I foodblogger del mese di ottobre: @latavernadegliarna

Come ogni mese vi facciamo conoscere meglio i nostri amici foodblogger, attraverso un’intervista e una loro ricetta inedita: vediamo cosa hanno preparato per noi Marzia e Alessandro della Taverna degli Arna…

Che la cucina sia per noi importante è risaputo: crea una sorta di magia in cui da semplici ingredienti tutto si trasforma in qualcosa che non è solo mero cibo quanto anche atmosfera, calore, fantasia, bellezza.
Un’altra cosa che ci piace molto è condividere, e proprio questo ci ha portato a pensare di farvi conoscere chi della cucina ha fatto una passione e mette amore in ogni cosa che prepara e fotografa: proprio per questo questo mese vi portiamo a scoprire meglio, attraverso la nostra prima intervista a quattro mani, @latavernadegliarna, ovvero Marzia e Alessandro, chef e fotografo che sanno stupirci ad ogni piatto e ad ogni scatto! Non perdetevi la loro ricetta esclusiva a fine intervista!

 

Partiamo dal principio: chi sono Marzia e Alessandro nella vita di tutti i giorni? Perché “la Taverna degli Arna”?

Marzia: Sono una persona solare e allegra, iperattiva e molto dinamica. Appassionata di danza e cucina da sempre, ho un lavoro a tempo pieno nelle risorse umane. Amo i gatti, i cavalli e i colori, soprattutto il viola, adoro le feste e stare in mezzo alle persone. Sono chiacchierona e molto creativa. Appena mi viene in mente un’idea mi butto a capofitto per realizzarla.
La Taverna degli Arna è nata per caso. Quando ho aperto il blog desideravo che mi rappresentasse e che rispecchiasse quello che era la nostra casa. Un luogo intimo, casalingo, conviviale dove coccolare gli amici che ci passano a trovare. “Taverna” era il luogo perfetto, perché mi rimanda subito ad un luogo semplice e accogliente. Arna perché per tutti siamo “gli Arna”. Ho preso in “prestito” il cognome di Alessandro e fatto diventare insegna del mio blog. A maggior ragione dopo che Alessandro ha iniziato a lavorare al blog per la parte fotografica. Il nome ci calza a pennello.

Alessandro: Sono tranquillo, taciturno e pragmatico. Ho un lavoro a tempo pieno in campo assicurativo. Sono attratto da tutto ciò che possiede la creatività nel DNA (dal modellismo, alla cucina, alla…fotografia). All’inizio pensavo che il blog dovesse essere uno spazio tutto di Marzia, come l’insegnamento della fotografia era il mio. Ma si sa… in famiglia si condivide tutto, così io ho iniziato a diventare la parte fotografica della Taverna e Marzia l’anima social e stylist durante i miei corsi di Food Photography!

 

Quando, e come, avete scoperto le passioni che vi animano? È stata un’avventura recente o vi accompagna da tempo?

M: La cucina è da sempre una mia passione. Qualcosa che ho dentro da sempre, che mi incuriosisce e mi affascina e che ho maturato quando finalmente ho avuto una cucina tutta mia a disposizione. Per necessità e piacere la mia follia si è scatenata.

A: Per il matrimonio Marzia mi regalò una piccola macchina digitale da allora la barca ha preso il largo e Marzia ha sempre soffiato sulle vele… è la mia metà del cielo.

 

Cucinare, come detto, non è solo un modo di produrre del buon cibo, quanto molto più profondamente un modo per esprimere se stessi attraverso scelte diverse in termini di ingredienti, cottura e presentazione. Come nasce nella Taverna degli Arna l’idea di un piatto e della sua presentazione?

