Tito e gli alieni: un film tra speranza e realtà, per tutta la famiglia

un film incentrato sulla famiglia e assolutamente adatto alla visione con i bambini, sospeso tra realtà, fantascienza e speranza

Tito e gli alieni.

L’elaborazione di un lutto è qualcosa di complesso e stancante, che mette in moto dinamiche dolorose e intime talmente vaste da permeare tutto l’attuale. Da una parte la coscienza dell’assenza, dall’altra l’aggrapparsi a qualcosa che ha cambiato forma e che non può essere fermato in maniera tangibile ma resta patrimonio di sensazioni e ricordi.

tito e gli alieni

Lo ha reso benissimo la regista Paola Randi nel film “Tito e gli alieni”, una produzione Bibi Film con Rai Cinema e distribuito da Lucky Red in uscita nelle sale proprio oggi.

Il “professore, un intenso Valerio Mastandrea, vive da anni senza slanci vitali in una zona desertica del Nevada, vicina all’area 51, trascurando il progetto governativo per cui lavora per conto degli Stati Uniti e ascoltando il suono dell’universo alla ricerca della voce di sua moglie, morta anni prima. Paralizzato dal suo lutto, è fermo nel bozzolo del suo smarrimento, da cui lo scuote temporaneamente solo la presenza quotidiana di Stella (Clémence Poésy), organizzatrice di matrimoni spaziali.
Quando, dopo la morte del fratello, si trova a doversi occupare dei nipoti Tito e Anita, che di fatto non conosce, dovrà confrontarsi di nuovo con la realtà e con il difficile compito di badare a loro. Sarà proprio Tito a risvegliare lo zio dal suo torpore, attraverso la condivisione di un’esigenza che lo stesso “professore” conosce e capisce bene: ascoltare la voce del padre.

Questo bisogno di trovare un filo che colleghi il mondo reale con quello del dopo la morte, che di fatto e suo malgrado porterà il professore a riprendere il suo progetto, tocca corde che risuonano per ognuno di noi in modo diverso, aprendo la strada al confronto, anche con i bambini, su temi importanti come la morte, il sopravvivere ai propri cari, la speranza.

Tito e gli alieni è un film bellissimo e straordinariamente catartico, incentrato sulla famiglia e assolutamente adatto alla visione in famiglia, in bilico costantemente tra quello che c’è, quello che c’è stato e quello che si spera ci sia; tra commozione e qualche risata di cuore, sa portare lo spettatore in un mondo intimo e assolutamente condivisibile, sa far porre domande fornendo la chiave per trovare le proprie risposte.

Un film sempre sospeso tra fantascienza e sentimenti reali, delicato e potente, che ci pone davanti ad un’importante verità: siamo tutti alla ricerca di qualcosa, di un segno, di un punto di arrivo o, chissà, una nuova partenza.