta”. (Devo ammettere che però su questa cosa ci marcio un po’perché mi apre le porte alla velocità della luce, tanto che sto pensando di adottare un cuscino sulla pancia anche per il futuro)
Le conversazioni con i medici, specie se donne, si spostano subito sulla mia e sulle loro maternità e il rapporto professionale sfuma come il vino sull’arrosto in men che non si dica. Poi ci sono quelli che invece devono fare i medici fino in fondo che allora mi dicono anzi mi ordinano di riposarmi, di stare a casa e di non fare sforzi. Ero qui per parlare di altro, ma pazienza.

A dire tutta la verità esiste un posto in cui la mia pancia improvvisamente sparisce, nessuno la nota più, smaterializzata, kaput, evaporata: questo posto magico è la coda alla cassa (prioritaria) del supermercato. La gente guarda ovunque, tendenzialmente in alto, e la mia pancia proprio non la vede. Se una cassiera la fa notare ovviamente cadono dalle nuvole ma più spesso la loro obiezione è: non mi ero reso conto di essere nella cassa prioritaria. Ma tu guarda, eppure guardavi in alto…

P.S. Davvero in un Paese civile ci deve essere una cassa prioritaria per dare precedenza a gestanti e, ancora peggio, a Portatori di Handicap? Così pare.

Ombrosa