M: La cucina è sempre stato il mio modo di comunicare e di trasmettere il mio affetto alle persone care. Nel piatto, oltre che agli ingredienti, ci metto sempre tanta cura, amore e attenzione. I piatti nella Taverna nascono spesso per caso. Mi capita di vedere un ingrediente al mercato che fa scattare la scintilla e inizio ad immaginare un piatto. A volte può essere una fotografia o qualcosa che mi accade o vedo. Poi cerco di ragionarlo in termini più specifici, cercando di equilibrarlo sia sul piano nutrizionale che di gusto, consistenze e colore. Alla fine l’idea che ho in testa la disegno, uno schizzo, per fissarmi l’immagine e poterla condividere con Alessandro che la dovrà fotografare. Vederla su carta mi aiuta anche a capire se la ricetta può andare nel suo insieme. Poi inizia a tutti gli effetti il lavoro con Alessandro, in cui decidiamo il tipo di luci, il set, gli sfondi, le props e via dicendo. Alessandro monta il set e poi iniziamo ad allestirlo insieme.

A: spesso mi capita di vedere un prodotto interessante che mi piacerebbe fotografare e lo propongo a Marzia, della serie: “Ehi perché non facciamo una ricetta con X o Y”. Il disegno aiuta molto anche me nel capire cosa ha in mente Marzia e cercare di interpretarlo. Le sue ricette dimostrano che un’alimentazione vegana non implica rinunciare al gusto, alla sorpresa, al godere di cose buone. Io cerco di trovare questi aspetti nei piatti e di esaltarli. In altre parole cerco di far venire l’acquolina all’osservatore.

 

Oltre che “compagni di merende” (e molto altri piatti) siete anche una coppia nella vita e soprattutto due genitori: come questa avventura ha cambiato la quotidianità e l’organizzazione della vostra famiglia? Come vive Alberto, il vostro piccolo chef, la vostra passione e tutto l’impegno che ne consegue?

M: Più che cambiata, questa avventura l’ha proprio stravolta. All’inizio, poco più di tre anni fa, era un passatempo che ci impegnava ma che riuscivamo a gestire nei ritagli di tempo. Adesso è una vera e propria attività che ci impegna tantissimo. Dove possiamo, coinvolgiamo Piccolo Chef nella preparazione della ricetta o per farci dare suggerimenti sulla presentazione o lo styling della foto. In ultimo gli lasciamo una macchina fotografica per fare le sue personali fotografie, oppure il papà gli fa scattare dal pc quando abbiamo le mani occupate dai pannelli. Per lui è un gioco e si diverte e per noi, è un modo per stare con lui ma continuare a lavorare. Al blog si sono aggiunti i servizi alle riviste e le collaborazioni ad altri blog, i cooking show e i corsi di cucina e di fotografia. Siamo fortunati perché abbiamo le nonne disponibili che ci aiutano molto!!!

A: La passione è un motore potente, noi abbiamo due passioni: la famiglia e le attività fotogastronomiche.

 

Vi abbiamo scoperto circa due anni fa in occasione del nostro primo challenge di cucina e dalla particolarità della ricetta e la perfezione di qualità e composizione della foto che avevate proposto avevamo dato per scontato che fosse quello il vostro mestiere, rimanendo assai stupite nella scoperta che non fosse così. Il vostro talento è frutto di studio e corsi o siete degli autodidatti con tanta passione (e indubbie capacità)?

M: Credo che senza studio e formazione la passione rimane fine a se stessa. Bisogna sempre continuare a studiare e non pensare mai di essere arrivati. Negli anni ho seguito tanti corsi di specializzazione di cucina; per migliorarmi e apprendere maggiormente, quest’anno ho seguito il corso professionalizzante presso la Joia Academy dello Chef Pietro Leemann, che mi ha dato veramente tanto. Oltre ai corsi di cucina ho inoltre frequentato corsi di blogging, social media e scrittura creativa per poter portare avanti il blog in modo professionale. 

