Tutto su mia madre

Come vedo mia madre? Cosa mi colpisce di lei, della sua storia, del suo carattere? Cosa la rende unica e speciale ai miei occhi?

Mia madre è una donna forte, solo che lo ha scoperto da troppo poco tempo. È una donna che la vita ha piegato tante volte, in tanti modi diversi, ma che, magari con qualche livido, si è rialzata sempre.

Mia madre è una donna bella, solo che tante volte non se ne accorge. Ha un viso interessante, due occhi di cielo dove il tempo e la vita hanno lasciato qualche nuvola, un bellissimo personale: mio padre, parco di complimenti, una volta mi disse che quando l’ha conosciuta aveva le più belle ginocchia di tutto il liceo (facendomi sorridere: i ragazzi di oggi secondo me le ginocchia non le guardano nemmeno).

Mia madre è una donna di pochi abbracci, del resto ne ha ricevuti pochi anche lei, e di molte, moltissime, parole. Parole di insegnamento, parole di comprensione, a volte di rabbia, di emozione. La parola è per lei ciò che la scrittura è per me: strumento e specchio.

Mia madre è una donna di tante lacrime, si commuove per ogni cosa. Quando ero piccola la cosa mi imbarazzava tantissimo e allo stesso tempo mi dava un sottile disagio: percepivo le sue lacrime come una sorta di guinzaglio emotivo, un qualcosa che mi diceva che potevo, sì, allontanarmi, ma che lei si dispiaceva della mia assenza, della mia crescita, dell’inevitabile distacco. Oggi specchio le sue lacrime nelle mie e ne capisco l’essenza: l’emozione di vedere un figlio che cresce non è tristezza del tuo non essere più, è consapevolezza del suo essere già.

Mia madre è un’insegnante eccezionale. Lo è stata, lo è ancora. Ha passione, pazienza, amore e rispetto e sa rendere semplici i concetti e appassionarti alle storie. A lei devo l’amore per la lettura, per la scrittura, per la dialettica, per l’arte, per il pensiero. La polemica no, quella è tutta retaggio di mio padre.

Mia madre è una donna che ama poco prendere decisioni, forse perché non le è stato insegnato a perdonarsi lo sbaglio. L’ho sempre percepita come non amante delle responsabilità, la verità è che ha sempre avuto poco spazio di manovra tra l’uomo forte che l’ha cresciuta e quello forte che l’ha resa madre. Ci vuole una grande coscienza di sé, dei propri pregi come dei difetti, per contrastare chi ti vuole adulta senza permetterti mai di crescere, la sta scoprendo adesso ed è uno spettacolo bellissimo vederla fiorire.

Mia madre non è sempre dalla mia parte, non è una di quelle che prende le mie parti a prescindere, non lo ha fatto mai apertamente. Mi è costato amare lacrime accettarlo, mi è costato altrettante amare lacrime accettare di essere anche io così, con lei. Ho capito che non ho timore di dirle che sta sbagliando, perché so che mi ama a prescindere, così come io amo lei. L’amore merita onestà, anche se l’onestà fa male.

Mia madre non è la migliore madre possibile, e non è neanche la peggiore. È una madre, come me. Coi suoi pregi, coi suoi difetti, è diventata, come tutte le mamme del mondo, madre giorno per giorno aggiustando il tiro, limando, ampliando la fiducia, concedendo margini elastici alle aspettative inevitabili della genitorialità per permettermi di diventare quella che sono oggi.

Mia madre è felice se io sono felice, anche se una mia scelta le fa male. È triste se io sono triste, a prescindere. Non è una cosa da poco, non è una cosa scontata del pacchetto maternità: è un lavoro costante per permettermi di discostarmi da lei e vivere la mia vita, ma col suo paracadute addosso.

Mia madre è speciale, e spero si conceda di riconoscersi tale… come la vedo io.