A: Non si può smettere di studiare, tutto si fermerebbe. Insegnare fotografia credo sia un bellissimo modo di studiare e migliorarsi. Ogni studente, ogni classe ha esigenze, background e capacità differenti. Cerco sempre nuovi modi per trasmettere i concetti,  traendo spunto anche da ambiti che esulano dalla fotografia, anche dal mondo di Alberto (l’anno scorso ho fatto vedere un cartone animato della Disney alla mia classe). Questa continua ricerca mi porta ad approfondire sempre più gli argomenti che affronto a lezione.

 

I vostri piatti non sono solo ricercati nella composizione quanto anche negli ingredienti: la cucina che proponete è infatti elettivamente vegan e crudista.
Com’è nata questa scelta? È solo stilistica oppure vi accompagna nella vita di tutti i giorni?

M: Io sono vegana e crudista. Da tanto tempo amici e conoscenti mi spronavano a fare qualcosa che girasse intorno a questa mia passione e alcuni mi proposero di aprire un blog. Quando decisi di aprirlo, in un momento particolare della mia vita,decisi che avrei condiviso ciò che mangio per dimostrare che anche con limitazioni (per scelta o necessità) si può mangiare bene e in maniera appetitosa e sfatare l’equivoco che vegano significhi mangiare solo insalata o in maniera poco varia e creativa.

A: Le nostre ricette prima passano dal set e poi finiscono a tavola. Non amiamo gli sprechi.

 

Siete molto attivi nei social, avete un blog, collaborate con alcuni siti (tra cui, e ne siamo molto orgogliose, il nostro) e con riviste di cucina… quali sono i vostri progetti per il futuro?

M e A: Chi lo sa, per il momento andiamo dove ci porta il cuore.

 

Instagram, il nostro social di elezione, è uno spazio di condivisione di vita e passioni e si sta sempre più aprendo al mondo del food… voi come vivete questo social? È una semplice vetrina oppure anche un modo per instaurare e mantenere rapporti interpersonali?

M e A: Come tutti i social anche noi lo utilizziamo per condividere quello che facciamo e che pubblichiamo sul blog e sul sito di Alessandro. Mi piace molto perché è immediato e parla per immagini. Come mi capita per gli altri social, da alcuni commenti nascono contatti, che poi diventano conoscenze e amicizie!

 

E ora lasciamo che a parlare sia proprio uno dei buonissimi piatti di Marzia e Alessandro:

Stelle di grano saraceno alla zucca

 

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Ingredienti per 4 persone:

140 gr di farina 0

60 gr di farina di grano saraceno

100 gr di acqua (meglio piuttosto calda)

250 gr di zucca già pulita

2 cipollotti

1 limone

erba limoncina o erba luigia (in alternativa lemon grass oppure se piace zenzero)

erba cipollina

olio e sale

 

Procedimento:

Lessare la zucca, tagliata grossolanamente, con i cipollotti in abbondante acqua salata per circa 15 minuti, fino a quando la zucca risulterà bella tenera.

Nel frattempo impastare la farina o con la farina di grano saraceno, un cucchiaio di olio e l’acqua, da aggiungere poco alla volta. Formare una palla liscia e omogenea e farla riposare, avvolta in pellicola, per circa 30 minuti in frigorifero.

Scolare la zucca e i cipollotti e frullarli, con frullatore ad immersione o mixer, con 3 cucchiai di olio, l’erba luigia fresca, il succo di mezzo limone e un pizzico di sale. Ottenere una salsa fluida e omogenea, aggiungendo a filo, se necessario, poca acqua di cottura.

Filtrare, in un colino a maglie fitte, la purea di zucca e tenere da parte.

Stendere la pasta sottilmente e ritagliare delle stelle di diverse dimensioni. Cuocerle, in abbondante acqua salata per alcuni minuti, scolarle e condirle con olio extravergine a crudo.

Servire la salsa alla zucca a specchio sul piatto con le stelle di grano saraceno. Guarnire con erba cipollina fresca e servire.

Buon appetito!

Tempi di preparazione: circa 1 ora

 

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